13 marzo 2026

Dalla stanzetta dei frati al Gotha della musica, la Milano di Wolfgang. Mozart l'italiano (7ª puntata-prima parte)

[…] Ora abitiamo nel chiostro degli agostiniani di S. Marco; non che vi abbiamo molta libertà, no! Ma ci troviamo comodi, sicuri e vicini a Sua Eccellenza il conte Firmian. Ogni notte il letto è riscaldato; così che il Wolfgang è sempre felice di andarsene a dormire. Abbiamo a nostra disposizione uno dei frati, frater Alphonso

Il 26 gennaio 1770, Leopold Mozart così riassicura la moglie dell’arrivo a Milano con il piccolo Wolfgang che fino a quei giorni aveva sensibilmente patito le rigide temperature della Pianura Padana settecentesca. 

Nella metropoli lombarda padre e figlio erano arrivati verso la sera del 21 gennaio dopo la sosta cremonese. E finalmente avevano trovato una sistemazione che rendeva meno faticoso il viaggio per prepararsi poi ad un’altra serie di ‘incontri’ che avrebbero ulteriormente plasmato il giovane Wolfgang all’italianità, soprattutto con il teatro d’opera. 

Ne scrive alla sorella. 

 Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.

Dalle ricostruzioni storiche la Didone abbandonata (libretto di Pietro Metastasio) era opera di Niccolò Jomelli, altro grande compositore della scuola napoletana. Un’ evergreen, si direbbe oggi, questa composizione risaliva infatti al 1746 (ventiquattro anni prima) e successivamente rivista nel 1763.  Il Cesare in Egitto (libretto di Giovanni Francesco Bussani) era stato composto, proprio in quel 1770, da Niccolò Piccinni. Autore originario della Puglia ma gravitante per gran parte della sua attività di musicista tra i compositori di scuola napoletana. 

L’influenza del teatro italiano era sempre più forte, in particolare dell’opera metastasiana. Come ricordato dallo stesso Mozart 

[..] Prima di iniziare questa lettera ho scritto un’aria del Demetrio, che comincia così: Misero tu non sei:/ tu spieghi il tuo dolore […] , ovviamente il testo era del poeta cesareo. 

Ma in questi giorni milanesi, Wolfgang venne a contatto anche con un imponente compositore di musica strumentale che ha segnato anche lui la creatività di Mozart: Giovanni Battista Sammartini.  Tra il  1761 fu maestro di cappella in ben 8 chiese milanesi, mentre nell'anno in cui morì, ossia nel 1775, era salito a 11 incarichi. Praticamente il dominus della musica nella Milano di allora. (Mozart l'italiano-continua)          

 

Roberto Fiorentini


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