Potrà riaprire il Museo "Mondo Piccolo" di Roccabianca dedicato a Giovannino Guareschi, ci sono i finanziamenti del Ministero della Cultura
Lo ha dichiarato, immediatamente dopo l’uscita della notizia dei sei milioni e mezzo di euro stanziati per Villa Verdi, l’onorevole Gaetana Russo: «È di oltre 8 milioni di euro l’ammontare complessivo dei finanziamenti previsti dal Ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna destinati a interventi di valorizzazione, riqualificazione e manutenzione del patrimonio culturale regionale per Parma. […] Tra gli interventi previsti nel decreto spicca la ristrutturazione del Museo Comunale “Mondo Piccolo” di Roccabianca, per un importo di 1 milione e mezzo di euro, progetto fondamentale per la tutela e il rilancio di un luogo simbolo dell’identità culturale locale e nazionale, che rende omaggio ad uno dei suoi maestri più grandi, Giovannino Guareschi». Ed è il compimento di quanto annunciato dalla stessa onorevole Russo lo scorso 16 settembre a Roma, nel corso della presentazione, alla Camera dei deputati, del volume “In dialogo con Cristo, la lezione di don Camillo”, edito dall’associazione “Amici di Giovannino Guareschi”.
Così, dopo i danni della siccità, che aveva provocato fessurazioni nei pavimenti e quelli del terremoto del 2026, finalmente il museo “Mondo piccolo”, nell’edificio delle vecchie scuole elementari a Fontanelle di Roccabianca (oltre il Po ma vicinissmo a Cremona), già oggetto di alcuni lavori di risistemazione, potrà tornare a essere visitabile riconquistandosi quel ruolo di “monumento” guareschiano nel paese natale dello scrittore. Di fronte al museo, oggi ancora tristemente chiuso, c’è infatti il monumento più singolare che si potesse immaginare: Giovannino Guareschi in bicicletta, fermo, ma come fosse sul punto di pedalare per riprendere i suoi viaggi nella Bassa, seguendo quelli che definiva “i sentieri della fantasia”. Il museo “Mondo piccolo” è un museo-non museo: fatto di immagini, video coinvolgenti, disegni di Guareschi a grandezza naturale, una grande cartina a pavimento di “quella fettaccia di terra grassa che sta fra il monte e il fiume, fra il Po e l’Appennino”, una sorta di piccola osteria, un filare di pioppi che si allunga all’infinito grazie a un gioco di specchi e un ingresso immerso nella nebbia. Pochi oggetti, molte suggestioni: insomma, un museo che pare disegnato dallo Stesso Guareschi!
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