"Il centrodestra è la mia casa politica. Il centrosinistra sta dimostrando di non essere in grado di guidare la città". Intervista ad Alessandro Portesani, capogruppo di minoranza di Novità a Cremona
Ospite in redazione a CremonaSera, Alessandro Portesani, capogruppo del gruppo consiliare di minoranza "Novità a Cremona". Dopo le interviste agli assessori Paolo Carletti e Luca Burgazzi, oggi parliamo con un rappresentante della minoranza per fare un bilancio di questi quasi due anni di esperienza politica amministrativa, ponendo l'attenzione su alcune tematiche tra le più scottanti e di attualità senza dimenticare uno sguardo sul futuro di Portesani e del centro destra cremonese, di cui continuerà ad essere parte attiva in una coalizione guidata da coesione, chiarezza e lealtà.
Queste le parole di Alessandro Portesani e, in calce, il video dell'intervista completa.
Alessandro, questa è la sua prima esperienza in campo politico. Proviamo a fare un piccolo bilancio dopo quasi due anni.
"Io come è noto sono nato come un candidato civico della coalizione centrodestra. Per me questi primi due anni in consiglio sono stata un'esperienza sicuramente intensa e formativa. Entrare in Consiglio significa passare dalla campagna elettorale alla responsabilità quotidiana degli atti. Ho imparato che l’opposizione non è testimonianza, ma funzione democratica. E quando viene esercitata con serietà, finisce per dettare l’agenda dell’amministrazione, come sta accadendo in questi mesi. I fatti dimostrano che la maggioranza sta subendo la nostra attività di opposizione: l’accesso agli atti sui progetti di “Giovani in Centro” aveva un termine di 30 giorni, ne sono passati oltre 90 per una risposta parziale. Quando un’amministrazione impiega 90 giorni per rispondere a un accesso agli atti, non è inefficienza: è opacità.
Due anni in cui non sono mancate anche le tensioni con l'attuale maggioranza. A fronte di un risultato elettorale abbastanza esiguo, 190 voti di scarto, assistiamo invece ad un'azione amministrativa muscolare verso le opposizioni da parte della giunta di Virgilio. Nell'ultimo periodo da parte del sindaco stesso anche molte accuse all'opposizione di essere polemica, di essere allarmista. Ci sono i fatti, c'è la realtà delle cose. Solo guardando all’attualità abbiamo affrontato temi concreti: le barriere architettoniche rimaste alla scuola del Boschetto nonostante i lavori. Ricordiamo che è una scuola primaria, quindi bambini piccoli. La nostra mozione è stata respinta dalla maggioranza, ma le barriere ci sono. In violazione delle leggi dello Statole fontane cittadine con una mozione respinta e lavori partiti il giorno stesso della discussione. Quando le proposte vengono derubricate a polemica e poi i fatti dimostrano che erano fondate, significa che il problema non è l’opposizione: è una maggioranza scollata dalla realtà e in difficoltà nel confronto nel merito. Oggi sono un consigliere più consapevole del valore delle istituzioni e del dovere di esercitare fino in fondo il mandato ricevuto"
Come gruppo di minoranza, in queti due anni sono molti i temi che avete affrontato. Tra i più eclatanti, il capitolo appalti, prima con il servizio Saap e ora con Aprica. Cosa si sente di aggiungere?
"Noi abbiamo attenzionato il capitolo degli appalti partendo da quelli più importanti. Prima siamo stati additati come ‘allarmisti’, poi sono arrivate le sentenze. In entrambi i casi prima siamo stati accusati di fare polemica, poi i giudici hanno dato ragione alle nostre perplessità. Sul SAAP l’amministrazione aveva difeso le proprie scelte, salvo poi essere smentita dal TAR. Quando si parla di milioni di euro e di servizi essenziali, il rigore non è polemica: è responsabilità. Abbiamo avuto dubbi su quella gara, dubbi che l’amministrazione ha contestato e sminuito sotto la bandiera della legalità, dell’apertura al mercato, della libera concorrenza. Per poi perdere amaramente il ricorso al TAR presentato dalle cooperative cremonesi.
Nel caso APRICA siamo stati accusati di delegittimare i tecnici. In realtà abbiamo analizzato gli atti. Controllare non significa attaccare le persone, significa tutelare l’interesse pubblico. Poi il TAR Lombardia ha dichiarato illegittimo un affidamento identico nel caso di Lodi".
Altro tema purtroppo sempre di attualità, la sicurezza, con microcriminalità difficile da gestire, tra numeri, percezione dei cittadini, personale e difficoltà dal governo centrale.
"La sicurezza non è una percezione, come per mesi ha sostenuto il sindaco Virgilio. È un dato reale, che emerge dalle segnalazioni dei cittadini e dai fatti. Noi da sempre diciamo, E' un problema che tocca da vicino i cittadini cremonesi, li fa sentire insicuri nei loro spazi di vita e pregiudica anche una fruizione piena degli spazi e delle opportunità che la città offre, specialmente nelle ore serali. La maggioranza ha sempre risposto buttandola in polemica, dicendo che la responsabilità è del governo centrale.
Lo dimostra anche una notizia di pochi giorni fa: 14 nuovi agenti assegnati alla Questura di Cremona dopo il 231° corso. Se arrivano rinforzi all’Ufficio Immigrazione, alla Prevenzione Generale e alla Polizia Amministrativa, significa che il tema esiste ed è concreto. Non ho sentito una parola di commento da parte del sindaco Virgilio: queste sono le occasioni in cui bisogna superare le barriere ideologiche e dare merito allo Stato, facendo il lavoro di squadra con senso di responsabilità. E poi ci sono le cose che può fare l'amministrazione. Il Comune non può sostituirsi allo Stato, ma ha responsabilità precise: illuminazione pubblica, manutenzione urbana, presidio del territorio, coordinamento con le forze dell’ordine.
Noi abbiamo sempre detto che non si può liquidare tutto come percezione. La sicurezza è una condizione concreta senza la quale non esistono libertà, diritti e qualità della vita. E su questo continueremo a incalzare l’amministrazione.»
Una domanda invece di taglio prettamente "politico": parliamo dei rapporti con il centrodestra dopo la delusione della mancata elezione e i voti che sono mancati proprio da quella parte politica...
"Voglio fare una premessa: un risultato deciso per 192 voti, dopo essere stati in testa al primo turno, lascia riflessioni aperte. Sarebbe stato facile cercare colpe. Io ho scelto di lavorare, trovare traduzione operativa nella mia attività di opposizione. E' quello che ho fatto e che intendo continuare a fare, sicuramente per tutta questa consigliatura.
Il centrodestra è la mia casa politica. I miei rapporti con le segreterie dei partiti di centrodestra non si sono mai interrotti e sono assolutamente positivi e collaborativi. Il mio ruolo all'interno dell'opposizione è quello di essere stato il candidato sindaco dell'intera coalizione di centrodestra. E io lavoro ogni giorno. Atto per atto.
C'è però una riflessione interna alla coalizione di centro destra, che va fatta. Il centrodestra deve tornare ad interrogarsi sui propri processi interni, sulla lealtà, sulla definizione di leadership che siano davvero credibili. In campagna elettorale non siamo riusciti a contrastare fino in fondo alcune polemiche strumentali sulla mia appartenenza ai suoi valori. Oggi il lavoro svolto in Consiglio e la coerenza delle scelte fatte hanno reso evidente la solidità di quella appartenenza. Una coalizione non può permettersi ambiguità né regolamenti di conti interni. È su lealtà, metodo e qualità delle relazioni interne che dobbiamo lavorare.
Il centrosinistra sta deludendo i cittadini cremonesi, sta dimostrando di non essere all’altezza del compito di guidare la città che i cittadini cremonesi gli hanno attribuito, seppur di poco. E l'errore più grande che il centrodestra oggi può fare è fare sì che questo accada di nuovo. Il centrodestra deve lavorare ad una proposta coesa, leale, chiara, trasparente e metodica, che proponga alle prossime elezioni amministrative una visione di città coerente con i propri valori"
Si parla già di prossime elezioni, dunque un'ultima domanda: abbiamo iniziato col bilancio di questi due anni, ora proviamo a guardare al futuro. Alessandro Portesani dopo questa prima esperienza, proseguirà l'esperienza politica cremonese proseguirà la sua esperienza politica? Se sì, sarà a Cremona? Immagino che ci sia già qualche ragionamento.
"Credo che il tema veramente interessante per i cittadini cremonesi non siano i percorsi individuali, ma la qualità del progetto che il centrodestra saprà costruire per Cremona. Prima delle candidature vengono metodo, lealtà tra alleati e selezione di una classe dirigente credibile. Senza questo qualsiasi nome è fragile. Quello che è interessante per i cittadini cremonesi, e anche per me, è che si lavori ad una proposta concreta in cui io sicuramente avrò un ruolo, chiunque sia candidato sindaco. Il centrodestra è la mia casa politica e continuerò a mettermi al servizio di una visione di città che considero giusta per Cremona. Credo che la mia attività operativa nelle istituzioni, la coerenza che ho dimostrato, l'impegno, il metodo e l'assoluta attinenza della visione che io porto nei miei atti politici non lasciano più dubbi a nessuno sulla mia appartenenza politica.
Ma serve una riflessione interna seria su partecipazione, leadership e coesione. Di certo per le prossime amministrative io sarò in campo in prima linea a sostenere il candidato sindaco del centrodestra. Perché la nostra città ha bisogno di una visione nuova. Non possiamo permetterci di continuare a lasciare la nostra città e il nostro territorio guidati da una coalizione centrosinistra che non esprime una reale visione di città".
GUARDA IL VIDEO CON L'INTERVISTA AD ALESSANDRO PORTESANI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti