6 gennaio 2026

Sinfonismo ottocentesco e la musica di Morricone hanno acceso il concerto per l'Epifania. IMF Orchestracademy bel complesso di giovani, Pierobon direttore intenso e teatrale

È sempre un grande piacere ascoltare un’orchestra giovanile. Non solo per il grande entusiasmo e l’altrettanto fervida passione che mostra come in un’epifania, ma per soprattutto per la consapevolezza che si sta lasciando la grande musica in buone mani per il futuro. Così è stato assistendo al concerto dell’ Imf Orchestracademy, complesso costituito da una sessantina di giovani provenienti da diversi paesi europei e non e cosa ancor più importante in guerra tra di loro. Un complesso eterogeneo  guidato da un effervescente Marco Pierobon: solista (tromba), arrangiatore e direttore

Programma intenso quello proposto nella chiesa cittadina di San Pietro per la solennità dell’Epifania. Da una parte i capisaldi del sinfonismo descrittivo ottocentesco: Egmont Ouverture di Ludwig Van Beethoven; Una notte sul Monte Calvo di Modest Petrovič Musorgskij, La Moldava (Vltava) di Bedřich Smetana. Dall’altra un vero e proprio tributo a uno dei compositori italiani più amati di tutto il Novecento: Ennio Morricone, con una raccolta dei suoi temi più belli e intriganti. 

Fin dalla prime battute dell’overture beethoveniana si è capito che Pierobon ha fatto un grande lavoro di amalgama tra le diverse sezioni. Il risultato non si è fatto attendere: ed è stato piacevole nel complesso. Non solo nella precisione esecutiva ma anche nella resa dello spirito di eroicità che contraddistingue la storia del conte Egmont a cui il genio di Bon si è ispirato. Una concertazione piacevole in pieno spirito sinfonico, ricca di forza e di voglia di libertà.

Stessa compattezza orchestrale anche per il lavoro di Musorgskij. Poema descrittivo in cui l’elemento fantastico del sabba infernale la fa da padrone. Pierobon ha tenuta coesa l’orchestra anche nella ricerca delle raffinatezze timbriche e colorositiche dell’autore russo: un vero maestro in questo genere di composizioni. Delicato e abile nell’ultima parte dove il suono della campana dell’Ave Maria scaccia la presenza, quasi demoniaca, degli esseri ultraterreni. E’ spuntata una religiosità delicata. Leggera. Intima e accogliente. 

Con Smetana e la sua Moldava ( il famoso fiume) l’orchestra si è di nuovo tuffata in un oceano descrittivo. Suoni. Immagini di una terra natale. Rese bene dal complesso e dalla direzione che, utilizzando una certa teatralità, ha infiammato nei passaggi più noti di una composizione tra le più apprezzate del compositore ceco.

Trionfo finale con i pezzi più celebri delle diverse colonne sonore di film e mirabilmente scritti da Ennio Morricone. Pierbon alla tromba ha dato una lettura ricca di intensità e di partecipazione.

Un evento che ha avuto, non solo uno scopo musicale e spettacolare, ma anche di natura sociale e umano. Chi ha donato un contributo è andato a incrementare la campagna “La pace è una via umile” di AVSI ( Associazione Volontari per il Servizio Internazionale), un'organizzazione non-profit che opera dal 1972 in progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario e in particolare in Libano, Terra Santa e Ucraina.

Per tutto questo tutti gli applausi (numerosissimi) sono valsi il doppio. 

Le foto sono di Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


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