3 gennaio 2026

Caos rifiuti, il caso Aprica compatta il centrodestra contro la gestione dell'affidamento diretto alla società da parte del Comune

Tutto il centrodestra unito nella questione Aprica, dopo la sentenza n. 4292/2025 del TAR Lombardia, che ha dichiarato, per il Comune di Lodi, cessato in automatico l’affidamento ad APRICA a far data dal 31 dicembre 2018, ossia dal momento della perdita del controllo pubblico da parte degli enti locali della società. Una sentenza che, seppur non chiama in causa direttamente il Comune di Cremona, lo trova in una situazione del tutto sovrapponibile a quella dell'ente lodigiano, dal momento che il servizio di igiene urbana è tutt'ora ancora affidato ad Aprica S.p.a senza essere passato da una nuova gara o un nuovo affidamento formale. Questo perchè, come a Lodi, seppur il servizio era partito sotto controllo pubblico, nel tempo, a seguito di fusioni societarie, si è arrivati di fatto ad una società controllata privatamente.

Ora, alla luce della sentenza del Tar Lombardia, le minoranze del centrodestra si compattano nella richiesta di chiarimenti agli amministratori, sia dopo i nuovi sviluppi della situazione di Lodi, sia in forza di chiarimenti chiesti da Alessandro Portesani già nei mesi scorsi, a cui fanno seguito oggi le richieste avanzate dagli altri gruppi consigliari. La questione dunque, oltre che amministrativa, diventa un caso politico, ricompattando un centrodestra che in altre occasioni era sembrato divergere sulle posizioni, ma che in questo caso ha ritrovato un'unità di visione. 

In mattinata non si sono dunque fatte attendere le posizioni dei diversi gruppi: prima la mozione a firma di Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona insieme a Cristiano Beltrami, consigliere nella stessa lista civica, che ripercorrendo la vicenda di Aprica e rivendicando di averne più volte chiesto chiarimenti, oggi non hanno dubbi e avanzano una richiesta tranchant: "annullare subito il contratto con Aprica" e ancora "Quella sentenza non è un precedente qualsiasi. Ci avevamo visto bene noi: il contratto tra il Comune di Cremona e APRICA è privo di base giuridica da oltre sette anni. Il rapporto si è estinto per legge. Ora la politica non può più voltarsi dall’altra parte. Non si tratta solo di un vizio tecnico, ma di un nodo politico e giuridico che richiede risposte rapide e trasparenti.”

Non si è fatta attendere nemmeno l'intervento di Forza Italia e Lega, nelle figure di Andrea Carassai e Jane Alquati, che offrono pieno appoggio alla mozione di Portesani e rincarano la dose: "La recente sentenza delTAR Lombardia non può e non deve essere ignorata anche dal Comune di Cremona. Chiarisce senza alcuna ombra di dubbio che la sbandierata “partnership industriale”, invocata al momento della svendita di LGH, non è mai realmente esistita. Oggi il patrimonio economico e di competenze costruito in oltre un secolo di storia di AEM risulta completamente disperso". Carassai e Alquati puntano poi il dito direttamente contro l'assessore di competenza: "Secondo l’Assessore Pasquali, sarebbero necessari due anni per predisporre una gara di appalto. Attendere due anni significherebbe ignorare consapevolmente la portata della sentenza del TAR Lombardia e assumersi responsabilità amministrative e giuridiche evidenti, paventando anche la possibilità di ricorrere a una società di consulenza. Il Comune di Cremona dispone al proprio interno di competenze tecniche e amministrative adeguate per predisporre il bando e avviare in tempi ragionevoli una procedura di gara. Oggi non esistono più alibi: in Consiglio comunale ciascun consigliere sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità".

Quindi Fratelli d'Italia, che non tarda ad avanzare una serie di richieste agli amministatori per chiarire la posizione del Comune in tempi rapidi e direttamente in Consiglio Comunale: "Fratelli d’Italia chiede che il Sindaco e la Giunta riferiscano in Aula, in modo chiaro e completo, già nel primo Consiglio comunale utile. Non si tratta di sollevare polemiche né di alimentare contrapposizioni politiche, ma di esercitare in modo responsabile il ruolo che spetta ai consiglieri comunali, nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza amministrativa e piena informazione, attraverso un confronto aperto e istituzionalmente corretto in Consiglio comunale. Confidiamo pertanto che l’Amministrazione voglia accogliere questa richiesta, fornendo al Consiglio e alla città tutti gli elementi necessari per una valutazione consapevole e responsabile."

Una posizione più cauta rispetto a quelle prese dagli altri due gruppi di centrodestra, ma che sicuramente evidenzia come l'affaire gestione rifiuti, esploso come una bomba a Capodanno, stia prendendo sempre più i contorni di uno scontro aperto in campo politico, uno scontro che oggi vede la parte di opposizione riferita al centrodestra viaggiare su binari comuni e chiedere conto con urgenza e vigore, delle scelte politiche prese dall'amministrazione, in continuità con i predecessori (dal momento che la vicenda affonda le radici nell'amministrazione Galimberti che ha preceduto l'attuale a guida Virgilio).


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commenti


Innominato.

3 gennaio 2026 11:38

Se la Corte dei conti dovesse intervenire ne vedremmo delle belle e imparerebbero.ad amministrare correttamente e non a ..