19 novembre 2025

Vicolo Bordigallo l'angolo dimenticato nella passeggiata più suggestiva di Cremona. A due passi da Duomo e da Piazza Roma, nel cuore della centro storico, un neo di degrado e sporcizia

Se allunghi una mano, sembra di arrivare a toccare la punta del Torrazzo: siamo in via Solferino, cuore storico e commerciale del centro, tra negozi caratteristici, attività storiche, pasticcerie, fornerie e liutai. Siamo in una delle strade più suggestive di Cremona, che collega Piazza Roma a Piazza del Comune affacciandosi direttamente sulla Cattedrale. Eppure, nemmeno qui si riesce a trovare quella pulizia e decoro che ci si aspetterebbe, almeno considerando la posizione della via. Che ad un certo punto incrocia via Bordigallo, il vicoletto che collega via Gramsci a via Solferino appunto.

Passando sotto un piccolo voltone scrostato e rattoppato alla bell'e meglio, non è difficile notare le variopinte e poco gradevoli scritte sui muri, non una street art che possa avere qualcosa di bello da comunicare, ma veri e propri scarabocchi sgrammaticati scritti con la bomboletta spray sul muro sbrecciato. Dall'arco sopra il volto penzolano annoiati da chissà quanto tempo due fili della corrente che forse un tempo alimentavano la malinconica lanterna spenta da anni che si trova ancora appesa sotto il porticato, quasi un memento mori di questo vicolo, dove la precarietà sembra farla da padrone in effetti, a giudicare dai bidoni della raccolta differenziata con accanto sportine dell'immondizia lasciate a terra, il cartone vuoto di una pizza e altra sporcizia che rendono più un'idea di discarica piuttosto che un romantico vicoletto del centro.

In effetti stride non poco l'impietoso accostamento delle belle vetrine agghindate su via Solferino con la fila dei bidoni appena si volta l'angolo di via Bordigallo, un ossimoro urbano che non rende giustizia alla città.

E pensare che questo angolo colpì la vena poetica di Herman Hesse quando nel 1913, nel suo peregrinare, giunse anche a Cremona e soggiornò nell'Hotel Astoria, che ora è in fase di ristrutturazione e che da sempre è stato un punto di riferimento per i turisti cremonesi. Hesse fu talmente colpito dalla bellezza di questo angolo di città (si dice, non a torto, che uno degli scorci più belli di piazza Duomo e Torrazzo si possa godere proprio dall'angolo di via Bordigallo su via Solferino), che scrisse una tra le sue più belle pagine, descrivendo le suggestioni e le atmosfere della sua passeggiata serale cremonese. 

Chissà oggi cosa scriverebbe passando tra bidoni, sacchi, muri scrostati e venditori ambulanti abusivi che quotidianamente si incontrano in questo angolo di città...

Questo vicolo era presente già nel XIV secolo, quando a metà del trecento si chiamava strata (o Stricta) de Corigijs, dal nome dell'omonima famiglia, mentre nel 1394 era via Volta de Zochis (con riferimento proprio al voltone di cui si diceva sopra), anche questo dal patronimico della famiglia; passano i secoli ed arriviamo nel 1671 per trovarlo indicato come Stradella di San Matteo, dal momento che fino al 1788 sull'allora Corso Stradivari (oggi corso Cavour) sorgeva una chiesa dedicata appunto a San Matteo; negli anni tra la fine del 1700 e l'inizio del '900 la stradella assunse i nomi di vicolo Bella Fiore, quindi vicolo del Fiore e infine Vicolo Bella Flora; infine nel 1931, in clima di austerità seriosa, prese il nome di via Domenico Bordigallo.

 

 

Michela Garatti


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commenti


Chicca

19 novembre 2025 11:42

Che schifo! Il comune dovè!?
Ah già impegnato con piste ciclabili e altre cavolate!

Lauri

19 novembre 2025 12:41

Ok ,ma nessuno si pone il problema di chi lascia rifiuti in giro x il centro e periferia di Cremona ????carissimi Cremonesi doc che amate Cremona nella salute e nella malattia

Bussatori Mascitelli Tino

19 novembre 2025 13:02

Come non ricordare patate, polpette e albana fresco di "Cinto"?

marco

19 novembre 2025 13:19

Una via Solferino dove i portici dell' entrata alla Camera di Commercio e alla Strada Basolata Romana sono stati occupati abusivamente per circa due anni da un venditore marocchino di merce contraffatta prima che la Polizia Locale se ne accorgesse ( o avesse l'ordine di agire) e lo allontanasse rendendo più decorosa Piazza Duomo .( La parola decoro è molto in voga)
Peccato che siano stati occupati durante la Festa del Torrone da un'altro venditore perche' la galleria XXV Aprile( diventata nel frattempo parcheggio di biciclette che la rende veramente desolante) ) era gia' stata occupata da altri venditori abusivi ( tutt'ora presenti e ignorati).
In città c'è un grande problema di vigilanza e rispetto delle norme che funziona a corrente alternata e vorrei tanto sapere in base a cosa.
È preoccupante perché poi giustifica l'aumento dei casi di non rispetto della legge proprio perché i controlli sono a spot.
Per esempio avete notato l'aumento esponenziale di quanti non rispettano ancora le norme di ciercolazione per i monopattini oppure circolano con e-bike trasformate in scooter elettrici circolando a folle velocità rigorosamente senza pedalare?
Il motore si deve staccare raggiunti i 6 km orari e poi per averne ancora l'aiuto ( fino alla massima velocità raggiungibile consentitadi 25 km h ,) occorre pedalare.
Mai visto farlo da qualcuno
Controlli? Zero anche se passano davanti alle forze dell'ordine... perché?
Tantissime sono utilizzate per le consegne a casa ma questo non ne giustifica la manomissione.
Qualcuno scriverà che più consegnano piu' guadagnano ma allora perché io che ho uno scooter devo pagare bollo,assicurazione,revisione,patente,benzina ecc.ecc .?
Perche' dobbiamo tutti rischiare per consentire a chi li ha assunti di guadagnare sempre di più sfruttandoli?
Poi quando accadrà l'incidente grave tutti cadranno dal classico pero.
Se ne sta' con indifferenza legittimando l'utilizzo .
I Regolamenti Comunali e il
Nuovo codice della strada si pensa potessano essere interpretati a seconda delle necessità.
Si è permessa ampia libertà di fare quello che si vuole, si riuscirà a por,vi rimedio?





Pierluigi

19 novembre 2025 17:26

Sono completamente d'accordo con te. Senza se e senza ma

Alessandro

19 novembre 2025 17:15

L'inciviltà regna sovrana( scritte sui muri e pattumiere varie). Se in più ci lasciamo scorazzare menefreghisti vari, e si lasciano i vari muri sgretolarsi a vista d'occhio,la frittata è fatta. Purtroppo sarà sempre peggio. Sono/siamo riusciti a trasformare questo grazioso angolo di Pianura Padana,in un immondezzaio pullulante di gente menefreghista e inutile.

Francesco Capodieci

19 novembre 2025 18:23

Un'altra piccola strada del centro storico di Cremona, da molti anni in pessime condizioni, è via Ermelinda Tinti, sovrastata da un suggestivo voltone nell'ultimo suo tratto che sbocca in via Ugolani Dati, quasi di fronte all'ingresso di Palazzo Affaitati. I muri scrostati delle case adiacenti, deturpati dalle immancabili grosse scritte rosse, le inferriate arrugginite delle finestre, gli escrementi dei cani, l'abbondante guano dei piccioni e la generale sporcizia rendono questa via ben poco attraente per i turisti che la percorrono, dopo aver ammirato i capolavori artistici del vicino Museo Civico "Ala Ponzone" di Palazzo Affaitati.

emma

24 novembre 2025 11:44

Immagini da uno schifo come tutta la città di Cremona! Senza parlare dei locali aperti adibiti a zona di ristoro con macchine che distribuiscono bevande e alimenti( vedi via Palestro) praticamente inutilizzabili perché occupati dai clandestini che hanno invaso la città e li usano quale base per spaccio e altro!!! Possibile che nessuno vede? Mandateci i vigili fate un atto di pietà per chi ama Cremona e ci è nato! Vergogna!