Da oggi in libreria "L'anima del lavoro", di Bruno Bignami
Lavorare di meno? Lavorare meglio? Lavorare insieme? Costruire anche attraverso il lavoro una società a misura d’uomo? Unire progresso tecnologico e qualità della vita? In un’epoca in cui non è scontato che si condivida il senso del lavoro, diventa ancor più necessario considerarlo dal punto di vista teologico e spirituale.
Ne parla don Bruno Bignami nel suo nuovo libro "L'anima del lavoro" (ed. San Paolo 2026), che esce oggi nelle librerie.
La prima parte di questo libro mostra come la riflessione della dottrina sociale cristiana, a partire da Rerum Novarum fino al più recente magistero di Papa Leone XIV, ha qualcosa di importante da dire. Si tratta di umanizzare il lavoro, mentre il rischio di schiavizzare l’uomo è sempre presente. L’autore evidenzia così il senso di questa componente decisiva della vita personale e sociale: vivere il lavoro come vocazione, in tutta la sua bellezza, anche facendo riferimento alla testimonianza di Simone Weil e all’esperienza storica dei “preti operai”.
La seconda parte raccoglie, invece, alcune riflessioni su questioni concrete che attraversano il lavoro oggi: la valorizzazione delle persone con disabilità, la lotta contro lo sfruttamento e la corruzione, il rapporto col mondo giovanile, le sfide delle nuove tecnologie, l’importanza della formazione.
Bruno Bignami è direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI e docente di Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana, la Pontificia Università Urbaniana e l’ITA di Brescia. Per EDB ha pubblicato Terra, aria, acqua e fuoco. Riscrivere l’etica ecologica (2012) e Un’arca per la società liquida. La moralità nel cambiamento d’epoca (2016); per le Edizioni San Paolo, Dare un’anima alla politica (2023).
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