6 luglio 2026

Martedì, alle Scuderie del fico, Marta Imbrianti presenterà “Se piove prenderò l’ombrello”, con Vittoria Attianese: il senso della vita è nei dettagli

Domani, alle ore 19, presso le Scuderie del Fico, in via Giovan Battista Plasio 21, Marta Imbrianti presenterà “Se piove prenderò l’ombrello”, la sua raccolta poetica d’esordio, pubblicata da Edizioni Dialoghi, nella collana Contaminazioni. L’incontro sarà moderato dal giornalista Riccardo Maruti. Il volume è acquistabile sia in libreria che negli store online. Dopo Torino e Milano, è dunque arrivato il momento di Cremona, la città natale non solo della poetessa, ma pure di Vittoria Attianese - docente di Laboratori tecnici, nel corso di Grafica dell’istituto “L. Einaudi” -, che ha messo a disposizione dell’iniziativa editoriale alcune sue rielaborazioni fotografiche, consultabili sul profilo Instagram @kidvikk. 

“Se piove prenderò l’ombrello” è, in effetti, il naturale prodotto di un’amicizia, sbocciata tra i banchi della scuola media “Virgilio”. A ricordarlo è Vittoria, Viky: “Siamo migliori amiche da allora. Ho sempre letto in anteprima i componimenti di Marta e mi ha fatto piacere contribuire alla realizzazione del progetto”. Ad accomunare le due donne è la vena creativa, espressa, dall’Imbrianti, attraverso la parola e, dall’Attianese, tramite l’elemento visuale. Lo testimoniano alcuni quaderni, tuttora gelosamente custoditi. L’idea di una collaborazione è stata nell’aria, per anni, rimanendo, a lungo, un semplice proposito, sospeso ed in attesa. È diventata ambizione e volontà, nell’ottobre scorso, per poi trovare, in maggio, una realizzazione artistica completa, in grado di conferire ai versi una consistenza sensoriale, in cui udito e vista si fondono. 

L’opera è il frutto di un paziente lavoro di riflessione e rappresenta un invito a cogliere il senso dell’esistenza nei dettagli, spesso trascurati, che compongono il complesso mosaico della quotidianità, con evidenti rimandi al Simbolismo francese ed a quello nostrano, pascoliano, per l’analoga poetica delle piccole cose. 

Marta Imbrianti - che attualmente svolge il ruolo di Media & Sales Senior Partner per rilevanti realtà quali l’Espresso, Milano Film Fest, DUDE Originals e Blancdenoir - è entusiasta del risultato: “L’antologia è un’istantanea della vita e del suo significato. È un’ossessione visiva: per tale ragione, è stato fondamentale l’apporto di Vittoria Attianese, che è riuscita a comprendere, fin da subito, il messaggio sotteso e ad associare ad ogni sezione le immagini più azzeccate. Tornare a nella mia città, alle Scuderie del Fico, da Mario – prosegue Marta con trepidazione - è come riabbracciare le mie origini. Per me, è quasi più difficile affrontare la platea di Cremona che quella di una metropoli. Vittoria costituisce un ponte tra passato e presente. Rivedere i posti e le persone che frequentavo un tempo è sicuramente una prova ardua, ma Cremona, nel bene e nel male, è il luogo da cui è partito il viaggio. I miei scritti parlano di situazioni molto intense. Vi s’intuisce un’atmosfera carica di nostalgia e di tristezza per ciò che accade, a cui, comunque, subentra immancabilmente uno sguardo positivo, simile al raggio di luce, successivo al temporale. Giungo a Cremona, in seguito a tante tempeste”.

Del resto, Marta non ha dubbi: “Tutto torna, s’incastra come i tasselli di un puzzle. Sono cinquantenne da poco, tuttavia, voglio dedicare la silloge alla me bambina, che non ha mai smesso di cercare la poesia, anche dove essa non appare e a mio papà, che mi ha insegnato come trovarla. ‘Light breaks where no sun shines’ diceva Dylan Thomas”. Già Dylan Thomas: per Marta, in principio, ci sono la musicalità, la potenza visionaria e lo stile surreale di uno degli autori più carismatici ed innovativi del Novecento. In lei, l’amore per la lirica si è sviluppato proprio grazie ai “Collected Poems”, che il padre le regalò, durante l’infanzia: “Inizialmente, non li capivo – racconta la poetessa – però, ho amato quei testi al punto da trarne, una volta diventata adulta, la tesi di Laurea (in Lingue e letterature straniere, con indirizzo in Scienze dell’informazione e delle comunicazioni sociali, N. d. R.). Si può quindi facilmente immaginare l’emozione provata dall’Imbrianti, nel debuttare, al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, nel “Dylan Thomas Day”, il 14 maggio. In tale data, nel 1953, andò in scena la prima lettura pubblica di “Under Milk Wood”, il più celebre radio-dramma dello scrittore gallese. Altro segno del destino, la presenza del cantautore e polistrumentista Vinicio Capossela, a cui, nei mesi precedenti, Marta aveva fatto pervenire il suo lavoro universitario, tramite un conoscente in comune. Neanche a farlo apposta, Capossela era lì, con “Nel bosco di latte”, la rivisitazione dello sceneggiato radiofonico del grande Dylan Thomas.

Semplici coincidenze? Per Marta Imbrianti, no. Per lei, si tratta, piuttosto, della conferma di un legame, di un leitmotiv, di un filo rosso, che percorre le storie individuali, come emerge dall’inedita “A Cremona”, che, martedì sera, sarà donata al pubblico, stampata in formato cartolina, insieme ad un’illustrazione del Torrazzo, a cura di Vittoria Attianese:

 

Illusione di luce.

Una cornice dal profilo al tramonto.

 

Cielo a tratti, ricordi sparsi: d’estate,

argini, fili d’erba e cicale.

 

Sanno di origine e futuro.

Asso di cuori, in un mazzo di carte

abbandonate, sul ciglio del presente.

 

In un soffio, il vento le disperde,

rimescolando tutto, in silenzio.

E si riparte

 

Nelle foto, Marta Imbrianti e Vittoria Attianese oggi e a Londra nel 1992, frontespizio e pagine di “Se piove prenderò l’ombrello”, la locandina dell’evento di martedì.

 

Barbara Bozzi


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