4 marzo 2026

"Nata contro", il nuovo libro di Francesca Nodari, sabato 7 marzo alla libreria Convegno. Un viaggio dentro il dolore elaborato attraverso la parola e la filosofia che diventano medicamento

La storia di un dolore che segue la protagonista in tutta la sua vita, ma anche la catarsi di questo stesso dolore grazie alla parola e alla filosofia, che diventano prima la capacità di dargli un nome e poi la cura, la porta stretta attraverso cui passare per trovare un senso al mondo. "Nata contro" è il nuovo libro di Francesca Nodari, edito da Mimesis Edizioni, già disponibile in libreria, che verrà presentato dall'autrice il prossimo sabato 7 marzo alle ore 17,30 presso la libreria del Convegno, in Corso Campi a Cremona, introdotta dalla giornalista Michela Garatti.

"Una testimonianza che scuote e commuove, ma anche un testo filosofico e antropologico nel senso più alto: interroga la libertà umana, la colpa, la responsabilità, la violenza familiare come paradigma del male che la società ancora perpetua, spesso in silenzio": queste le parole nell'introduzione, a firma di Maria Rita Parsi -che ci ha lasciati pochi giorni fa ed a cui è dedicato questo libro.

Protagonista di questo romanzo, la figura di Antigone, nome scelto per la donna che racconta la sua vicenda di ex-figlia che si trova suo malgrado a dover assistere il padre biologico: ed ecco la forza delle parole, dei termini con cui i due personaggi del romanzo si identificano a vicenda. Ex-figlia, un termine che è un non senso di per sè perchè nessun figlio può diventare ex, in nessun modo. Ma a disconoscere, non tanto la paternità quanto proprio l'identità di figlia, sarà proprio il padre biologico, come lo definisce e lo percepisce quella figlia disconosciuta e rinnegata. Antigone, la ex-figlia, che prende il nome dalla figura della mitologia greca, protagonista dell'omonima tragedia di Sofocle, che combatte contro un padre tiranno, avulso da qualsiasi moto di affetto verso la figlia, che nemmeno sul letto di morte riesce a trovare in sè un attimo di tregua da quell'odio che lo ha pervaso per tutta la sua esistenza.

Belzebù, il nome con cui tutti conoscono e ri-conoscono Ernesto, il padre biologico di Antigone è un uomo che non risparmia il suo veleno e il suo rancora; Antigone è una figlia provata da una presenza violenta, dai continui "no" ricevuti dal padre fin da quando ne ha memoria. Ma proprio quando i ricordi sembrano aver trovato un momento di tregua, la tempesta irrompe ancora nella vita della ex-figlia, ormai donna, a cui il destino chiede di occuparsi di quel padre biologico finito in ospedale in circostante non ben chiarite. Che farà Antigone? Deciderà di chiudere definitivamente ogni contatto e fuggire, o sceglierà di passare da quella porta stretta, che ancora una volta riporterà a galla il dolore del passato? Antigone – colei che è “nata contro” – sceglie la porta stretta, la via dolorosa. Una scelta che la porterà, come l’Antigone di Sofocle, a sentirsi murata viva; eppure la donna non ignorerà la pietas nei confronti di quell'uomo abbandonato e ridotto in fin di vita, e sarà proprio il suo ultimo rifuto a dare vita a quella catarsi che le permetterà di attraversare ancora una volta il proprio dolore e trovare finalmente un senso alla sua storia ed al mondo.

Francesca Nodari filosofa morale, allieva di Bernhard Casper, è direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (2008); Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (2011); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro (2013); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (2016); Temporalità e umanità (2017); Donne e Shoah (con A. Foa, 2021). Sua è la nuova edizione critica a Il Tempo e l’Altro di Emmanuel Levinas (2022). Dirige, presso Mimesis, le collane “Chicchidoro” e “Tempo della memoria”. Collabora con La Domenica de “Il Sole 24 Ore”.


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