27 dicembre 2025

Sul corso Campi ha chiuso Ingram, marchio storico di camicie. In centro si spegne così l'ennesima vetrina

Lo avevamo preannunciato lo scorso luglio (leggi qui) e da ieri la chiusura è effettiva. Sul corso Campi è arrivata la quinta chiusura: da ieri il negozio Ingram non c'è più. Oggi il negozio era chiuso e al suo interno si è provveduto a togliere la merce rimasta dopo la vendita con sconto dell'ultimo periodo. Quindi lascia Cremona un marchio storico (Inghirami, nato nel 1949), l'ennesimo dal cuore della città. Ma il tam tam dei commercianti del centro preannuncia un'altra chiusura eccellente a breve nella zona di corso Garibaldi dove il commercio storico è in sofferenza e spesso nelle vetrine spente subentrano attività (ad esempio negozi di liutai) o servizi che comunque non possono portare visitatori di cui invece il commercio avrebbe bisogno.


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commenti


Tommy

28 dicembre 2025 06:59

Il primo cittadino ama portare i dolcevita. Le camicie se ne faranno una ragione.
Al posto di Ingram ci vedrei bene un Souk.

Mirko

28 dicembre 2025 10:43

Curiosità, lei quante camicie ha comprato in quello specifico negozio?

marco

28 dicembre 2025 11:00

Commento inconcludente, che scarica le colpe della chiusura dei negozi sul Comune quando anche lei compera negli Ipermercati e frequenta ristoranti etnici.
Poi ognuno è libero di vestirsi come vuole non trova?

Luigi

28 dicembre 2025 18:59

Nello specifico il comune quali iniziative ha portato avanti per tentare di risolvere la crisi del centro cittadino?

Mirko

29 dicembre 2025 09:07

Mi perdoni, Luigi, ma si vede dal suo commento che lei non ha dimestichezza con l'imprenditoria. Le iniziative che un comune prende o non prende, sia esso di destra o di sinistra, spostano poco per una singola attività. Il negozio che ha chiuso si trovava in pieno centro, su una via, Corso Campi, dove tutto l'anno insistono decine di manifestazioni (Festa del torrone, festa del salame, giovedì d'estate, invasioni botaniche, etc etc etc). Quando uno apre una attività, l'ultima cosa a cui pensa (o a cui dovrebbe pensare) è un aiuto dal comune o dallo stato in generale. Non viviamo in uno stato comunista e/o assistenziale e quindi si deve lavorare sui prodotti o i servizi che si vogliono vendere, bisogna sapersi promuovere e servire al meglio i clienti e spendere il meno possibile tra affitto, utenze e servizi. E si deve saper chiudere quando è il momento giusto, perché nessuna attività è per sempre. Le attività chiudono, sostanzialmente e semplicemente, perché la differenza tra incassi e costi (affitto, luce, gas, commercialista e tasse, tutte comunali e non) è negativo, e se gli incassi non sono sufficienti a coprire i costi non si può dare la colpa al comune, è semplicemente ridicolo e funzionale solo alla solita sterile polemica politica. Vuole aiutare gli imprenditori del centro? Esca da casa e vada a comprare i prodotti e i servizi che vengono proposti, perché è questo quello che conta. Un negozio può pagare 0 tasse ed avere messi comunali che trascinano le persone davanti alla sua vetrina, ma se tutto ciò non sviluppa un volume di vendita che copre le spese quel negozio chiude, con buona pace vostra e della minoranza in consiglio comunale.

Gigi

29 dicembre 2025 11:43

Cremona non è come The Line in Arabia Saudita o Jaisalmer in India o Shibam nello Yemen. È una cittadina che se non avverte l'esigenza di investire nel centro con attività di qualità e animando le vetrine vuote, sarà sempre più preda di negozi che propongono articoli di bassa qualità e cianfrusaglie, perdita di prestigio e remunerazione e in ultimo abbandono a scorribande in monopattino. In questo l'Amministrazione comunale può fare molto, così come lo ha saputo fare benissimo drenando il traffico begli anni passati dal centro ai centri commerciali. Non bastano certo due panchine a risollevare le sorti di un Corso sempre più vuoto e spento.

Mirko

29 dicembre 2025 13:36

La metto a conoscenza di un "segreto", in Italia il comune non può impedire la libera impresa. Se una azienda decide di aprire una attività commerciale a Cremona, una volta che ha trovato il luogo e ha esperito le pratiche necessarie, apre senza tante storie. Il comune al massimo può rallentarla con la burocrazia. E questo perché (de facto) siamo un paese liberale (per fortuna! penso io). E così hanno fatto Iper, Coop, Rossetto e compagnia cantando, perché il loro unico scoglio è il mercato, ovvero i clienti che li premiano o meno. Secondo segreto: i clienti ovvero i cremonesi (di tutti i colori politici) li hanno premiati e nessuno è stato drenato contro la sua volontà. Fine delle """"rivelazioni""""

Roberto

29 dicembre 2025 15:41

Ne mancava una di "rivelazione", per completezza.
I grandi gruppi riescono ad ungere la politica (garantendo anche assunzioni d'area e benefit) più dei singoli commercianti e opere pubbliche scellerate (come il sottopasso di via Brescia) possono annichilire un intero quartiere avendo ripercussioni viabilistiche ed economiche inimmaginabili non toccando direttamente le attività commerciali ma creando un buco nero tutt'attorno. Questo può fare l'Amministrazione comunale...

marco

29 dicembre 2025 13:05

Bravooooooooo.
Se non si vende meglio chiudere o cambiare genere merceologico.

Paola

29 dicembre 2025 19:15

Perbacco no. Basta negozi brutti. Però ognuno deve fare la sua parte. Se non si fanno circolare i soldi non possiamo poi lamentarci. Conosco gente che non ha problemi certamente economici, ma vive al risparmio, compra solo al mercato o al supermercato.

Antonio

28 dicembre 2025 08:42

Ora un bel negozio di spezie o di tappeti, con bandierina palestinese annessa.

Manuel

28 dicembre 2025 10:54

È evidentissimo come la maggioranza dei nemici di Virgilio (& company) non faccia la spesa nei negozi del centro, altrimenti non chiuderebbero.

Alessandra

28 dicembre 2025 15:05

Lei naturalmente ci va

Tommaso

28 dicembre 2025 15:38

Siamo andati anche a testare la nuova macelleria halal dove ci hanno detto che ha ordinato per Natale il suo amico... ci dobbiamo integrare. O no? Quindi sosteniamo l'avviamento dei nuovi.

Manuel

28 dicembre 2025 16:56

Rispondo ad entrambi (ed al resto della compagnia frastornato).
Mi reputo tra i nemici di Virgilio, quindi non sostengo le botteghe del centro, se non qualcuna e del comparto alimentare (non etnico), ma non mi meraviglio delle chiusure a ripetizione poiché i cambiamenti commerciali si intuivano già trent’anni fa.
C’è da stupirsi che qualcuno abbia voglia di aprire: solitamente stranieri o grandi catene di franchising.
Pure in quest’ultimo caso si nota gente stupidamente basita o avvilita: come fosse tutta colpa di Virgilio se scarseggiano i soldi o i cremonesi preferiscano i centri commerciali o affittino al primo pakistano si presenti all’uscio.

harry

29 dicembre 2025 11:27

Guardi che il termine "nemico" si utilizza in guerra. Nell'ambito della politica nostrana dove nessuno è in guerra con nessuno, è preferibile utilizzare il termine "avversario" politico. Noto un po' di confusione.

Alessandro

29 dicembre 2025 12:15

c'è poco da fare... in trent'anni hanno aperto un sacco di centri commerciali, gli affitti sono sempre cari, le utenze sono aumentate (alla faccia del libero mercato) = più spese e meno cassetto = chiusura. La politica cosa volete che faccia ora? Che chiuda i centri commerciali che ha lasciato aprire incassando oneri di urbanizzazione vari ecc ? La realtà pesa ma la liberalizzazione delle licenze (vogliamo dirlo?) ha distrutto equilibri a scapito dei "pesci piccoli" ed favore dei "pesci grandi" (ma dai ?)