Sottratti 300mila euro alla Onlus: indagato per furto aggravato l'ex direttore dell'associazione di volontariato per le cure palliative. Avrebbe usato i soldi anche per acquistare quadri e antichità
I finanzieri del Comando Provinciale di Cremona, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti dell’ex direttore di un’associazione di volontariato per le cure palliative, allo stato indagato per furto aggravato, il quale, approfittando del suo incarico e della delega ad operare sui conti correnti, avrebbe sottratto dalle casse della ONLUS circa 300.000 euro.
Le indagini, delegate dalla locale Autorità Giudiziaria e condotte dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Cremona, esperite attraverso mirati accertamenti patrimoniali nonché dei flussi finanziari dell’indagato, l’assunzione di informazioni ed acquisizioni documentali, hanno evidenziato che il professionista avrebbe duplicato numerose fatture autentiche ovvero alterato i dati di pagamento al fine di giustificare l’esecuzione di oltre 60 bonifici a favore di rapporti intestati sia a lui che ai suoi familiari. Dalla ricostruzione effettuata, l’indagato avrebbe successivamente utilizzato parte del denaro sottratto all’associazione per l’acquisto di oggetti d’arte e beni d’antiquariato.
In relazione al quadro probatorio emerso, il G.I.P. presso il Tribunale di Cremona ha emesso il citato provvedimento cautelare disponendo il sequestro preventivo del profitto del reato ovvero delle somme di danaro presenti sui conti correnti nella disponibilità dell’indagato e dei familiari nonché di 14 quadri d’autore ed una coppia di mobili antichi a titolo di surrogato del profitto del reato.
L’attività di servizio svolta testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria di Cremona, nel contrasto a tutte le attività illecite e lesive degli interessi finanziari della collettività, nonché la salvaguardia delle realtà associative volontarie operanti in settori delicati come le prestazioni assistenziali rivolte ai soggetti fragili. Si evidenzia che si tratta di fatti in attesa di giudizio definitivo e per i quali, nei confronti degli indagati, sussiste la presunzione di innocenza.
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