Riqualificazione Cavo Cerca, le risposte dell'assessora Simona Pasquali all'interrogazione di Portesani e Beltrami in merito alla gestione dei rifiuti
Sono iniziati da un paio di mesi i lavori del secondo lotto per la riqualificazione dell'impalcato del Cavo Cerca, che riporteranno in luce due ampi tratti del canale in via dell'Annona. Lo scorso 2 dicembre i consiglieri di minoranza Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami avevano chiesto delucidazioni all'assessora Simona Pasquali in merito alla gestione dei rifiuti ed alla previsione di sistemi di intercettazione dei rifiuti trascinati o sospinti nel Canale" dopo la riapertura del tratto in oggetto, di circa 170 metri. In particolare era richiesto se nel progetto esecutivo siano previsti sistemi specifici di intercettazione dei rifiuti (reti antintrusione, griglie, barriere galleggianti o soluzioni equivalenti) per evitare che plastica, carte e altri materiali finiscano nel Canale ed in caso afferamtivo, quali tipologie di dispositivi siano state scelte, in quali punti saranno installati e con quali modalità verranno mantenuti (frequenza degli interventi, soggetto incaricato, eventuali costi aggiuntivi). In caso negativo, Beltrami e Portesani chiedevano conto delle ragioni della scelta.
Queste le risposte dell'assessora Pasquali: "Rispetto ai tre quesiti, si chiarisce che il progetto esecutivo del secondo lotto dell'intervento sul Cavo Cerca, che ha come obiettivo primario la riqualificazione idraulica e ambientale, ha attentamente considerato la problematica della gestione dei rifiuti solidi (plastica, carta, ecc.) che potrebbero finire nel canale.
A tal proposito, sono state svolte le seguenti analisi tecniche sono state eseguite delle analisi e valutato alcune soluzioni:
Analisi della soluzione con griglia di raccolta: In fase di progettazione, è stata inizialmente presa in considerazione l'ipotesi di installare una griglia di raccolta rifiuti a valle (nel senso della corrente) del tratto che verrà riaperto ma tale soluzione è stata esclusa. Gli approfondimenti tecnici, condotti congiuntamente al Consorzio di Bonifica DUNAS, hanno portato a escludere tale soluzione. La posizione individuata, infatti, non avrebbe consentito il posizionamento e l'accesso di mezzi idonei per le operazioni di pulizia e manutenzione della griglia, né la disponibilità di spazi sufficienti per l'accumulo provvisorio dei rifiuti raccolti, rendendo di fatto inefficace e non gestibile l'installazione.
La raccolta di eventuali rifiuti e materiali flottanti sarà gestita attraverso interventi periodici e diretti di raccolta in alveo nel tratto a cielo aperto, specificamente dopo via Giuseppina come già avviene per le parti scoperte.
Il problema è stato analizzato e si è individuata una soluzione gestionale e operativa che, tenuto conto dei vincoli logistici e di accessibilità dell'area, garantisce comunque la pulizia e il mantenimento del decoro del canale, evitando l'accumulo di materiali inquinanti.
In caso, invece, di necessaria manutenzione straordinaria per rifiuti particolari o ingombranti, come avviene negli altri tratti scoperti si potrà intervenire mediante mezzi necessari all'occorrenza e al tipo di rifiuto.
Si precisa, infine, che il tratto del Cavo Cerca ripristinato a cielo aperto sarà dotato di due ulteriori telecamere di videosorveglianza. Tali dispositivi integreranno il sistema già esistente nell'area, al fine di potenziare il monitoraggio e fungere da deterrente contro illeciti, tra i quali il lancio di rifiuti nell'alveo.rifiuti trasportati dal vento, considerata la specifica conformazione dell'area.
In merito invece all'impatto dei rifiuti trasportati dal vento (quali fogliame, polveri o residui cartacei volatili), ha chiarito gli aspetti tecnici:
Il Cavo Cerca attraversa il territorio comunale di Cremona per uno sviluppo complessivo di circa 3.000 metri lineari. Di questi, ben 1.170 metri risultano già attualmente a cielo aperto (39%). Pertanto, il corso d'acqua convoglia e gestisce da tempo il naturale apporto di materiali trasportati dal vento senza che siano state riscontrate criticità sistemiche tali da richiedere protezioni integrali. Il progetto del secondo lotto prevede la riapertura di un tratto di circa 170 metri. Rapportando questo valore allo sviluppo complessivo del canale, l'incremento della superficie esposta è pari a circa il 5,6% rispetto alla lunghezza totale e a circa il 14,5% rispetto ai tratti già scoperti.
Alla luce di questi dati, si ritiene che l'integrazione di soli 170 metri di tratto a cielo aperto non incida in modo significativo sulla quantità totale di rifiuti trasportati dal vento rispetto alla situazione attuale. Il fenomeno è considerato "trascurabile" dal punto di vista idraulico e gestibile con le operazioni di manutenzione già in essere.
In conclusione, l'analisi preventiva ha portato a ritenere che la specifica conformazione dell'area e l'entità limitata della riapertura non giustifichino l'adozione di sistemi di protezione eolici dedicati, essendo il sistema di manutenzione ordinaria già strutturato per gestire volumi ben superiori di tratti scoperti. Potrebbe essere utile sottolineare che la riapertura del canale ha un valore di riqualificazione urbana e ambientale (riduzione dell'effetto "isola di calore", biodiversità urbana) che supera ampiamente gli oneri gestionali legati alla rimozione dei residui incrementali trasportati dal vento.
A supporto della soluzione adottata si rileva che i canali a cielo aperto limitrofi a zone a forte urbanizzazione sono molteplici: a titolo di esempio Naviglio Civico, Morbasco, Pippia ,etc..
Rimane come sempre non da ultimo confidare nella buona educazione e nel senso civico dei cittadini che si troveranno a passare o sostare nell'area rigenerata.
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commenti
Gianluca
11 febbraio 2026 12:41
Si lasciava tutto chiuso come è stato per decenni e si risparmiava tempo denaro seccature ecc…
Voglio vedere se e come si procederà alla periodica pulizia. Di esempi in città ne abbiamo parecchi di mancata manutenzione e non fate conto sui limpiadores.