Mercoledì al MdV. Tre secoli di pianoforte con Andrea Lucchesini
Opportunità da non perdere quella offerta dall'ultimo evento de il Pianoforte, rassegna promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends. Andrea Lucchesini, uno dei più acclamati pianisti italiani, sale sul palco dell'Auditorium Arvedi mercoledì 25 marzo alle 21 per proporre un programma che alterna, nella prima parte, musiche di Domenico Scarlatti e Luciano Berio, in un ardito confronto di epoche e di stili, per poi sgranare nella seconda parte quella collana di perle rappresentata dai Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin. I biglietti si possono acquistare al Museo del Violino (tel 0372 080809) oppure online su Vivaticket con prezzi da 25 a 30 euro a seconda del settore, con la promozione per studenti a 12 euro.
IL PROGRAMMA DEL CONCERTO
La prima parte del concerto mette a confronto due compositori lontanissimi nel tempo: Domenico Scarlatti e Luciano Berio. Accomunati dalla ricerca instancabile sulle possibilità espressive dello strumento, si ritrovano a specchiarsi nel programma, al quale Andrea Lucchesini (interprete di riferimento dei Six Encores) lavorò proprio con Berio. Lucchesini alternerà alle Sonate barocche di Scarlatti – piccoli gioielli di ingegno compositivo – i brevi pezzi pianistici di Berio, ognuno dedicato ad un diverso gesto sonoro reimmaginato e sperimentato. Dimostrando, così, la celebrazione della tecnica e della perfezione stilistica nel corso dei secoli.
Nella seconda parte si potranno ascoltare i meravigliosi Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin. Il compositore polacco li scrisse tra il 1831 e il 1839; alcuni di questi furono composti integralmente durante il suo soggiorno a Valldemossa, una località vicina a Palma di Maiorca, dove il compositore si recò, fra il novembre del 1838 e il febbraio 1839, insieme alla compagna George Sand per motivi di salute; la coppia era alla ricerca di un clima salutare, rispetto alla piovosa Parigi, per tentare di contrastare la tubercolosi polmonare di cui il compositore soffriva. Durante questo periodo il musicista revisionò e corresse gli altri Preludi da lui scritti precedentemente. Il musicista, prima di partire, aveva chiesto all'amico Camille Pleyel di inviargli sull'isola un pianoforte; lo strumento tardò ad arrivare e Chopin fu costretto ad affittarne uno, di scarsa qualità, pur di poter continuare a comporre e a terminare la scrittura dei suoi Preludi. Appena completati i brani vennero spediti a Julian Fontana per la copiatura; le trattative per la pubblicazione furono piuttosto laboriose, anche perché Chopin, ancora sofferente, facendo sosta a Marsiglia prima di rientrare a Parigi, non riuscì a seguire le trattative. Quando il compositore arrivò finalmente a Parigi, i 24 Preludi furono acquistati da Pleyel e in seguito stampati da Adolphe Catelin a Parigi nel mese di giugno, poi presso l'editore Wessel a Londra e da Breitkopf & Härtel a Lipsia, sempre nel 1839. Non vi è una data certa della prima esecuzione dei Preludi, né si sa se furono eseguiti tutti insieme o a gruppi. Chopin li suonò sicuramente nell'ottobre del 1839 in una serata di fronte a Moscheles e a Meyerbeer suscitando la loro ammirazione. A partire dall'inizio del ventesimo secolo i Preludi di Chopin sono diventati un vero e proprio standard per i pianisti, come dimostra la lunga serie di registrazioni dell'opera a partire dal 1926, con un'incisione di Alfred Cortot.
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