Settant'anni fa moriva Massimiliano Gallelli, grande pittore cremonese. Affrescò il Casinò di Montecarlo. Visse a Parigi. Bravissimo ritrattista. Il capolavoro: la Via Crucis di Casalbuttano
Settant'anni fa, il 14 aprile 1956 moriva a Sanremo uno dei più grandi pittori cremonesi del Novecento che ebbe fama nazionale e internazionale: Massimiliano Gallelli. Un artista straordinario i cui affreschi sono visibili al Casinò di Montecarlo ("Il Tabacco e l'Oppio" e il "Te e il caffè"; sempre nel principato dipinse per il Salone delle Terme la grande tela "La Joie de l'eau" e decorò anche le cupole dello Sporting Club con le allegorie de "La conquista dell'aria" e "Le corse". Stimato ed onorato in Francia, restò poi vent'anni a Parigi ricevendo numerosi riconoscimenti per i suoi straordinari ritratti femminili in stile "Boldini". "Scialle Rosso", un suo quadro, è alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Al Museo Civico di Cremona, tra gli altri, è conservato anche il quadro raffigurante le indagini del medico-anatomico Gaspare Aselli.
Era nato a Cremona il 17 dicembre 1863. Studiò a Brera con Raffaele Casnedi. Vinse il concorso Ferrari per il pensionato di Roma e lì studio con Cesare Maccari. Rimase a Roma fino al 1896 quando se ne andò in Francia, a Nizza. Sua è anche la colossale tela raffigurante I Garibaldini che entrano a Roma, firmata e datata 1911, conservata nel foyer del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, nella quale si mescolano temi e iconografie di mitologia romana e risorgimentali. Nel 1924 tornò a Milano (sue tele sono nella splendida chiesa di San Marco) ma durante l'ultima guerra mondiale il suo studio venne distrutto dai bombardamenti per cui raccolse tutto quello che gli era rimasto facendo ritorno a Cremona (con studio a Paderno). In tanti qui fecero a gara per avere un ritratto firmato Galelli ispirato al gusto della "belle époque".
A Casalbuttano nel 1951 lasciò un'opera colossale, un autentico capolavoro, forse una delle più belle realizzate nel Novecento: la via Crucis nella chiesa parrocchiale. Ecco la storia della straordinaria via Crucis nel racconto di Angelo Telli (leggi qui) pubblicato su Cremonasera.
A quasi novant'anni sì trasferì in riviera, a Sanremo dove continuò a lavorare e morì il 14 aprile 1956.
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