28 novembre 2022

Inquinamento Tamoil, partita ancora aperta. Funzionano le barriere? La commissione istituita nel 2019? E lo studio epidemiologico? Da Lega Ambiente e 5 Stelle dubbi e richieste

Per il direttivo del Circolo Vedo Verde di Legambiente resta ancora tanto da fare sia per mettere in siruezza la raffineria Tamoil (va bloccato l'inquinamento tuttora in corso delle aeree esterne), va portata avanti la bonifica di tutto il sito e si deve costituire quella comissione deliberata dal Consiglio Comunale di Cremona il 10 aprile 2019 e mai attuata per destinare un milione di euro (già nelle casse del Comune) per progetti ambientali.

"È una buona notizia la richiesta di risarcimento da parte del Comune nel processo civile a carico di Tamoil. Tuttavia, ci si chiede che necessità abbiano gli inutili commenti che ne hanno fatto seguito. Nel processo penale contro Tamoil del 2012 si costituirono parte civile Gino Ruggeri (a cui subentrò il Comune di Cremona nel 2018), un gruppo di coraggiosi avvocati e Legambiente. Nel 2018 la Cassazione condannò Tamoil per disastro ambientale e determinò un risarcimento per le parti civili. - si legge nel documento -

A 11 anni dalla dismissione della raffineria, si è ancora in una fase delicata. Sarebbe opportuno che gli enti locali si focalizzassero per:

• destinare la previsionale pari a 1 mln a favore di progetti ambientali, con la costituzione della commissione di valutazione definita in una delibera del Consiglio Comunale del 10 aprile 2019

• bloccare l’inquinamento tuttora in corso nelle aree esterne e valutare la reale efficacia della barriera idraulica 

• intraprendere azioni concrete che rendano possibile la bonifica lavorando per cambiare la normativa nazionale 

• avviare un percorso di condivisione e confronto con la città riguardo la riconversione dell’area, perché non si può decidere solo con Tamoil prescindendo da un processo partecipativo della comunità 

Anche il consigliere regionale 5 Stelle Marco Degli Angeli è intervenuto sull'argomento Tamoil sottolineando:  "Sul passato parlano di fatti.  Sul tema ambientale e sanitario, le giunte Perri e Galimberti hanno sempre nascosto la testa sotto la sabbia.  Seppur in modo tardivo l’amministrazione comunale ha dato seguito alla delibera di giunta del 2018, n.261 avvio di azione giurisdizionale in sede civile nei confronti dei soggetti responsabili degli atti di inquinamento ambientale".

"Va inoltre ricordato che il 10 aprile 2019, il consiglio comunale si era espresso sul vincolo delle risorse proveniente dalla previsionale risarcitoria 1 mln e aveva previsto una  commissione di valutazione a garanzia di un percorso partecipativo e di massima trasparenza verso la cittadinanza. 
La delibera è rimasta lettera morta. Purtroppo. - sottolinea il consigliere regionale - Come nel vuoto sono cadute le richieste di riapertura dello studio epidemiologico Tamoil. Il silenzio dell'amministrazione dopo le parole del dottor Ricci, che evidenziava elementi scientifici che avrebbero resa opportuna l'apertura è difficile da commentare.
"Ora bisogna agire per priorità. È necessario bloccare l’inquinamento nelle aree esterne e coinvolgere i cittadini  - dice ancora Marco Degli Angeli -
Serve un cambio di passo su tutti i fronti. Sarebbe  utile concentrarsi sulle cose ancora da fare, ovvero prima di parlare di bonifica (chi oggi non è d’accordo?), che però  ad oggi la normativa nazionale, e lo dovrebbero sapere tutti, non lo prevede, - dice ancora Degli Angeli -  ora è indispensabile:  
- bloccare l’inquinamento nelle aree esterne  in modo che non perduri un ulteriore disastro ambientale sul territorio comunale 
- definire il grado di compromissione delle aree interne e il funzionamento reale della barriera idraulica 
- intraprendere un percorso per riconoscere l'area come Sito di Interesse Nazionale e richiedere ad ATS Valpadana di riaprire lo studio epidemiologico Tamoil estendendo la coorte di popolazione osservata differenziando i ruoli
- avviare  un processo di partecipazione per  individuare come spendere, nel migliore dei modi, 1 mln di euro già nelle casse comunali per interventi in campo ambientale e l’eventuale nuovo risarcimento che arriverà (almeno 40 mln di euro)."
 
La foto di quando la Tamoil era in funzione è di Antonio Leoni 


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