"Qui raccogliamo una quantità vergognosa di rifiuti": l'amaro sfogo dei volontari di Spinadesco che si prendono cura della golena e del PLIS. "Che eredità intendiamo lasciare ai nostri figli?"
"Non abbandonate qui la vostra immondizia": è scritto in chiaro e ben leggibile, in quattro lingue, just in case... eppure proprio sotto l'albero a cui è affisso il cartello, ecco l'ennesima spiacevole sorpresa: due sacchi colmi di rifiuti e un cartone di birra stipato di ogni porcheria. Sullo sfondo, ormai rassegnato, si vede scorre il Po. Siamo nel Plis del Po e del Morbasco, in zona Punta Cristo di fornte al pennello della Maginot, sul confine tra Monticelli d'Ongina e Spinadesco.
E purtroppo questa zona, da tempo ormai, è diventata terra di scarico senza controllo di qualsiasi tipo di spazzatura e di rifiuti: "Ogni due mesi qui raccogliamo una quantità di rifiuti che è vergognosa: qui vengono a bivaccare poi, se va bene mettono nei sacchi e poi li lasciano qua, diversamente non raccolgono nemmeno, lasciano tutto in giro. Lei non ha idea di quanta plastica ci sia lungo queste rive" è l'amaro sfogo dei volontari della "Odv Nibbio" di Spinadesco che quotidianamente si prendono cura di questo angolo di golena e del tratto di fiume che segna il confine tra cremonese e piacentino.
"Qui riscontriamo una costante e crescente mancanza di rispetto verso il fiume. E' un continuo. Viene da chiedersi se si rendono conto di che bella eredità stanno lasciando a figli e nipoti, ma forse se ne fregano, sono solo dei bulli" proseguono i volontari del "Nibbio", che poi si domandano pure "Cosa succederà quando ci fermeremo? Quando non ci sarà più nessuno a portare avanti questa attività di raccolta e di presidio?"
Una domanda che è anche e soprattutto un monito, perchè abbandonare rifiuti, oltre al danno ecologico, porta anche inevitabilmente la presenza di animali, attirati dagli scarti e con essi una serie di ulteriori aggravi sul piano igienico - sanitario, dalla presenza di escrementi all'esposizione a malattie come la leptospirosi.
Guardando le foto, si vede però che i rifiuti vengono abbandonati anche in presenza di fototrappole: potrebbero essere dunque un mezzo per identificare gli incivili del bivacco? "Sì, potrebbe essere, ma qui entra in gioco la burocrazia perchè bisogna capire bene, caso per caso, le autorizzazioni per utilizzare i filmati e fin dove arriva la tutela della privacy, in nome della quale un trasgressore deve essere tutelato anche mentre compie un illecito come l'abbandono dei rifiuti". Ma non solo riprese video, perchè ciò che turba i volontari che raccolgono i rifiuti è il fatto che, sebbene agiscano in buona fede per ripulire aree degradate, potrebbero essere ritenuti loro stessi responsabili se non gestiscono correttamente lo smaltimento, non conferendoli nelle modalità previste dalla legge e quindi essere a loro volta denunciati per abbandono dei rifiuti.
Nel frattempo, il loro lavoro non si ferma perchè quelle rive hanno comunque bisogno di essere tutelate, quei boschi e quelle golene non meritano di essere abbandonate a gente talmente incivile da non essere nemmeno in grado di raccogliere i rifiuti che produce e buttarli nella pattumiera, come invece il buon senso civile dovrebbe imporre.
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