La chiesa di Casanova (compie 210 anni) e la storia della famiglia Offredi
Duecentodieci anni fa veniva posata, a Casanova d’Offredi, la prima pietra per la costruzione dell’attuale, bella ed imponente chiesa parrocchiale dedicata all’apostolo San Bartolomeo. Era il 1816 ed i lavori andarono avanti per sei anni, fino al 1822. La località di Casanova, come si evince già dal nome, è strettamente legata, nel solco del tempo e della storia, alla famiglia Offredi, nobile casato cremonese. Fu monsignor Omobono Offredi Ambrosini, vescovo di Cremona e mecenate a fondare la chiesa in costituzione di un precedente, sacro edificio che era ormai in condizioni fatiscenti. A riguardo va detto che già nel 1449 era citata una chiesa dedicata a San Donnino al Campo in località Casanova mentre la visita del 1599 del vescovo monsignor Cesare Speciano parla di una “ecclesia Sancti Donnini villae appellatae Casanova de Offredi” già, al tempo, definita ‘distructa et in talem statum reducta ut in ea celebrari nequat’, vale a dire distrutta e ridotta in uno stato tale da non permettere la celebrazione. Più avanti nei decenni, ecco che un documento del 1618 (di cui si è però persa traccia) disponeva di ‘levar via alcune muraglie diroccate della chiesa’. A conti fatti, se già all’inizio del XVII secolo la chiesa campestre era talmente malconcia da non essere più agibile, è ben difficile che si tratti di quella abbattuta e ricostruita dal vescovo Omobono Offredi Ambrosini a partire dal 1816. E’ lecito supporre che, nel frattempo, un’altra chiesetta od oratorio sia esistita laddove oggi sorge la imponente chiesa dalle forme semplici e lineari, a navata unica ed a croce latina, caratterizzata all’interno da un apparato decorativo tipicamente ottocentesco reso con l’utilizzo di sfondati architettonici, e con i due altari laterali sono dedicati alla Beata Vergine del Carmelo ed a Sant’ Antonio da Padova. Nell’area del presbiterio è ancora presente, sotto la cantoria, la tribuna privata dei committenti, la famiglia Offredi e sopra di essa è collocato l’organo, commissionato nel 1833 alla bottega bergamasca Angelo Bossi e nipoti. Fra le opere d’arte conservate in chiesa spicca anche la preziosa statua lignea del patrono della chiesa cremonese Sant’ Omobono, realizzata alla fine del XVII secolo dallo scultore cremonese Giacomo Bertesi (1643-1710), oltre a vari altri dipinti, fra cui quello del titolare della chiesa San Bartolomeo, databili tra XVII e XVIII secolo. Per quanto riguarda il fondatore, il vescovo Omobono Offredi Ambrosini, questi nacque a Cremona l'8 giugno 1750, da una nobile famiglia locale. Intrapresa la carriera ecclesiastica, l'11 giugno 1774 fu ordinato sacerdote. Il 31 gennaio 1791 l'imperatore Leopoldo II lo scelse come vescovo di Cremona, ricevendo la conferma il 26 settembre seguente da papa Pio VI. Ricevette la consacrazione episcopale il 2 ottobre seguente dalle mani del cardinale Luigi Valenti Gonzaga, prefetto dell'economia della Congregazione di Propaganda Fide, co-consacranti gli arcivescovi Carlo Crivelli, arcivescovo titolare di Patrasso (poi cardinale), e Giovanni Francesco Guidi di Bagno-Talenti, arcivescovo titolare di Mira (poi patriarca). Nel 1791 fece costruire l'attuale palazzo vescovile di Cremona, su progetto di Faustino Rodi. Inoltre, nei primi anni del XIX secolo fece ristrutturare la Biblioteca del Seminario vescovile, alla quale donò la vasta collezione posseduta dalla sua famiglia mentre tra il 1819 e il 1820 tenne la visita pastorale alla diocesi cremonese. Infine, tra il 1816 e il 1822 fece costruire proprio la chiesa di San Bartolomeo a Casanova d'Offredi, mentre a Gazzuolo, all'interno del palazzo di proprietà della sua famiglia, fece erigere una cappella dedicata alla Madonna di Caravaggio. Il presule morì il 28 gennaio 1829.
Eremita del Po
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti