Nel cuore di Cremona apre Manzoni 10: un nuovo Aparthotel. Mix tra ospitalità contemporanea e recupero architettonico d’eccellenza
Nasce Manzoni 10, il nuovo Aparthotel che apre le sue porte nel cuore della città dopo un importante intervento di restauro conservativo e riqualificazione. Oggi si è avuta l'inaugurazione ufficiale.
La struttura è il risultato della visione di Floor Srl, società immobiliare fondata nel 2017 dai quattro soci originari di Growens – Matteo Monfredini, Luca Azzali, Matteo Bettoni e Alberto Miscia – insieme a Marco Ceriali. L’obiettivo iniziale della società era offrire soluzioni di hospitality strategiche, soprattutto collegate alla crescita del gruppo Growens. L’evoluzione del lavoro da remoto e l’arrivo in azienda di collaboratori da tutta Italia ha progressivamente portato alla necessità di soluzioni di ospitalità flessibili, capaci di coniugare comfort, autonomia e servizi.
Da questa esigenza prende forma l’idea di un B&B evoluto dedicato al business travel, poi trasformata in un progetto più ambizioso: un Aparthotel capace di unire lusso, funzionalità e identità architettonica.
Un palazzo storico del 1914 riportato alla sua unicità
La sede scelta per il nuovo progetto è un edificio del 1914, un raro esempio di architettura liberty cremonese, successivamente arricchito negli anni ’30 da interventi interni di gusto portaluppiano. La sua posizione strategica, nel pieno centro storico, ha reso ancora più naturale la scelta di dar vita a un progetto di ospitalità distintivo, capace di valorizzare il patrimonio architettonico esistente. Affiancati dall’architetto Michele Bianchi, i soci di Floor Srl hanno orientato il recupero verso un intervento filologico all’esterno e fortemente identitario negli interni. Il restauro conservativo delle facciate ha restituito al palazzo il suo linguaggio liberty originale, mentre gli ambienti interni sono stati ripensati come un percorso esperienziale in continua scoperta.
Otto appartamenti, un’area conviviale, palestra e biosauna private.
Il progetto, avviato nel 2022 e completato nella primavera 2025, ha portato alla creazione di otto appartamenti unici – un monolocale, sei bilocali e un trilocale – caratterizzati da stili diversi ma legati da una narrativa comune: libertà cromatica, ricercatezza materica e grande cura per le geometrie. A questi si aggiungono: ● una zona conviviale dedicata al lavoro, a piccoli eventi culturali o aziendali;
● un’area wellness con palestra e biosauna, pensata per offrire un servizio esclusivo a turisti e professionisti in viaggio.
Gli interni, ispirati alla tradizione delle forme geometriche anni ’30, presentano pavimentazioni in parquet trattato con resine, colori scuri a effetto “scatola”, carte da parati scenografiche e finiture che spaziano dalle tonalità dell’ottone brunito al platino, dal peltro all’argento invecchiato, fino al ferro blue laser. Ogni appartamento è concepito come un ambiente dal carattere indipendente, pensato per offrire all’ospite un’esperienza sempre diversa, mai banale.
Un progetto nato dal lavoro, diventato un nuovo luogo per la città
Nato come risposta alle esigenze di un’azienda abituata al dinamismo del lavoro contemporaneo, Manzoni 10 evolve durante gli anni della pandemia, trasformandosi in una proposta di ospitalità trasversale, in equilibrio tra business e leisure. La ripresa del turismo, anche nelle città di dimensioni medie, ha rafforzato la volontà della committenza di creare un luogo capace di dialogare con pubblici differenti – professionisti, viaggiatori, coppie, famiglie – con un linguaggio estetico chiaro e una grande attenzione al comfort.
Dopo una fase di rodaggio estiva, la struttura è entrata a pieno regime nell’autunno 2025.
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commenti
Michele de Crecchio
21 novembre 2025 00:27
A Cremona, purtroppo, anche persone decisamente acculturate sono solite definire "liberty", quasi tutti gli edifici costruiti all'inizio del secolo scorso o verso la fine del precedente. Tale definizione è in realtà corretta, a mio modesto ma convinto parere, solo se intesa come riferimento "temporale" (così genericamente, nella pratica, intendendo tutti gli edifici dotati di una buona caratterizzazione decorativa, di gusto eclettico, prevalentemente ispirato al tardo-neoclassicismo, realizzati negli ultimi anni dell'ottocento e nei primi anni del novecento), ma non è altrettanto corretta sotto il profilo del riferimento "stilistico".
Anni or sono, contribuì a diffondere in città tale equivoco il pur gradevole e ben illustrato volume del compianto giornalista Elia Santoro che, anche se intitolato al "Liberty" cremonese, in realtà segnalava soprattutto edifici di gusto eclettico (prevalentemente tardo neoclassico) costruiti a Cremona negli ultimi lustri precedenti la prima guerra mondiale.
Gli edifici più correttamente definibili "liberty" sono, a Cremona, davvero pochini, anche per la scarsa simpatia che le commissioni e edilizie e i tecnici più qualificati (quasi scomparsi gli architetti, prevalevano gli ingegneri) dimostravano allora per tale innovativo stile. Era prassi quasi sempre relegare tali "esperimenti" in posizioni periferiche, dove le loro innovazioni destavano minore attenzione.
Esiste, a mio parere, una regola quasi infallibile per riconoscere, senza tema di errore, le costruzioni sicuramente definibili come "liberty" ed è la presenza di linee e decorazioni ispirate a motivi naturalistici, scarsamente riferibili a motivi geometrici precisi, nonché. di conseguenza, l'ampio e fantasioso utilizzo di linee curve e fluenti. Sotto tale aspetto è esemplare la facciata dell'edificio di corso Garibaldi (lato occidentale, quasi di fronte alla farmacia Guarneri) a suo tempo realizzato per ospitarvi un grande negozio di mobili molti dei quali (guarda caso!) realizzati con cilindri di faggio curvato al vapore (tecnica Thonet, per intenderci).
Non dimentichiamo, infine, che in Italia, alla denominazione internazionale di "stile Liberty", era preferita (e non a caso) la definizione di "stile floreale"!
Personalmente non ritengo pertanto del tutto corretto definire "liberty" la pur gradevole costruzione alla quale si riferisce l'articolo (opera dell'ing. Cabrini, probabilmente aiutato, come accadeva allora non di rado, e come avvenne spesso anche nei decenni successivi, da qualche giovane ed abile praticante dello studio milanese Portaluppi.
Vincenza
21 novembre 2025 17:31
Vista la competenza in materia : E la casa che fu di Lidia Stauffer che ha tutte le caratteristiche liberty e che è sita in viale Trento Trieste N.45 Cremona, è da annoverarsi in stile liberty ?
Renzo P.
21 novembre 2025 10:02
E di fianco l’obbrobrio con le nuvette…