29 marzo 2026

Tutta la musica e gli strumenti nella mostra "Omaggio a Rembrandt. Olandesi a Cremona" al Museo Civico

Ma quanta musica c’è nella mostra Omaggio a Rembrandt. Olandesi a Cremona in corso al Museo Civico di Cremona. Un dato incredibilmente interessante perché abbina ancora una volta la musica e gli strumenti all’arte. Opere che, come recita il tema dell’esposizione, è legato a Cremona, città della liuteria ma anche, delle cornamuse come dimostrato, di recente, con il volume curato da Fabrizio Loffi per Cremonasera: Cremona e i McCrimmon – l’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland (2025).

E proprio di quest’ultimo strumento c’è ampia rappresentanza nella mostra. Proprio a partire dalla tavola Festa del villaggio  di Peeter Baltens (Anversa 1527 ca 1584). Dalla finestra di una casa, spunta un suonatore di cornamusa. Sono ben visibili le due canne di bordone e la canna melodica che è collegata ad un ampio ‘sacco’.  Uguale strumento, con le medesime caratteristiche, compare nella parte inferiore della tavola firmata da David Vinckboons (Mechelet, 1576 – Amsterdam 1631/1633) Kermesse di San Giorgio. L’esecutore si trova al centro di una danza a mo’ di girotondo, dove uomini e donne festeggiano la ricorrenza del santo. 

Si passa poi agli strumenti ad arco. Il primo è presente sempre nella stessa Kermesse di San Giorgio. Vista l’epoca di esecuzione della tavola potrebbe essere una viella, che è suonata da un bimbo che si diletta nella festa del paese accanto ad una bimba che regge una sorta di bambola. La figura è veramente di piccole dimensioni ed è piuttosto complicato dare una catalogazione specifica dello strumento ad arco in questione. Ma visto l’ambitus del soggetto si può con una determinata sicurezza ipotizzare uno strumento utilizzato per le feste popolari in cui erano previste danze popolane. 

Una seconda presenza di uno strumento ad arco è presente nella magnifica opera a firma di Jan Havicksz. Steen (Leiden 1626 -1679) : Suonatore di ghironda in una festa di paese. La figura è in secondo piano rispetto alla principale. Anche in questo caso è difficile un’identificazione specifica dello strumento. Ma come nel caso precedente si può optare per una viella. Il musico infatti è anch’egli al centro di una danza tra popolani danzanti e festanti. E per rimanere su questa opera è di rara bellezza la rappresentazione della ghironda del personaggio principale. Del resto, lo strumento ha sempre avuto un’ampia diffusione nei paesi del nord Europa e soprattutto nell’area franco olandese. Anche se non c’è da dimenticare che anche a Cremona doveva essere particolarmente apprezzato e conosciuto, se Camillo Boccaccino lo rappresenta, con dovizia di particolari, in una delle più belle lesene affrescate in San Sigismondo, suonato da un angelo. Nell’opera in mostra sono, ad esempio, i sei piroli che tendono le corde dello strumento e la tastatura. Di incredibile precisione anche la rappresentazione della tavola armonica con la roseta nell’angolo basso di sinistra. 

Ampio spazio anche per gli strumenti a percussione. Ben due sono raffigurati sempre nella Kermesse di San Giorgio. Un grande tamburo è ritratto sulle spalle di un suonatore che sta assistendo a una rappresentazione teatrale che si svolge nell’angolo destro della tavola. Anche in questo caso è ritratto con molti dettagli reali. Altri due tamburi sono visibili appesi ad una bancarella improvvisata; tipica delle feste di paese. Quasi fossero in vendita per allietare ulteriormente il momento di gioia e di festa. Ancora una volta, seppur in minime dimensioni pittoriche, David Vinckboons cura il dettaglio specifico con estrema precisione. Jacobus Storck (Amsterdam 1641 – post 1639) nella sua tela Imbarco presso la torre di Montelbaan, ritrae un altro strumento a percussione. E’ suonato da un militare a bordo di un’imbarcazione in attesa che altri commilitoni salgano sulla nave. Particolarmente dettagliata ne è la rappresentazione nel complesso di una struttura pittorica quasi miniaturistica. Si distinguono chiaramente anche i dettagli ornamentali della cassa di percussione.

E per chiudere quello che è considerato come il re degli strumenti: l’organo da chiesa. Appare, in maniera chiara e pure dettagliata nel lavoro di Bartholomeus van Bassen (Aia ? 1590 – 1562): Interno della Grote Kerk a l’Aia. Si tratta di un imponente organo da chiesa di stampo prettamente germanico. Altrettanto dettaglia è la raffigurazione delle canne in facciata. Ad una attenta visione sembrano ritratte, sui due lati estremi, anche le canne di legno. Di grande importanza artistica la cassa che è ornata in maniera sfarzosamente barocca, con ben visibile la cantoria sottostante. 

E’ un’incredibile collezione quella ritratta in queste opere, molte appartenenti alla nobilità cremonese che evidentemente aveva una quotidianità con gli strumenti rappresentati dagli artisti olandesi.

La Mostra, al Museo Civico, resterà aperta fino al 7 giugno 2026. 

 

Roberto Fiorentini


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti