12 dicembre 2022

"L'Opera Pia riparte...dal territorio", chiesa gremita per la Festa della Fondazione Redentore di Castelverde

Un pomeriggio ricco di emozioni quello vissuto domenica 11 dicembre nella chiesa di S. Archelao a Castelverde durante la seconda festa della Fondazione Redentore dal titolo tanto coraggioso quanto ambizioso: “L’Opera Pia riparte… dal territorio”.

Chiesa gremita di ospiti della struttura con i loro familiari, di rappresentanti delle istituzioni e delle altre RSA del territorio, di membri di associazioni di volontariato, di amici e sostenitori della Fondazione che mai fanno mancare il loro supporto e di tanti castelverdesi orgogliosi della loro casa di riposo nata oltre 120 anni fa.

In prima fila la Giunta comunale con il sindaco Locci, il maresciallo dei carabinieri Gianluca De Carli, il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia con Francesca Mondini, Linda Cottarelli, Francesco Longo e don Giuliano Vezzosi, il direttore generale dottor Fabio Bertusi e quello sanitario, dottor Ferruccio Giovetti. Non ha voluto far mancare la propria presenza e sostegno mons. Carlo Rodolfi, presidente emerito della Fondazione, ora canonico della Cattedrale

L’evento pubblico è iniziato con l’esibizione dei ragazzi di Casa San Giuseppe diretti dalla coordinatrice degli educatori di RSD, Licia Pini: melodie natalizie che sono arrivate al cuore del folto pubblico grazie anche all’entusiasmo e alla spontaneità dei cantori che hanno ricevuto tanti meritati applausi.

Al presidente don Claudio Rasoli è toccato, poi, dare il benvenuto ai presenti e ad illustrare i passi fatti e quelli ancora da compiere dal Consiglio di Amministrazione. Anzitutto il benessere integrale degli ospiti che in questo tratto della loro vita devono essere serviti con amorevolezza e professionalità e devono sentirsi parte integrante della società grazie anche al loro bagaglio di esperienza, saggezza, tenerezza, voglia di vivere. 

Un secondo obiettivo riguarda il personale che deve sentirsi sempre rispettato, coinvolto e valorizzato: l’arrivo del nuovo direttore generale, Bertusi e del nuovo direttore sanitario, Giovetti, ha certamente contribuito a rasserenare gli animi e a creare un clima più disteso e collaborativo. La premiazione dei dipendenti più anziani, ha sottolineato il Presidente, esprime la riconoscenza del Consiglio di Amministrazione a tutti i lavoratori che soprattutto negli anni della pandemia hanno dimostrato un senso profondo di abnegazione, di professionalità e di umanità.

Il rapporto con le istituzioni e il territorio è stato il terzo obiettivo rimarcato da don Rasoli. I rapporti con l’amministrazione comunale sono ottimi così come lo sono con le associazioni del territorio con le quali si promuovano tante iniziative non solo per allietare le giornate degli ospiti, ma anche per creare un legame profondo con il territorio sfruttando soprattutto nei mesi favorevoli l’ampio parco della Fondazione. Occorre soprattutto creare un rapporto stretto con il mondo imprenditoriale ed economico per suscitare della partnership sempre più indispensabili.

La comunicazione è il quarto obiettivo che per certi versi è già stato ampiamente raggiunto grazie ad un utilizzo intelligente e ben organizzato dei social media e del sito internet della fondazione. Anche i rapporti con i mezzi di informazione sono buoni e costanti: “Le tante cose belle che si fanno in Opera Pia – ha sottolineato il Presidente – debbono essere condivise. Per creare così una familiarità con le persone che stanno fuori per far vedere che RSA e RSD sono luoghi di vita, di gioia, di dignità”

Un altro importante obiettivo è la raccolta fondi: “Qualcuno – ha spiegato il presidente – dice che continuiamo a chiedere soldi! È vero! Non ce ne vergogniamo! La nostra Fondazione vive anche di carità. È nata dalla carità e dalla lungimiranza dei suoi fondatori e di tanti abitanti di Castelverde e continua a sostenersi ancora grazie anche a tanti grandi e piccoli benefattori”.

Infine l’accorato invito: “L’Opera Pia ha bisogno dell’aiuto di tutti! Del territorio, delle istituzioni, delle imprese, del mondo del volontariato, dei cittadini! Non possiamo camminare da soli, non era l’intento dei nostri fondatori”.

Ha quindi preso la parola il sindaco di Castelverde, dottoressa Graziella Locci, che ha ringraziato il Consiglio di Amministrazione per quanto fatto in questi mesi difficili e ha ribadito la vicinanza del Comune all’Opera Pia.

Il pomeriggio è continuato con l’ottimo concerto della Junior Band: una compagine di oltre quaranta strumentisti diretti con maestria dal giovane maestro Gioele Uberti Foppa. Tra melodie tipicamente natalizie e brani di musiche celebri da film, la compagine, formata da molti giovanissimi, ha letteralmente coinvolto il folto pubblico che alla fine non ha lesinato applausi e apprezzamenti per le ottime esecuzioni dei brani.

Il presidente don Rasoli ha quindi presentato il calendario 2023 dal titolo “Il mondo che vorrei… un mondo capovolto”. “Con la preziosa collaborazione di dodici esercenti di Castelverde – ha spiegato don Rasoli -, che generosamente hanno prestato il loro negozio e la loro immagine al set fotografico, ci siamo divertiti a ricreare una situazione nella quale i nostri ospiti hanno simulato il ruolo di commercianti e quest’ultimi di clientela. Da qui sono nati 12 scatti scelti (più uno destinato alla copertina dove sono coinvolti sindaco e assessori nella suggestiva cornice della sala consiliare del comune di Castelverde), catturati con maestria e professionalità dal fotografo Paolo Calza di Casalbuttano il quale si è incaricato di dare vita a questo progetto insieme alla coordinatrice degli educatori della RSD Licia Pini e delle animatrici di RSA Sonia Casella, Maria Emilia Maffini, Francesca Panico e Federica Zignani”. 

Infine dopo un breve saluto del direttore generale, dottor Fabio Bertusi e del direttore sanitario, dottor Ferruccio Giovetti, sono stati premiati i dipendenti con 20, 25 e 30 anni di anzianità. Un momento davvero toccato che dice l’attenzione e la cura del Cda di Fondazione Redentore per quanti ogni giorno lavorano con professionalità, abnegazione e umanità nei reparti della RSA e della RSD.


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