Il gioco della coppia, "Io e Gianlu" regala una catarsi divertente al Ponchielli
In questi tempi contemporanei, fin troppo straripanti di preoccupazioni. Dolori. Vicende personali e universali nefaste, un po’ di leggerezza è d’obbligo. Fa bene allo spirito e di conseguenza pure al corpo che dell’anima ne è lo specchio fedele.
E Io e Gianlu di Marta Zoboli, Gianluca De Angelis, Marta Dalla Via, Alessio Parenti con Marta Zoboli e Gianluca de Angelis per la regia Marta Dalla Via lo è stato, per il pubblico di un Ponchielli particolarmente numeroso e sganciato dai tradizionali cliché seriosi della stagione di Prosa.
Già il fatto che Io e Gianlu sia stato proposto nella sezione PonchielliLife (Tutto è spettacolo) è sintomatico di una performance fuori dagli schemi tradizionali. Offerta teatrale con un fine catartico che non passa attraverso la tragedia ma da una sana risata. Da una battuta che ogni giorno passa nella vita di tutti noi. Ancor più efficace se cosparsa da un pizzico di erotismo o di sconclusionato ‘fancazzismo’.
Io e Gianlu non ha una vera e propria trama. Non è un racconto. Una storia. E’ più che altro uno Zibaldone, in senso buono, di vizi e virtù del popolo e della coppia, e non solo quella italica. Una satira pungente dove si rincorrono gli stereotipi di una società che spesso riesce a dimenticare i drammi dell’ ‘universale’ per tornare a concentrarsi sulla propria quotidianità; sulle quisquiglie da cortile o da cucinotto di casa.
Il testo di Marta Zoboli, Gianluca De Angelis, Marta Dalla Via, Alessio Parenti mette in campo tutto l’armamentario degli sketch televisivi anni Settanta. La finta telefonata con la mamma. Il telegiornale surreale. L’imitazione di un teatro dentro il teatro stesso. Qualcuno di più moderno potrebbe rievocare uno Zelig formato teatro di tradizione. Formule che comunque, seppur classiche, tengono ancora in tutto il campo largo della comicità.
La coppia uomo donna non amanti, forse colleghi sicuramente coinquilini e amici fa ancora il suo effetto quando imbocca la strada della ripicca. Del dispettino. Del sarcasmo, anche feroce, quando narra di vicende che avvengono, di solito, sotto le lenzuola. O, forse, ancor peggio quando accadono in pubblico, attirando l’ironia dell’intera società
In questo, Marta Zoboli, Gianluca De Angelis sono bravissimi. Si legano al copione ma sanno interpretare gli umori del pubblico. Lo sanno coinvolgere in una recitazione che non è mai così strettamente banale come potrebbero essere gli argomenti trattati. Hanno il guizzo comico dell’antico guitto a cui bastava un sorriso, un’espressione facciale dello spettatore per costruire, lì, su due piedi, un’altra storia. Un altro catalogo di battute. Un’infinita serie di doppi sensi e di salaci imposture verbali. Dotati entrambi comunque di un’ottima recitazione: perfetta per chi deve cambiare casacca caratteriale, nel giro di pochi istanti, hanno dimostrato una capacità di tenere il palcoscenico con quell’ironia e quella forza che solo gli attori, quelli veri, possiedono anche nella ‘commedia’.
Forniti di un’empatia palpabile la cui onda è arrivata fino alle ultime poltrone della platea del teatro, hanno entusiasmato un pubblico che non si è privato del sorriso anche quello più rumoroso e perfino più scomposto per ribadire la leggerezza del momento. Non ha avuto timore a confrontarsi con gli attori aggiungendo un tassello ad una serata divertente.
Applausi: come non detto !!!!
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