30 marzo 2026

Ponte Verdi, rifiuti di ogni genere e degrado sotto i piloni del viadotto. Il comitato Amici del Grande Fiume: "La golena ancora una volta scambiata per una terra di nessuno"

E’ purtroppo noto che ci sono soggetti, e non sono pochi, che al di sotto del cosiddetto piano della forfora (come è solito definirlo il “gastrofotografo” e filosofo cremonese Lilluccio Bartoli) non hanno nulla. Tra le altre cose lo dimostra chiaramente il fatto che, soltanto nelle aree golenali dell’una e dell’altra riva del Po, grazie all’azione di personaggi inqualificabili, vi sono quantità tali di rifiuti da poter tranquillamente ipotizzare di richiedere alle “alte sfere” la dichiarazione di emergenza ambientale. Che forse sarebbe la mossa ideale per mettere mano davvero, e concretamente, ad un problema annoso e per presentare alla gente, visto che si parla di turismo fluviale, aree decorose, accoglienti, pulite.

Nel frattempo basterebbe anche organizzare qualche giornata ecologica, con l’azione dei volontari, magari unendo anche le forze dell’una e dell’altra riva del fiume (aumentando così le forze, le occasioni di collaborazione, scambio ed amicizia) rimarcando quanto il fiume sia un patrimonio da tutelare, sfruttare, vivere e far vivere. In attesa che questo accada si deve purtroppo segnalare l’ennesimo  scempio che riguarda l’area immediatamente sottostante il ponte “Giuseppe Verdi” che collega Emilia Romagna e Lombardia, Parmense e Cremonese, nel tratto compreso tra i Comuni di Roccabianca, Polesine Zibello e San Daniele Po. Aree fin troppo spesso prese di mira da chi decide di liberarsi, in modo illegale, e pericoloso, dei propri rifiuti. I soliti “furbi” hanno colpito di nuovo, scaricando e abbandonando di tutto: materie plastiche, baratollame, alluminio, addirittura pezzi di parafango di mezzi pesanti ma anche scarti edili e, come se non bastasse, anche il temibile eternit.

Una vergogna a cielo aperto che ha trovato parole di condanna da parte di tanti abituali frequentatori dell’ambiente del Po e del comitato “Amici del Grande fiume” che, intervenendo, ha evidenziato che “ancora una volta la golena del Po è stata scambiata, da qualcuno, come una sorta di terra di nessuno, con buona pace delle iniziative e delle politiche che sono state attuate e che vengono portate avanti  a beneficio dell’ambiente, dell’ecologia e quindi della salute pubblica. Purtroppo c’è ancora qualcuno che, di tutto questo, se ne infischia e quindi chiediamo, nella immediatezza, un forte aumento dei controlli nelle golene del Po, anche con l’uso di videocamere e fototrappole, per individuare e colpire i responsabili di queste azioni. Le golene – auspica e conclude il comitato – siano sempre più protette, tutelare e valorizzate come giacimenti della biodiversità e come aree di interesse turistico, naturalistico e culturale. Per questo è bene che tutti facciano la loro parte, anche segnalando nella immediatezza coloro che le regole non le rispettano”.

Purtroppo, ed anche questo si deve considerare,  la Pianura Padana è da anni una delle aree più inquinate d’Europa, con valori spesso ben oltre le soglie di sicurezza, e lo mostrano i dati seri dell’Agenzia europea dell’ambiente e quelli provenienti dalle centraline Arpa. E’ anche una delle aree più densamente popolate e urbanizzate d’Europa. Merci e persone sono in continuo movimento a bordo di veicoli spesso inquinanti, mentre gli impianti e i capannoni industriali contribuiscono alle emissioni nocive. Tutto questo crea altissime concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM 2.5), ozono, biossido di azoto, ma anche composti dello zolfo, idrocarburi policiclici aromatici, monossido di carbonio e anidride carbonica. Cosa centra tutto questo con i rifiuti abbandonati sotto al ponte “Verdi”? In apparenza ben poco ma dovrebbe servire da monito per ricordare che un ambiente più sano e migliore passa anche attraverso le azioni quotidiane di ognuno di noi e quindi sarebbe cosa buona e giusta se tutti facessero la loro parte. 

Eremita del Po

Paolo Panni


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