19 maggio 2026

"Un concerto per intimi" nelle Ex Scuderie di Palazzo Pallavicino: gli Aksak Project aprono i festeggiamenti per i trent'anni del gruppo

Un concerto raccolto, intenso e profondamente suggestivo, capace di trasformare la musica in racconto, incontro e viaggio interiore.

Così si è svolto venerdì 15 maggio alle ore 19 l'appuntamento con gli Aksak Project nelle Ex Scuderie di Palazzo Zaccaria Pallavicino, in via Gerolamo da Cremona 16, negli ambienti che oggi ospitano lo studio Fasa Architetti di Federico Fasani.  

L'evento ha rappresentato l'inizio dei festeggiamenti per il trentesimo anniversario dalla nascita del gruppo, un percorso artistico lungo trent'anni durante il quale la formazione si è trasformata nel tempo, cambiando organici, incontri musicali e numero di componenti, pur mantenendo sempre una forte identità legata alla ricerca nella world music e nelle contaminazioni sonore tra culture differenti.

"Un concerto per intimi", lo ha definito Achille Meazzi. E il luogo sembrava perfetto per accogliere questa dimensione musicale così particolare. Le antiche volte in cotto, le colonne in pietra, la luce soffusa e il fascino storico delle ex scuderie creavano infatti un'atmosfera sospesa nel tempo, quasi un salotto musicale dove pubblico e artisti potevano condividere la stessa vicinanza emotiva.

Palazzo Zaccaria Pallavicino, elegante complesso neoclassico restaurato e oggi sede di Fasa Architetti, conserva ancora gli spazi originari delle antiche rimesse e delle scuderie sostenute da colonne, ambienti che oggi dialogano perfettamente con eventi culturali e artistici contemporanei.  

Sul palco Achille Meazzi, Eduardo A. Meazzi, Nicola Mantovani ed Eliana Piazzi hanno costruito un percorso musicale raffinato e coinvolgente, utilizzando strumenti provenienti da differenti tradizioni musicali: liuti, oud, sax soprano, percussioni e sonorità contemporanee si intrecciavano creando paesaggi sonori intensi e ricchi di suggestioni mediterranee e orientali.

Particolarmente apprezzati anche i momenti di dialogo con il pubblico. Tra un brano e l'altro, Achille Meazzi raccontava infatti come le composizioni siano nate nel corso degli anni: esperienze, viaggi, incontri e sensibilità artistiche sedimentate nel tempo diventano così musica, trasformandosi in un linguaggio universale fatto di memoria, emozione e ricerca.

La serata si è sviluppata senza effetti scenici o spettacolarizzazioni, puntando tutto sulla qualità dell'ascolto e sull'autenticità della proposta artistica. Ed è stata proprio questa autenticità a conquistare il pubblico presente, immerso in una dimensione musicale quasi meditativa, dove ogni nota sembrava trovare eco naturale nelle antiche architetture del palazzo.

In una Cremona profondamente legata alla tradizione musicale, gli Aksak Project hanno dimostrato come sia ancora possibile creare eventi culturali capaci di unire ricerca, emozione e intimità artistica, dando vita a una serata di rara intensità. 

 


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