Tagliano l’erba in via Riglio e lasciano l’immondizia: l’ira dei naturalisti, preoccupati anche per la biodiversità floro-faunistica
Si taglia l’erba e si lascia l’immondizia a terra, in bella vista. Ecco, in estrema sintesi, il singolare paradosso delle “pulizie di primavera”, che riguardano i cigli stradali periferici, nella stagione in corso. Tuttavia, non si tratta solo di questo. Il nocciolo della questione non si esaurisce, insomma, con la solita, quantunque sacrosanta tiritera sui rifiuti abbandonati a cielo aperto. A far “incavolare” i naturalisti c’è pure altro, che sfugge ai più, che viene ignorato dai comuni mortali. Perché, in effetti, l’eliminazione di quelle che volgarmente vengono definite erbacce non si limita a mettere in evidenza quanto cittadini incivili vi abbiano gettato con deprecabile disinvoltura (carta, oggetti in plastica, etc.), approfittando spudoratamente dell’altezza ragguardevole di riso selvatico, rovi, ortiche, parietarie, orzo falso e delle numerose infestanti, che caratterizzano le zone incolte di pianura. Stavolta – spiace, però tocca farlo e con un autentico colpo di scena - l’attenzione non va posta in maniera esclusiva sui lordatori impenitenti e, per molti versi, irrecuperabili. È bene soffermarsi, con pari rigore, sulle modalità degli interventi di manutenzione, opportuni certamente, ma da pensare meglio, senza cioè dimenticare che, nel grande libro dell’universo, nulla è casuale e tutto ha una sua rilevanza. A ricordarlo, ci pensa il naturalista cremonese Sergio Mantovani e lo fa a proposito di via del Riglio, nel tratto che, uscendo da Cremona, si trova sulla destra, tra la Canottieri “Flora” ed il Porto Canale. “Durante il mio ultimo sopralluogo - afferma l’esperto -mi sono trovato a tu per tu con uno spettacolo sconcertante: ordine ed immondizia insieme, nello stesso quadro. E non finisce qui - prosegue lo studioso - lo sfalcio, infatti, non è avvenuto soltanto a ridosso della strada: ha coinvolto l’intera scarpata ed oltre, arrivando a lambire la fascia arbustiva. Non si è quindi minimamente tenuto conto di un aspetto importante, il seguente: le superfici incolte sono in grado di accogliere e di favorire la biodiversità floro-faunistica, tanto più che, nelle nostre campagne, esse sono pressoché assenti, poiché i terreni vengono sfruttati al massimo. Ben venga dunque la rimozione di ciò che ostacola e disturba il transito, ci mancherebbe. Nondimeno - conclude Mantovani - mi sento in dovere di ribadire che occorre provvedere con giudizio e nel rispetto del delicato equilibrio alla base del mondo naturale”.
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commenti
Gianluca
10 maggio 2026 12:58
Sempre a pretendere che si facciano le cose per bene.
Fabio
10 maggio 2026 19:24
Buongiorno, sono pienamente d'accordo, bisognerebbe incaricare chi sfalcia di raccogliere l'immondizia rivelata dallo sfalcio, è assurdo ignorare lo scempio compiuto dagli incivili rendendosi complici di tale inciviltà.
Che venga giustamente riconosciuto anche il costo lavoro dedicato al recupero dell'immondizia scoperta...
Chiaramente il massimo sarebbe anche riuscire a sanzionare molto pesantemente i vari autori di abbandono, tanto da recuperare le spese di pulizia più abbondanti interessi...buona giornata a tutti.