La sentinella del Naviglio torna in azione al Naviglio civico di Cremona: al Boschetto, riprende la saga di Ernesto Martinelli, il pensionato ecologista
Dal primo incontro al Naviglio civico di Cremona, in un mite ed assolato pomeriggio di fine ottobre dell'ormai lontano 2024, io ed Ernesto Martinelli siamo diventati quasi amici. Non ci incrociamo spesso, anche se abitiamo ad un tiro di schioppo l'una dall'altro, ma, ça va sans dire, ci seguiamo sui social e ci scambiamo gli auguri alle feste comandate. Il Martinelli è nato il 24 dicembre 1954, pertanto, sotto Natale, ricorrenza che Ernesto ama veramente tanto, il contatto si è rinnovato in un paio di occasioni ed ovviamente non è mancato neppure il messaggio per un “Felice anno nuovo a lei e famiglia”.
Nessuno dei due avrebbe tuttavia immaginato che, di lì a poco, Ernesto avrebbe dovuto vestire ancora i panni di sentinella del Naviglio. Ed invece, tempo una manciata di ore, l’inossidabile pensionato del Boschetto - nel suo piccolo, un vero e proprio supereroe, armato però di sola santa pazienza - è dovuto scendere in campo, per fare ordine. Insomma, il 2026 si è inaspettatamente aperto con uno sberleffo bello e buono. Il 3 gennaio, durante il consueto sopralluogo del mattino, Ernesto ha trovato una riva lordata, nel solito punto, alla curva a metà strada tra Ossalengo e la S.A.M.E.C. S.p.a. Costruzioni meccaniche, più precisamente alla sbarra d'accesso alla ciclabile, che costeggia il canale. In quel tratto, in effetti, è un attimo accostare la macchina ed abbandonare la qualunque, magari verso sera, con la complicità del buio. Chi sia stato, ovviamente, non si sa, mentre, cosa sia stato lasciato, sì. Si tratta di materiale isolante gettato in acqua, scatole di cartone, oggetti di plastica e di un sacco pieno di calzature di ogni genere e foggia. Ernesto non è mica stato a guardare con le mani in mano. Com’è solito fare in questi frangenti, ha innanzitutto documentato fotograficamente il micro disastro per poi rimboccarsi le maniche e ripulire volontariamente il sito, con spirito di servizio, umiltà ed amore per l'ambiente. Che è immediatamente tornato alla sua bellezza consueta, selvatica e silente, circonfusa di una leggera aura lattiginosa, tipica del periodo invernale. I rifiuti sono stati posti accanto al bidone, posizionato a qualche metro di distanza dal luogo del fattaccio, perché vengano prelevati dagli operatori ecologici.
Quindi, nuovamente grazie di cuore, Ernesto, a nome della natura e di tutti i frequentatori della ciclopista: il decoro della zona è sicuramente merito tuo.
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