Via Ciria, l'esasperazione dei residenti e il rimpallo delle responsabilità. Ora si valuta la raccolta firme per presentare un esposto in Procura
Siamo tornati in via Ciria per capire se, dopo le notizie di ieri (leggi qui), chi di dovere fosse tempestivamente intervenuto per sanare finalmente la situazione. La situazione invece è la stessa di ieri, ma anche delle ultime settimane, da almeno due mesi. Un degrado che va avanti da tempo e del quale nessuno sembra volersene far carico. Dopo che anche l'informazione locale ha sollevato il problema, non si è mossa una foglia e il tanto atteso intervento da parte degli enti preposti, non c'è (ancora) stato.
Stamattina ci sono tante persone in strada. Parliamo con loro per capire meglio cosa sta succedendo in questo tratto di strada che da settimane è diventato una vera e propria discarica. "Guardi qua, è uno schifo. Ma adesso vogliamo raccogliere le firme per presentare un esposto in Procura perchè ormai sono due mesi che è qua questa roba. I Vigili dove sono? Un signore li ha già accompagnati a vedere. Le segnalazioni sono già state fatte" ci raccontano mentre un operatore di Aprica si ferma a lato strada e, francamente, fa un impressione vedere il cumulo di spazzatura sul marciapiede mentre l'operatore lì accanto si occupa di altro: "Io ho chiesto come funziona la raccolta: mi hanno spiegato che, quando non possono raccogliere i bidoni perchè i rifiuti non sono differenziati, mettono un biglietto sul bidone e fanno la segnalazione alla direzione".
Ergo, sia la Polizia Municipale che la direzione di Aprica conoscono la situazione di via Ciria.
Ce lo conferma anche Gianpaola Costanzo, presidente del Quartiere Po, che ha sollevato la cornetta per contattare direttamente Aprica: "Ho segnalato la situazione e mi hanno spiegato che non possono raccogliere i rifiuti in questo angolo perchè sono stati esposti numerosi scarti del cantiere per la ristrutturazione dell'immobile Aler lì accanto. Quindi la spazzatura resta a terra. Il Comune è stato avvisato dunque per far intervenire a questo punto Aler, responsabile della ristrutturazione. Ma per ora nulla è cambiato". Quindi il tutto nascerebbe da una non corretta gestione dei rifiuti del cantiere?
Andiamo a verificare.
Dai bidoni spuntano cartoni della pizza, confezioni di cibo per gatti, lettiere per animali, confezioni di medicinali, la scatola di una torta gelato: rifiuti difficilmente attribuibili ad un cantiere ma decisamente derivati dalla pattumiera di casa di qualcuno. Alzando poi lo sguardo, vediamo che ci sono sì dei rifiuti del cantiere, ma questi sono tutti ammassati all'interno della cancellata dello stabile in ristrutturazione, in attesa di essere correttamente differenziati e smaltiti, come confermano anche gli operai stessi del cantiere e pure alcuni residenti, che sostengono la correttezza di chi lavora in quella palazzina. Al contrario, alcuni residenti raccontano di aver visto macchine arrivare e gettare qui sacchi di spazzatura, a testimonianza che gli incivili che lasciano i loro rifiuti domestici in questa strada sono da ricercare da fuori dal cantiere, sia nelle palazzine della via che nelle strade limitrofe.
E siamo allora punto e a capo perchè nel rimpallo di responsabilità tra le parti chiamate in causa, nel mezzo restano i residenti di via Ciria, costretti a condividere quel marciapiede con una vera e propria discarica che tutti vedono ma di cui nessuno si occupa, con la presenza di topi (ça va sans dire) e con l'aggravante che ora, in quell'angolo di strada, arrivano anche da altre vie a gettare la spazzatura di casa. Come fa un signore che, senza tanti complimenti, proprio mentre siamo lì, parcheggia l'auto, scende col sacchetto in mano e lo lancia sul cumulo di rifiuti. "Ma scusi, le pare?" chiede il nostro operatore. La risposta? "Beh, guarda cosa c'è qui. Lo fanno tutti, lo faccio anch'io. Io il sacchetto lo lascio qui".
Perchè il punto è proprio questo: se nel bidone della carta viene gettata l'indifferenziata, la situazione va sanata subito e concretamente, altrimenti diventa un gatto che si morde la coda ed alimenta altri abbandoni proprio con la logica di quel signore che ha gettato la sportina della pattumiera: "Guarda qui: lo fanno tutti, perchè non io?". Servono interventi rapidi, non dopo mesi, e se serve bypassando i tempi della burocrazia; i responsabili poi verranno accertati e sanzionati, ma nel frattempo la fiammella dell'inciviltà si deve spegnere subito, prima che divampi in un incendio incontrollabile. Perchè via Ciria va ripulita concretamente, i residenti vanno tutelati e certo non si deve attendere che siano loro a mettere mano in quella spazzatura per differenziare e permettere agli operatori di svuotare i bidoni.
Fotoservizio Francesco Sessa Ventura
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