Il presepe contadino di Olmeneta: un viaggio a grandezza naturale nella vita e nel lavoro delle famiglie di un tempo
E’ meta di tantissimi visitatori il “presepe nel mondo contadino” che anche quest’anno è stato realizzato nella Cascina Piacentini a Olmeneta, in via Cimitero Vecchio. Il presepe a grandezza naturale – ricco di personaggi, animali, strumenti di lavoro e di vita quotidiana – merita di essere scoperto e ammirato, anche come opportunità di ritrovare le nostre radici, a partire dal lavoro e dalla vita delle famiglie contadine.
L’agricoltore Francesco Piacentini, grazie alla creatività e straordinaria cura messa in campo dalla moglie Pierangela Groppelli con il prezioso aiuto di Mauro Pellegri, ogni anno apre le porte dell’azienda agricola per accogliere il presepe e tutti i suoi visitatori. Nel giorno dell’Epifania non si attendono i magi, bensì altre centinaia di persone, che in dono a Gesù porteranno la loro devozione e l’ammirazione per un’opera così significativa e impegnativa.
Una serie di “ambienti e quadri di vita quotidiana”, che di anno in anno si arricchiscono e si rinnovano, accolgono il visitatore, conducendolo dal cortile alla stalla, dalla casa contadina alla piccola scuola, dai portici della cascina alla bottega dell’artigiano, dai luoghi di lavoro a quelli di incontro e di riposo. Protagoniste sono le famiglie contadine, con tutte le generazioni ben rappresentate, dai più piccoli agli adulti ai nonni. Quest’anno una particolare attenzione è rivolta ai più piccoli: in ogni quadro bambine e bambini sono presenti, mostrati mentre si divertono con i giochi di una volta (come l’altalena, il carretto di legno, il rincorrersi in cortile, o un artigianale cavallo a dondolo), oppure intenti a dare una mano ai genitori (ad esempio nel preparare il pane e nel prendersi cura degli animali), ma anche ritratti a scuola, in casa accanto alla nonna, o nella stalla, fra caprette, anatroccoli, gatti e vitelli.
Percorrendo la via che conduce alla capanna della Natività, tanti “quadri” conquistano l’attenzione del visitatore. “Quest’anno, come primo ambiente, proponiamo la scuola, com’era una volta. Ci sono i banchi originali, degli anni cinquanta, e la lavagna” spiega Pierangela Groppelli, che davvero è l’anima del presepio contadino. Tra i primi personaggi c’è anche il parroco, mostrato mentre confessa la nonna. A pochi passi c’è l’officina-bottega, dove sono raccolte carriole, gli attrezzi di lavoro del falegname, e poi una bicicletta che un anziano signore è intento ad aggiustare.
“Cuore pulsante della cascina era la stalla” prosegue Pierangela Groppelli, accompagnando il visitatore tra animali e personaggi. Si incontrano asini e un cavallo, mucche e vitelli a grandezza naturale, i polli e le caprette. “Nella stalla, oltre agli animali, troviamo tante persone. Le anziane si raccolgono qui per scaldarsi, filare o rammendare, recitare insieme il rosario. Abbiamo messo anche i bambini, che ascoltano le storie e giocano con gli animali”. Tanti particolari destano curiosità quando ci si sposta nella casa contadina: c’è la cucina, con tutti gli strumenti di una volta, c’è la nonna che segue i bambini più piccoli, c’è la mamma affiancata dall’altra nonna che sta preparando il corredo per un altro figlio in arrivo. Intanto, alla porta, si avvicina la levatrice.
Gli strumenti per fare il pane, i prodotti agricoli e i pasti frugali, tutti gli animali della fattoria (ma ci sono anche alcuni animali selvatici, che fanno capolino dietro gli alberi), e poi il raccolto nei sacchi sistemati sul carro, i salami appesi al soffitto, i panni stesi ad asciugare… si è pensato a ricostruire persino il bagno esterno alla casa (“allora una delle prime, grandi comodità della cascina”). Sono davvero tanti i particolari di questo tuffo nel passato, tra scene, persone e animali, proposti con grande attenzione ai dettagli, con una minuziosa ricerca di mobili, strumenti e attrezzi d’epoca.
Con grande disponibilità la signora Pierangela Groppelli risponde alle domande dei visitatori, illustra le varie “scene di vita quotidiana”, rivelando particolari e dettagli che testimoniano la dedizione con cui ci si è dedicati a questo allestimento. “E’ un presepe semplice, realizzato con tanta passione. Per i più anziani è il ricordo di una vita vissuta, per tante persone è un’occasione per ritrovare momenti e situazioni magari apprese dalle parole dei genitori o dei nonni. Mentre i bambini scoprono un mondo che non hanno mai conosciuto, ma che appartiene al passato di tutte le nostre famiglie, della nostra comunità” spiegano Pierangela Groppelli e Francesco Piacentini, rivolgendo un particolare ringraziamento a Mauro Pellegri, per il validissimo contributo.
Il presepe della famiglia Piacentini è un museo della vita contadina a cielo aperto – testimonia Coldiretti Cremona –. Vale la pena di visitarlo, come tanti cremonesi hanno già fatto nei giorni scorsi, ripercorrendo momenti significativi legati alle nostre radici comuni. L’augurio è che tante famiglie, e anche scolaresche, nelle prossime due settimane possano vivere questa bella e istruttiva esperienza.
Il presepe sarà presente ad Olmeneta fino al 18 gennaio. E’ sempre aperto e la sera viene illuminato.
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