Un pezzo di antica Cremona nel Palazzo Stradivari di Castell'Arquato. Quelle serate con i versi di Illica e Pietro Mascagni al pianoforte. Antonia Stradivari fa da guida ai visitatori
Con il ritorno della primavera ha riaperto al pubblico un luogo che parla di pagine importanti di storia cremonese. Si tratta della Casa Museo Stradivari di Castell’Arquato, importante centro dei colli piacentini, meta ogni anno di migliaia di visitatori. Di mole piuttosto complessa, e dalle sembianze tipiche di un castello, il Palazzo Stradivari risale all’Ottocento, e funge da vera e propria porta d’accesso alla parte alta del borgo. Fu realizzato dal cremonese Libero Stradivari, pronipote di Antonio Stradivari, il più importante liutaio del mondo, quando nel XIX secolo era di moda ispirarsi al medioevo e farlo vivere in stile neogotico.
Ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 è possibile visitare questa storica dimora, in un intimo viaggio che parte dal maestro liutaio più famoso al mondo all''ultima discendente, l’attrice e regista Antonia Stradivari che, in persona, apre le porte ai visitatori. La visita si conclude con un break di relax nel terrazzo del castello, dove si può godere di una vista meravigliosa del paese e dell'intera Valle dell' Arda. Per i gruppi è consigliato prenotare data la capienza limitata contattando il 3409767618. Vivere il palazzo significa entrare nella storia, rivivere i personaggi che lo hanno abitato, le sue suggestioni ed i suoi ricordi, udendo anche voci misteriose.
Qui vi trascorreva le sue serate il poeta Luigi Illica, amico di famiglia, mentre nei saloni suonava il piano nientemeno che il maestro Pietro Mascagni. L’edificio è un bel complesso volumetrico articolato su più livelli che attraversano la strada e si aggettano verso la valle: certamente un bell’esempio di architettura neomedioevale. Sopra il voltone (decorato con motivi ornamentali e al centro della volta spicca la raffigurazione di San Giorgio che affronta il drago) si trova tra l’altro una torre quadrata, sormontata da merli a coda di rondine (ghibellini).Come anticipato, ad aprire la porta ai visitatori è Antonia Stradivari, attrice e regista nonché scrittrice di fiabe, nipote all’ottavo grado di Antonio Stradivari. È stata lei a far diventare il palazzo di Castell’Arquato una casa museo che tutti possono visitare conoscendo anche la storia della storica famiglia che continua ad avere importanti legami con la musica. Legami tenuti vivi dalla stessa Antonia e da suo figlio Luca Natali Stradivari che ha anche fondato una accademia a Shanghai dove parla della musica italiana, e la valorizza. In una intervista rilasciata a “Oggi” nel 2024 ha anche avanzato qualche dubbio sulla origine cremonese del suo celebre antenato affermando che “Antonio Stradivari era nato, forse, nel 1648 e, forse, era cremonese”. Ma lei ha una sua teoria che parte dalla celebre peste del Seicento. “Il mio avo – ha spiegato ad Oggi - era un trovatello, forse un ebreo o un arabo in fuga da Venezia. E Cremona era una città che accoglieva i fuggiaschi, aveva una grandissima comunità ebraica e araba. Anche Amati, il grande liutaio che tenne a bottega Stradivari, probabilmente era arabo, il nome deriverebbe da Ahmad (“molto lodevole” in arabo). Quello che sappiamo con certezza è che Stradivari fu adottato da una famiglia nobiliare cremonese”. La stessa discendente, sempre ad Oggi aveva spiegato che “Quando gli ebrei fuggivano cambiavano il nome prendendo spesso quello della città d’adozione. Pensi poi alla parola “liutaio”, in cremonese “liuter”. Il primo liutaio è stato Andrea Amati, il famoso Ahmad di cui parlavo, e quindi sarebbe plausibile che liuto derivi dall’arabo “oud”, che vuol dire legno. Ma Oud è anche uno strumento musicale a manico corto, con cassa piriforme con tre fori decorati a rosette. Secondo la mia teoria, nelle botteghe cremonesi dove lavorò il mio antenato modificarono l’Oud fino a farlo diventare, rimpicciolendolo, un violino”.
Una teoria, appunto, di certo affascinante. Per quanto riguarda i legami con Castell’Arquato, che dista da Cremona diverse decine di chilometri, Antonia Stradivari sul noto settimanale aveva sottolineato che “Mio nonno fu guida di Garibaldi mentre suo padre, Cesare Stradivari, fu l’aiuto del medico del generale. Dopo l’Unità d’Italia comprò il palazzo e alcune vigne. Mio padre voleva fare il saltimbanco e il musicista, ma il nonno non glielo permise e lo costrinse a fare l’avvocato. Infatti, il motto della nostra famiglia è Ars et iustitia. Poi sono arrivata io che ho fatto l’attrice”. Spiegando, ad Oggi, brevemente la sua carriera aveva quindi aggiunto che. “Da Castell’Arquato eravamo tornati a Cremona dove ho frequentato il liceo classico e poi mi hanno preso all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Lì ho conosciuto Eugenio Montale, lavorato in teatro e fatto il Sessantotto. Mi vestivo come una zingara e andavo a piedi nudi. Poi sono scappata perché la vita di Milano diventava sempre più caotica. Mi sono laureata alla Statale in Lingue e sono tornata a Cremona pensando “farò teatro qua”. E questa è stata un po’ la mia fossa. Ho fondato un gruppo e per vent’anni ho portato in scena le fiabe». Proprio quelle fiabe che potrebbero avvicinare Stradivari ai più piccoli, collegandosi alla celebra vicenda di Pinocchio che viene da un pezzo di legno che inizia a vivere. “Come Collodi anche Stradivari è un grande mago – ha sottolineato Antonia Stradivari nella sua intervista - che da un pezzo di legno crea uno strumento che emette una melodia sublime”. Senza particolari segreti perchè “Fu un grande intagliatore del legno. Il violino barocco non ha un millimetro uguale all’altro, l’artista lo faceva quasi a mano libera. I violini di oggi non hanno più quel legno del ‘600, di acero, non di pino. Antonio Stradivari ha realizzato anche meravigliose arpe intarsiate con fiori secchi e rose: l’unica superstite è al Palazzo Reale di Madrid”.
Da Cremona a Castell’Arquato una storia, o meglio più storie, ricche di fascino, legate ad una grande e storica famiglia e, per chi volesse saperne di più, si rimanda all’articolo di Fabrizio Loffi https://cremonamisteriosa.blogspot.com/2016/04/lultimo-degli-stradivari.html.
Eremita del Po
La foto di Antonia Stradivari è presa dal servizio del settimanale "Oggi"
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