Neve in aprile? Ecco le immagini della campagna imbiancata dai "piumini" dei pioppi. Leggeri, impalpabili, quasi magici. E, al contrario di quanto si pensa, non sono causa delle allergie di stagione
"Massignuuur, quanti pilümiin!" Se ormai non ci pensa più l'inverno a regalarci la suggestione di campi e stradine imbiancati, beh, ci pensa ora la primavera, con le abbondanti fioriture dei pioppi e le conseguenti infinite produzioni di "pioppini", quei piumini che svolazzano a mezz'aria per infinite distanze prima di finire a terra o infilarsi in ogni pertugio.
Commoventi per tutti, strappano certo una lacrima ai più esteti, ma soprattutto agli allergici, che in questo periodo soffrono le pene dell'inferno, tra starnuti, occhi rossi e naso che cola perennemente.
Ma lo spettacolo, mi perdonino i più sensibili, è innegabilmente affascinante: piumini come fiocchi di neve che si librano, in controluce, in ogni dove per poi posarsi lievissimi a terra, in un tappeto bianco e impalpabile, che subito prende vita al minimo alito di aria, tornando a volteggiare e vorticare ancora.
Il nome scientifico di questi batuffoli svolazzanti sembra uno scioglilingua: si chiamano "pappi del pioppo" e, udite udite, non trasportano polline allergenico, bensì i semi della pianta, attaccati ai lunghi peli cotonosi.
Ergo, non sarebbero loro la causa di starnuti e allergie, ma la loro unica "colpa" è quella di comparire nello stesso periodo di fioritura delle graminacee, quelle sì causa di allergia coi loro pollini. Solo che i piumini si vedono, i pollini delle graminacee no. Certo, un po' fastidiosi lo sono, ma del tutto innocui.
La funzione dei pappi, alias piumini o in gergo pilümiin è semplicemente quella di affidare i semi al vento, lasciandogli il compito di trasportarli lontano, per poi dare vita ad altre piante.
Quindi ora non c'è più scusa: godiamoci questo suggestivo spettacolo della natura in primavera!
Eccone un assaggio nei commoventi scatti immortalati magistralmente da Lilluccio Bartoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti
Lilluccio Bartoli
29 aprile 2026 15:54
Si potrebbe dire che è un articolo scritto a quattromani, invece è scritto a due mani più un indice, il mio: infatti dove finisce, inizia una Nikon, ma le foto le fa èl litratèer, mija la màchina fotografica.
È una questione di vederle, di sottolineare la differenza tra me e i distratti, persone che guardano e non vedono. Bisogna saper cogliere, come si chiamano quelli che cogliono?
Anonimo
29 aprile 2026 16:07
Mmmmh...coglionitori?
Lilluccio Bartoli
30 aprile 2026 06:33
Il comitato piluminofilista ha suggerito orchiclastacoltori. Il comitato è composto da...
Tino Bollet
Dino Accen
Diana Pomeri
Gino Formag
Iva Prerogat
Nello Manga
Carlo Nontoc
Nello Spedale
Wanda Lizzata
Marica Siram
Gino Miocu
Enza Ass
Iva O. Perat
Ida Diff
Tino Portan
Iva Prospett
Zia Garan (parente di Tita Garan, garantito)
Lino Pennel
P. Ave
Nino Pen
Ivo Incent
Enza Cos
Tino Cros
Ivo Sedat
Joe Noleg
Remo Indaghe
Iva Innovat
Enza Resist
Dino T. & P.
Enza Ass
Rina Zil
Lino Marcel
Ada Giato
Rita Colo
Lino Maia
Enza Imprud
Lia Ceci
Nello Untanti
Dina Bran
Marina M&R Cantile
Nella Vergi
H. Demico
Ivo Sedat
Tino Botbitati
Enza Incid
Iva Negat
Iva Diaposit
Esaù Sto
Joe Randa
Nello S. Pirito
A. Postoli
Lino T. Pista
Tina Cinquan (cambia cognome spesso; Ven, Tren, Quaran, Sessan, diciamo ogni X anni)
Lando Contemp
H. T. Tone
Iva Difens
Alì Chiudiamol
Lina Ciccio
Lino Tessuto (ovvio)
Iva Aspettat
Remo Lolegge
Nello Rapa
M. Matusal