Orari sostenibili, atmosfera rock, un robot cameriere, una pagina social rivoluzionaria, piatti gustosi della nonna: Maia e Tas è un fenomeno Bùbè!
Il ristorante, sostenibile (nel vero senso della parola), “Maia e Tas” di Crema, è davvero (degustare per credere) un bel posto che piace un sacco; un fenomeno azzeccatissimo, frequentatissimo, con quell’atmosfera magica, lo slang caratteristico (“bùbè”), la sala colorata, l’estivo rinfrescante, la filosofia fuori dagli schemi, giocosa, gioiosa e da vacanza. Il menù? Intrigante, apprezzato, stagionale, dal rapporto qualità prezzo poprock e fantastico, chiaro, minimalista, ma gustoso, quindi… minimalgustoso e avvincente, che, fa sentire a casa e a suo agio, sempre, tutti gli ospiti. Chapeau quindi a Sebastiano Dossena e ai suoi compagni d’avventura e amici, Marcello Liso e Andrea Guerci, innovativi e bravissimi ad aver creato, a loro immagine e somiglianza, il “Maia”. E con la stessa politica, a due passi dal centro storico della capitale del Granducato del Tortello, funziona, alla grandissima, il “Bar e Tas” e, prossimamente, per la serie … lavori in corso, all’orizzonte, arriverà pure la pizzeria “Pizza e Tas”. Cuore giramondo, testa impegnata, artista della vita e ragazzo in gamba, con Sebastiano, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere.
Insomma: tutti vogliono magiare al Maia, il locale, controcorrente che ha scombussolato, tra le altre cose, con la chiusura al sabato sera, la liturgia della ristorazione di provincia…
Siamo felici di quanto abbiamo fatto in questi tre anni. E felicissimi di avere -sempre tanta gente a pranzo o a cena da noi. Sostenibilità, qualità della vita, attenzione alla clientela, e, allo staff, da sempre rappresentano le nostre linee guida. La nostra politica social: politicamente scorretta, dissacrante e incisiva fa in modo che da noi arrivi, da ogni dove, costantemente gente nuova. E pranzo a mezzogiorno del sabato, in un certo senso rappresenta una bella novità attrattiva che pochi ristoranti adottano. Ebbene, fatti i nostri conti, con queste due variabili determinanti, dallo scorso gennaio è arrivata la decisone di chiudere al sabato sera e, passare la serata prefestiva a casa, con gli amici, in giro o con le mogli, fidanzate e compagne, beh è un valore aggiunto notevole, rivitalizzante. Prima di aprire il “Maia” lavoravamo secondo i canonici rituali della vita da ristoranti, vale a dire, 14 ore al giorno, per sei o sette giorni alla settimana. E noi non volevamo continuare in questa direzione, quindi, siamo arrivati a chiudere il sabato sera, dopo che già eravamo chiusi, sin dall’inizio, alla domenica. La faccio breve: non volevamo rivivere e far vivere ai nostri collaboratori, i ritmi frenetici ed estremi di questo mondo. Così, intraprendendo orari più vivibili, siamo diventati sostenibili.
Via Instagram avete due pagine: la tradizionale maiaetas crema e, la seguitissima e rivoluzionaria lacucinadelmaia…
E’ proprio il secondo spazio social, il nostro valore aggiunto, il diario col quale, senza filtri, diretti e genuini raccontiamo il dietro le quinte della nostra attività che ci ha fatto conoscere in ogni dove.
Radio, media e web stanno dedicando ampio spazio alla vostra serie … social, dedicata alla ristorazione nazionalpopolare come non si era vista mai.
Sì e ci hanno pure proposto di scrivere un libro…
Cosa rappresenta per te il Maia e Tas?
Terminati gli studi ho deciso di prendermi un periodo sabbatico frequentando un corso da barman ed è arrivato il lavoro in un bar incredibile a Formentera, seguito da un’esperienza a Milano. Quindi ho fatto l’agricoltore girando l’Europa per innestare rose e, chiusa la parentesi agricola, eccoci al Maia, un sogno realizzato, il ristorante che ti fa sentire come quando mangiavi o mangi a casa della nonna.
In sala da voi è arrivato pure il robot cameriere…
Sì la Vhit Robotics ci ha proposto questa opportunità avveniristica e ci siamo messi in gioco. Il nostro nuovo, tecnologico collaboratore attira curiosità, ed è divisivo: piace o qualcuno, ad altri no, ma il futuro va in quella direzione.
Curioso, intelligente, appassionato, propositivo, innovativo, frizzante, vivace, viaggiatore, intraprendente, coinvolgente: cosa farà Sebastiano da grande?
Se tutto filerà liscio, per chiudere il cerchio, dopo il ristorante e il bar, proporremo, anche in questo caso da un’idea, diciamo … giocosa, a Crema la nostra pizzeria. E un domani non nego che, non mi dispiacerebbe, esportare il progetto Maia da altre parti d’Italia o del mondo, ma adesso è prematuro parlare di questa suggestione.
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commenti
Gianni
11 febbraio 2026 15:42
Orari sostenibili...per il robot ?
Chi sfrutta un robot per non investire su una persona, non avrà mai i miei soldi.