Il gelato spaghetti fa discutere dopo l’articolo del Gambero Rosso: alla Crepa di Isola Dovarese la memoria del gusto vive dagli anni ’80
L’articolo pubblicato il 7 maggio sulla rivista del Gambero Rosso, a firma di Maria Sole Betti, ha riportato al centro dell’attenzione uno dei dessert più curiosi e iconici della tradizione gelatiera europea: il gelato spaghetti, o “Spaghettieis”, nato in Germania alla fine degli anni Sessanta grazie all’intuizione del gelatiere italiano Dario Fontanella.
Una ricostruzione storica interessante che però, tra le mura del Caffè La Crepa di Isola Dovarese, ha acceso anche una riflessione più profonda sul valore della memoria gastronomica e del vero gelato artigianale.
Per questo noi di CremonaSera abbiamo deciso di incontrare Franco Malinverno, tra i custodi di una storia che qui non viene raccontata per nostalgia, ma continua ancora oggi a vivere nei gesti quotidiani, nelle ricette e perfino nei vecchi menù conservati con cura.
Entrare alla Crepa significa attraversare il tempo. Sotto i portici del quattrocentesco Palazzo della Guardia — edificio voluto dai Gonzaga e cuore storico di Isola Dovarese — il locale è da quasi due secoli punto di incontro della comunità. Prima osteria, poi caffè, infine luogo simbolo della cucina e dell’ospitalità padana. La svolta arriva nel 1969 quando Elda e Giuseppe Malinverno rilevano il locale trasformandolo lentamente in un riferimento assoluto per la ristorazione di provincia italiana.
Parlando con Franco Malinverno si ha la sensazione di ascoltare un racconto fuori dal tempo. Le sue parole scorrono lente, genuine, mai costruite. Raccontano un’Italia fatta di famiglie, sacrifici, estati in piazza e ricette tramandate quasi sottovoce.
“Il gelato alla Crepa non è mai stato un’aggiunta”, spiega Franco. “Era parte della nostra identità. La gente veniva qui d’estate apposta per le coppe, per ritrovare sapori che altrove non trovava”.
Ci mostra alcuni storici menù della gelateria datati 1976, appesi alle pareti. Cartoncini leggermente ingialliti dal tempo, ma ancora perfettamente leggibili. Dentro ci sono i nomi delle coppe storiche, le specialità della casa e un modo di intendere il gelato che oggi sembra quasi romantico nella sua semplicità. Ed è proprio tra quelle pagine che riaffiora il celebre gelato “spaghetti”, già protagonista assoluto delle estati degli anni Ottanta.
“Negli anni Ottanta il gelato spaghetti era uno dei nostri cavalli di battaglia”, racconta Fausto Malinverno. “Arrivavano persone da Cremona, Mantova, Parma, Brescia solo per mangiare una coppa di gelato. E gli spaghetti gelato erano tra i dessert più richiesti dell’estate”.
Alla Crepa quel dessert non è mai stato soltanto un gioco estetico. Certo, l’effetto sorpresa continua ancora oggi a colpire: il gelato estruso come pasta, la salsa di fragole a ricordare il pomodoro, il cioccolato bianco come parmigiano. Ma dietro quell’idea c’era soprattutto una grande attenzione tecnica.
“Il gelato artigianale vive di equilibrio”, sottolinea ancora Fausto. “Materia prima, temperatura, struttura. Il gelato spaghetti ha funzionato perché era buono, non soltanto perché era bello da vedere”.
Mentre il racconto prosegue, i Malinverno tirano fuori un’altra piccola reliquia del passato: una copia della storica rivista italiana “C&C”, pubblicazione che negli anni Ottanta raccontava i grandi protagonisti della cucina, della pasticceria e delle nuove tendenze gastronomiche italiane. In una ricerca nazionale dedicata alle eccellenze del settore, La Crepa veniva inserita tra le otto migliori realtà italiane. Un riconoscimento importante, arrivato quando il culto contemporaneo del gelato artigianale ancora non esisteva e quando realtà di provincia come Isola Dovarese riuscivano comunque a diventare mete gastronomiche grazie alla qualità e alla personalità della loro proposta. Forse, è proprio questo il punto centrale della riflessione nata dopo l’articolo del Gambero Rosso. Non stabilire chi abbia inventato per primo il gelato spaghetti, ma ricordare che esistono luoghi dove quel dessert è diventato parte della memoria collettiva, simbolo di un’artigianalità autentica che resiste ancora oggi.
Il Caffè Ristorante La Crepa, sorge nel cuore di Isola Dovarese, in provincia di Cremona, a pochi passai dal fiume Oglio e racconta da generazioni una storia fatta di famiglia, accoglienza e autentica cucina cremonese. Nato dalla passione per i sapori del territorio, il locale è diventato un punto di riferimento per chi cerca tradizione e qualità in un’atmosfera calda e genuina. Qui la memoria culinaria prende vita attraverso piatti simbolo come i marubini in brodo, i tortelli, i bolliti misti e le carni brasate, accanto alle specialità di pesce di fiume cucinate secondo antiche ricette locali. Ogni portata celebra il legame con la terra cremonese e con la cultura gastronomica del territorio, mantenendo vivi sapori autentici e gesti tramandati nel tempo. La Crepa non è soltanto un ristorante, ma una vera esperienza di tradizione, famiglia e identità lombarda.
Alla Crepa il tempo non si è mai fermato davvero. Ha semplicemente continuato a sedimentarsi nei sapori, nelle fotografie, nei menù custoditi nei cassetti, nelle storie di famiglia raccontate davanti a una coppa di gelato e nell’attento sguardo rivolto al futuro non dimenticando mai ciò è stato.
È sempre molto difficile stabilire con precisione chi ha inventato un piatto piuttosto di chi ha continuato a cucinarlo. Forse la vera domanda non è chi abbia inventato per primo un piatto o un dessert, ma quanta storia, memoria e identità riesca ancora a portarsi dietro nel tempo. Perché il cibo non nasce mai davvero in un solo luogo: viaggia, si trasforma, incontra mani diverse e diventa parte della vita delle persone. Alcune ricette, più di altre, finiscono per raccontare molto più di ciò che abbiamo nel piatto: raccontano chi siamo stati.
Nel video l’intervista a Franco Malinverno volto storico del Caffè La Crepa insieme al fratello Fausto ed al figlio Federico
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