La Scuola di Nadya Petrenko venerdì sera in concerto a Busseto al Salone Barezzi
Dopo il successo del concerto di pochi giorni fa in Sala Maffei (inserito nel programma del Cremona International Spring Music Festival, rassegna che rende Cremona un autentico palcoscenico internazionale dedicato alla musica, ai giovani talenti e alla cultura) la Scuola di Canto Lirico di Nadiya Petrenko sbarca in una sede di assoluto prestigio, il salone Barezzi di Busseto. Infatti venerdì sera, 29 maggio, alle 21, nell’importante luogo verdiano, su iniziativa dell’associazione Amici di Verdi, si terrà concerto degli allievi del mezzosoprano Nadiya Petrenko. Si esibiranno i soprano Maria Clara Maiztegui, Kseniia Overko e Tetiana Petriv; il mezzosoprano Iolanda Galtelli ed i tenori Michele Cicala e Mario Luccini. In programma brani di Mozart, Donizetti, Verdi e Puccini. Al pianoforte il maestro Marco Brunelli. Nadiya Petrenko a Cremona non ha certo bisogno di presentazioni, essendo molto conosciuta e stimata in tutta la città. Una stima che si è meritata non solo per le sue grandi qualità di mezzosoprano ma anche per il suo impegno civile, sociale e soprattutto solidale che, fin dall’inizio dell’invasione della Russia al territorio ucraino, ha profuso per i suoi connazionali ucraini (la cantante, doveroso ricordarlo, è originaria di Leopoli). Una vetrina ed un palcoscenico dunque di particolare prestigio, venerdì sera, per i suoi allievi. Lo storico salone, sede della Filarmonica Bussetana fondata da Antonio Barezzi, accolse le prime composizioni ed esibizioni pubbliche di Verdi studente e poi giovane maestro. Vide anche il sorgere dell’amore per Margherita, figlia del signor Antonio, divenuta la prima moglie di Verdi.
Il Maestro continuò a frequentare assiduamente la casa fino al 1867. Durante un soggiorno ospite del suocero vi scrisse alcune pagine de I due Foscari (1844). Antonio Barezzi, droghiere benestante e grande appassionato di musica, intravide precocemente l’attitudine di Giuseppe Verdi per la musica e lo chiamò nella propria casa come insegnante della figlia Margherita. La prima esibizione pubblica del giovane, nel febbraio 1830, ebbe come teatro il Salone (ora appunto “Salone Barezzi”), già sede della Filarmonica Bussetana fondata nel 1816 dal Barezzi stesso, dal fratello Orlando e dal cognato Giuseppe Demaldè. Nell’anno precedente il trasferimento a Milano (1832) per compiervi privatamente gli studi musicali con il maestro Lavigna, dopo la delusione per la mancata ammissione al Conservatorio, Verdi abitò in casa Barezzi e qui sbocciò l’amore tra lui e Margherita Barezzi. Gli studi milanesi furono sostenuti da una borsa di studio del Monte di Pietà di Busseto, anticipata ed integrata da Barezzi, cui Giuseppe Verdi serbò sempre infinita gratitudine, come traspare da numerosi suoi scritti. Il Salone, che ospita concerti e conferenze, si presenta ora nel suo aspetto tardo-ottocentesco, dopo i restauri curati nel 1979 e nel 1998 dall’Associazione “Amici di Verdi”, che vi ha la sede. Qui tutto parla del celeberrimo compositore: il pianoforte (che il maestro Riccardo Muti, cittadino onorario di Busseto, non ha voluto suonare per rispetto alla sacralità del cimelio); il ritratto di Antonio Barezzi e quello a carboncino del giovane Verdi, sicuramente la sua prima immagine pervenutaci; le lettere autografe tra cui la dedica dell’opera Macbeth al suocero (1847) e gli appelli patriottici (1859). Sulla facciata della casa una targa in marmo e bronzo ricorda Antonio Barezzi con parole dettate da Arrigo Boito nel 1913.
Eremita del Po
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