7 gennaio 2026

Q Farma, la decisione dell'Antitrust coinvolge anche la filiale di Cremona, che dovrà essere venduta: una quarantina di dipendenti attendono di conoscere il loro destino lavorativo

Circa 40 lavoratori in attesa di capire come procederà il loro futuro lavorativo: sono i dipendenti della filiale cremonese di Q Farma, il gruppo cooperativo italiano leader nella distribuzione del farmaco, nato dall’operazione di fusione delle società Unico e CEF e che conta in Italia 1700 dipendenti, creato per sostenere le farmacie indipendenti; tra le sedi, anche il deposito cremonese di Cef, in via Aglio, dove negli ultimi mesi circa una quarantina di dipendenti stanno vedendo un grosso punto di domanda sul loro futuro lavorativo all'interno del sito.

Ripercorriamo la vicenda cremonese di Q Farma: nel 2010 lSocrefarma, l'azienda che aveva sede in via Agliom, si fonde per incorporazione con Cef che, nel 2022 apre una procedura di esubero a cui fa seguito un accordo sindacale che coinvolti i dipendenti prevalentemente in ambito amministrativo, ai quali viene proposto un incentivo all'esodo, ossia un incentivo in termini economici per i lavoratori che dichiarano una non opposizione al licenziamento. Un accordo economico che si aggiunge al TFR e che permetterebbe ai lavoratori prossimi alla pensione o a chi ha già una nuova prospettiva lavorativa, di accettare il licenziamento senza incorrere in problemi economici. A Cremona sono 4 i lavoratori che hanno aderito.

A questo però dobbiamo aggiungere che la scorsa estate l’Antitrust, per dare l'ok ad una nuova operazione che porterà alla fusione di Cef e Unico per dare vita al nuovo colosso di Q Farma, impone la dismissione (entro il 2026) dei due rami d’azienda corrispondenti ai depositi Unico di Nogarole (provincia di Verona) e Cef di Cremona: il magazzino dovrà essere venduto ad un competitor del settore, per preservare la competizione nella filiera. Ecco così che ad oggi, per una quarantina i operatori del magazzino, le prospettive lavorative sono piuttosto fumose, dal momento che, come spiegano le sigle sindacali che stanno seuendo la vicenda, non è stata richiesta alcuna garanzia per il personale impiegato. Vale a dire che chi subentrerà avrà libertà di decidere se mantenere tutti i lavoratori o solo una parte o, in caso estremo, se avesse già forza lavoro propria, potrebbe non mantenerne nessuno. Ad oggi i lavoratori sono ancora tutti alle dipendenze di Q Farma, a cui l'Antitrust ha dato tempo alcuni mesi per cercare un acquirente sul libero mercato, trattando il prezzo di vendita. Quindi per ora le figure assunte hanno ancora un lavoro ed uno stipendio, ma per il futuro e, soprattutto per i lavoratori a tempo determinato (circa un quarto degli assunti), mancano le certezze. "Lavoriamo, come organizzazioni sindacali, per limitare al massimo i danni e fare in modo che vengano tutelati i posti di lavoro, ma per ora non abbiamo altre informazioni. Dobbiamo attendere di capire chi e quando acquisterà lo stabilimento e discutere quindi del futuro di questi lavoratori, mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili" conferma Omar Bresciani, FISASCAT Cremona Mantova.

Nel frattempo resta l'attesa e, con essa, per circa 40 lavoratori, una forte incertezza per il proprio futuro lavorativo.

 


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