12 febbraio 2026

Questa mattina la Stauffer si è aggiudicata il Politeama Verdi con una offerta di 55mila euro: sarà una vetrina per la liuteria e sala concerti. Un grande dono a Cremona

Con una operazione a sorpresa la Fondazione Stauffer ha acquistato il Politeama Verdi nell'asta in corso questa mattina. L'intenzione della Stauffer è quella di farla diventare il punto di riferimento per la grande liuteria con sede di corsi, vetrine e una sala per concerti. Una iniziativa di grande impatto che dona alla città il glorioso ex teatro e lo fa diventare un riferimento mondiale per la grande liuteria. Il prezzo d'acquisto è stato di circa 55mila ed è stato determinato poco fa. All'asta hanno partecipato tre soggetti: l'imprenditore che aveva offerto un prezzo d'acquisto (leggi qui), un altro soggetto interessato e i rappresentanti della Stauffer. 

Dal 2021, la sede dell'Accademia Stauffer si trova a Palazzo Stauffer, già Palazzo Stradiotti, edificio storico nel centro di Cremona, acquisito dalla Fondazione Stauffer nel 2015. Da sempre il sogno era quello di avere anche una sala concerti per cui in passato l'attenzione si era concentrata sul vicino ex bocciodromo di via Gadio, soluzione poi scartata per la difficoltà di utilizzarlo a questo scopo. Adesso il dono alla città di far tornare a risplendere il Politeama Verdi di via Cesare Battisti. 

La sua storia ha visto più volte il drammatico abbandono e poi la resurrezione. La mattina del 9 dicembre 1896, un enorme incendio divorò il teatro Ricci, il teatro popolare di Cremona costruito interamente in legno. Un rogo enorme ed impressionante. La città non poteva stare senza un teatro popolare che facesse concorrenza al teatro Concordia, poi diventato Ponchielli. I cremonesi diedero così vita ad una società con alla testa Ettore Sacchi e subito ricostruirono un nuovo teatro al posto del vecchio Ricci. Nacque così in pochi mesi il magnifico teatro Politeama tra via Cesare Battisti e via Arisi, a venti metri da corso Campi. Un gioiello fatto di stucchi, palchetti e pitture, uno scrigno disegnato dall'architetto Sfondrini, uno specialista del settore che aveva già realizzato lo Storchi di Modena. Questa era la Cremona dell'Ottocento quando l'arte, la cultura, il buongusto lo spettacolo erano di casa in città. L'esordio avvenne con la Boheme di Puccini, quasi una prima nazionale. Poi divenne cinema e quindi l'abbandono prima di un progetto che ha privato il teatro di alcuni suoi spazi. Ora la scelta della Stauffer. Bentornato Politeama Verdi.

Le fotografie sono di Francesco Sessa Ventura


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commenti


marco

12 febbraio 2026 10:37

Sono contentissimo per Cremona,i giovani liutai e per un edificio storico che viene recuperato.
E adesso spero che il Comune, proprietario di Casa Stradivari, cominci a pensare di togliere gli alloggi comunali considerato lo scempio che viene fatto da chi li occupa.
Una bomboniera che valorizzata potrebbe essere una meta di turisti e Cremonesi .
Il tanto decantato decoro per la città si vede anche in questo.
Non bisogna continuare a fare finta di nulla.

Marcello

12 febbraio 2026 11:22

Casa Stradivari non è del Comune. E l'immobile non è neppure storicamente quello che viene spacciato di essere.
Il Politeama non è stato comprato dal Comune.
L'unica cosa che il Comune dovrebbe fare è riparare o togliere lo scempio di panchina stradivariana, ma l'incapacità comunale è tale e tanta che da mesi giace indisturbata ed anzi fotografata dai turisti quale esempio di operosità cittadina.

Martina

12 febbraio 2026 11:38

Forse voleva dire Casa Sperlari?
Casa Stradivari non è né del Comune, né si tratta di alloggi comunali.

Anna L. Maramotti Politi

12 febbraio 2026 11:49

Che dire? E' un'operazione prestigiosissima per Cremona e per il binomio liuteria/musica. Viene restituita al Politeama Verdi quella dignità che ad esso compete. Se l'attenzione all'edificio sarà pari a quella che si è prestata per l'attuale sede della Stauffer l'intervento di restauro conservativo (per quanto sarà possibile!) e, al contempo, quello di recupero funzionale costituiranno per la Cremona una ricchezza storica e culturale: civica.
Si consenta di ricordare che la vivibilità del centro storico è condizione che potenzia il turismo consapevole. La perspicacia di chi ha posto in essere tale progetto non è solo meritoria, ma è motivo di orgoglio per tutti noi cittadini. Il rilancio della Città, che, nel binomio liuteria / musica, individua i suoi punti di forza costituisce la nostra identità riconosciuta nel mondo.
Ma non lo è di meno il valore dell'architettura che abbiamo ereditato. Cremona è segno di una vivibilità che va recuperata. Questo aspetto vede impegnati tutti noi anche con comportamenti consoni al vivere quotidiano civile.
Dire grazie alla Stauffer è certamente riduttivo, ma cercare di usare altri termini potrebbe apparire piaggeria. In vero, oltre al grazie è doveroso esprimere la gioia per un intervento che rende tutti noi più orgogliosi di essere cittadini di quel "Vascello" che vuole ancora navigare.