Rifiuti, Portesani deposita una mozione in Consiglio: “Il contratto con Aprica è senza basi giuridiche dal 2018, va annullato subito”
Il Consiglio Comunale di Cremona dovrà esprimersi sull’ immeditata interruzione dell’affidamento del servizio di igiene urbana alla società APRICA S.p.A. Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona e Cristiano Beltrami consigliere della stessa lista civica hanno depositato una mozione urgente in cui si chiede di fermare, senza indugi, il contratto con APRICA S,p.a.
Il documento è arrivato sul tavolo del presidente dello stesso consiglio comunale Luciano Pizzetti, a poche ore dalla pubblicazione della sentenza n. 4292/2025 del TAR Lombardia, che ha accertato la cessazione automatica dell’affidamento ad APRICA nel Comune di Lodi a partire dal 31 dicembre 2018, per la perdita del controllo pubblico da parte degli enti locali.
Il documento ripercorre l’intera evoluzione societaria: affidamento originario ad AEM S.p.A. nel 1999, nascita di Linea Gestioni, ingresso in LGH, cessione delle quote ad A2A, fusione in APRICA. Un percorso che ha progressivamente svuotato il Comune di ogni controllo pubblico, rendendo illegittima la prosecuzione del contratto in essere.
La mozione chiede ai consiglieri di esprimersi su questi specifici punti: di prendere atto della cessazione automatica dell’affidamento dal 31 dicembre 2018; di interrompere con immediatezza ogni rapporto contrattuale attualmente in essere; di attivare una procedura temporanea in urgenza per garantire la continuità del servizio e infine di predisporre una nuova gara pubblica, in piena conformità alle normative vigenti.
“Quella sentenza non è un precedente qualsiasi. È la conferma definitiva che ci avevamo visto bene noi: il contratto tra il Comune di Cremona e APRICA è privo di base giuridica da oltre sette anni. Il rapporto si è estinto per legge. Non lo diciamo noi: lo dice l’articolo 34 del D.L. 179/2012. E oggi lo conferma anche un tribunale. Ora la politica non può più voltarsi dall’altra parte."
Il consigliere Cristiano Beltrami, co-firmatario della mozione, sottolinea l’importanza di fare chiarezza: “Non si tratta solo di un vizio tecnico, ma di un nodo politico e giuridico che richiede risposte rapide e trasparenti.”
La questione, tuttavia, non nasce con la sentenza. Già qualche mese fa, il capogruppo Portesani aveva sollevato il tema con una interrogazione in Consiglio comunale. Dopo una risposta insoddisfacente, ha chiesto e ottenuto la convocazione di una Commissione di vigilanza sul caso.
“Quella commissione fu illuminante: la politica scaricava tutto sui tecnici, e i tecnici si appellavano a non meglio precisate norme transitorie. Ora la verità è chiara: l’affidamento non poteva continuare, e chi lo ha lasciato andare avanti dovrà risponderne. Noi abbiamo fatto la nostra parte. In Consiglio vedremo chi vorrà stare dalla parte della legalità”, conclude Portesani.
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