Padre Gigi Maccalli, nel suo nuovo libro “Scelgo di non odiare” sottolinea che: “Non uccidere” e “non rispondere al malvagio con la violenza” sono i due “no” imprescindibili
“Ho sentito il bisogno di reagire alle tante parole che sui media inneggiano al riarmo e alla guerra. Ho visto da vicino il volto reale della guerra, sono stato incatenato come ostaggio per oltre 2 anni e proprio perché ho fatto esperienza dal vivo di tanta disumanità che mi sento provocato ad espormi. La pace è possibile ma non come la dà il mondo, con bombe e stragi di innocenti. È proprio la realtà contemporanea che mi ha spinto a scrivere queste pagine.
Da dopo il mio sequestro, mi urta ascoltare ogni giorno parole che inneggino alla violenza. Esprimo con questo libro il mio grido: un No deciso a tutte le guerre, anche quella denominata “guerra giusta”.
È un controsenso mettere insieme questi due termini. La guerra è l’esaltazione della distruzione e della morte e la giustizia è la difesa della vita ristabilendola nel suo diritto. Questo libro è la mia enciclica dal basso. Non pretendo dare ricette o insegnamenti a nessuno. Ma credo che dal basso (cioè da me) inizia il cambiamento: il primo passo è la mia scelta. Scelgo di non oltrepassare un limite: quello dell’odiare che porta a fare uso di violenza.
Quando siamo davanti a un problema complesso ci poniamo la domanda: cosa posso fare? La mia proposta è cominciare ad escludere gli estremi e mettere dei No davanti alle parole o atteggiamenti negativi come…odiare, picchiare, uccidere, usare violenza. La pace è un fiume che scorre tra due rive: la prima sponda è la nonviolenza e la seconda è l’amore del nemico”.
Così, padre Gigi Maccalli, alla redazione di Sma (Società missione africane) Notizie, la sezione mediatica dell’organizzazione religiosa missionaria che lo vede vicepresidente ha raccontato il suo terzo libro “Scelgo di non odiare”. Padre Gigi, cremasco di Madignano, ha quindi ricordato, come, durante la dura prigionia, chiedendosi, come Gesù sulla Croce, come mai Dio l’avesse abbandonato, di essere passato dal silenzio del deserto ad un fiume in piena di pensieri. Soprattutto, ha sottolineato che: “Non uccidere” e “non rispondere al malvagio con la violenza” sono i due “no” imprescindibili.
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