21 marzo 2026

"Decisione consapevole", spettacolo di frontiera che è piaciuto al popolo de "la Danza"

Decisione Consapevole: coreografia di Roberto Tedesco è sicuramente uno di quegli spettacoli di ‘frontiera’ che portano in mondi dove l’arte prende una dimensione totalmente astratta. Distante dai tradizionali canoni , anche quelli più avanguardistici e sperimentali che abbondano, comunque, nel panorama del teatro danza e, più in generale, in quello dei performer.  Il lavoro è andato in scena al teatro Ponchielli nell’ambito della stagione de ‘la Danza’. 

Prodotto da Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza, è sostanzialmente una lunga riflessione sull’improvvisazione con il corpo di stati d’animo. Di sensazioni. Di punti chiave del quotidiano umano come ‘isolamento’, ‘intimità’, ‘comunicazione’ e ‘comunità’ . Parole chiave a fondamento di quella ‘mappa concettuale’ strumento fondamentale perché i ballerini, trasformino con la loro sensibilità e con la loro tecnica, i concetti in movimenti. Riempiano il luogo fisico del palcoscenico con un’espressività complessiva che non si limita solamente all’azione del corpo. Coinvolge anche la voce. L’espressività estetica. 

I quattro ballerini protagonisti del lavoro, Mattias Amadori, Eleonora Dominici, Laila Luchetta Lovino, Francesco Misceo, hanno così dei personaggi ‘non personaggi’. Icone. Simboli di umani che incarnano tutto quello che può essere la società contemporanea a partire da un’ossessiva meccanicità del gesto. Come se tutti fossero la concretizzazione dell’ evoluzione di un ‘marionetta’ a ‘robot umanoide’, quelli di ultimissima generazione. Un’esasperata scelta estetica che altro non è che il riflesso, fin troppo evidente, dal confine sempre più labile, tra uomo e macchina. Ma anche e soprattutto di una disperazione umana che si rende conto di perdere, sempre più, lo spessore spirituale, in altri tempi si sarebbe detto metafisico. . Tutto si trasforma in un tecnicismo che affoga in una rigidità gestuale che ricorda rappresentazioni pittoriche ‘futuristiche’. Chi recita non guarda più’ neppure per un attimo, in alto ma è solamente ed esclusivamente concentrato su di un ‘io’ che ribolle funesto dentro stesso. E il tutto avviene con l’utilizzo di una colonna sonora di tutto spessore che comprende musiche di Eskmo, Brendan Angelides, Rival Consoles, The Gentleman Losers, Pan-American, Johann Sebastian Bach, Raime, Senking.

Solo per qualche attimo, la memoria torna indietro. Lenta. Sottile come una pagina de À la recherche du temps perdu di proustiana memoria. E allora il movimento torna ad umanizzarsi. A dedicarsi a sentimenti naturali, quasi infantili come la messa in scena di un fanciullesco girotondo proprio nel bel mezzo del palcoscenico. Oppure un ballo a due che mette in un angolo la frenesia della modernità. 

Sicuramente importanti le luci di Giacomo Ungari: fondamentali per fermare, come in un frame cinematografico, le decisioni consapevoli prese da ogni interprete prima di entrare sulla scena. Essenziali. Minimali i costumi curati da Francesca Messori.

Al termine della performance, Roberto Tedesco coreografo dello spettacolo, e già vincitore del Premio Danza&Danza 2024 come Coreografo Italiano Emergente, si è confrontato, in un avvincente dialogo sul palcoscenico con Alessandro Iachino. 

Applausi del popolo de la Stagione de ‘La Danza’ del teatro Ponchielli.

 

Roberto Fiorentini


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