Sci, ecco le Olimpiadi. 1941, quando Cremona arrivò seconda nel campionato italiano. Boni e Fanetti, campioni nel canottaggio e nello sci. Il fondo in notturna ai Giardini Pubblici. Lo Sci Club Coelli
Tra pochi giorni si apriranno le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, un evento che porterà senza dubbio tanti visitatori anche nelle nostra provincia. Ma gli sport sul ghiaccio o sulla neve che seguito hanno avuto nella nostra pianeggiante provincia. Qualche settimana fa abbiamo raccontato la storia del più grande sciatore cremonese: Foscolo Bertazzoli (leggi qui), un campione di discesa e slalom, a cui era intitolato lo Sci Club del CAI. purtroppo mai tornato dalla guerra in Russia nel 1942. Un campione straordinario.
Gli sport della montagna, nonostante la posizione non certo favorevole della città immersa nel centro della pianura, trovarono tutti una discreta diffusione, grazie soprattutto al CAI e all’impegno dei suoi primi soci. Risale al 1888 l’attività del Club Alpino Italiano a Cremona.
Lo sci, di fondo e di discesa, cominciò a prender piede negli Anni Trenta del secolo scorso, sempre grazie alla sezione del CAI ed ebbe subito un ottimo rappresentante in Fo- scolo Bertazzoli, capace di qualificarsi al decimo posto in una discesa della Marmolada cui partecipavano tutti i migliori sciatori italiani, ma due nomi di vincitori del campionato provinciale di fondo che si svolgeva solitamente a Madonna di Campiglio. Balzano subito in evidenza e sono quelli di Felice Fanetti (nel 1936) e di Bruno Boni (nel 1937), gli inseparabili amici canottieri che durante l’inverno si mantenevano in forma sciando e che una dozzina d’anni dopo avrebbero conquistato il bronzo olimpico nel canottaggio.
Grazie a Bertazzoli. che fungeva da preparatore e allenatore, la squadra del CAI di Cremona (Palazzoli-Gennari-Etter-Pacchioni) si classificò al secondo posto nel campionato italiano a squadre. Era il 23 febbraio del 1941 e resta il miglior risultato mai raggiunto da sciatori cremonesi.
Era comunque grande la passione per lo sci, tanto che per qualche anno, approfittando di alcuni inverni piuttosto freddi si riuscì persino ad allestire, nei giardini di Piazza Rom a una gara di sci di fondo in notturna, alla quale partecipavano sciatori di mezza Italia.
Poi, a partire dalla fine degli Anni Sessanta tutto lo sci alpino cremonese è nel nome di Fausto Coelli e del suo Sci Club. Personaggio eclettico: musicista (era il batterista di Mina negli anni ruggenti della cantante cremonese) motonauta di valore internazionale e buon atleta nel campo dello sci, ha portato avanti il suo credo preparando e sostenendo centinaia di ragazzi che si avvicinavano soprattutto allo sci alpino allestendo campionati e corsi di preparazione in montagna e tenendo viva la tradizione nonostante le grandissime difficoltà, per gente di pianura a praticare gli sport delle neve.
Nella foto sciatori cremonesi a Madonna di Campiglio, la festa per il 50° di fondazione dello Sci Club Coelli e Boni e Fanetti medaglia di bronzo alle olimpiadi di Londra nel canottaggio ma buoni fondisti con gli sci.
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