8 ottobre 2026

A quando i lavori per la messa in sicurezza del maestoso portale di Solarolo Monasterolo?

A quando i lavori di messa in sicurezza e restauro del maestoso portale d’ingresso della storica cascina Maggi Stanga del Cornacchio di Solarolo Monasterolo? Se lo chiedono in tanti e se lo chiedono, soprattutto, i titolari del bed and breakfast ed affittacamere “Il corvo viaggiatore” che sorge proprio in adiacenza al grande portale. Dopo l’incontro pubblico del 31 gennaio di quest’anno in cui venivano annunciati e descritti i lavori di risanamento conservativo e rifunzionalizzazione, non si è visto alcun mezzo d’opera al lavoro e, dopo tanti mesi, aumentano i timori riguardanti i problemi strutturali della maestosa struttura. “Alcuni pezzi si sono già staccati e sono finiti sulla nostra proprietà – fanno sapere i titolari del “Corvo Viaggiatore” – ci chiediamo che cosa sarebbe successo se qualcuno fosse stato colpito? Inoltre, pur non avendo lì la nostra residenza, è lì che trascorriamo gran parte del nostro tempo ed è lecito che si chieda di poter vivere in condizioni di sicurezza ma finora la sola cosa che abbiamo visto è stata quella di una impresa che ha messo dei teli sul tetto. Teli che sono lì da mesi, che sono rimasti lì per tutta l’estate e quindi, con le temperature che ci sono state, è normale supporre che sia peggiorata l’umidità e quindi possa essere aumentato il rischio di ulteriori problemi strutturali. A causa di questa situazione – fanno sapere – abbiamo anche dovuto chiudere la nostra attività ricettiva per un paio di mesi. Siamo inoltre stati noi, lo scorso anno, a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco che hanno transennato l’area a dimostrazione del fatto che il pericolo esiste e si trova esattamente sopra alla nostra testa. Il nostro intento – precisano – non è quello di entrare in polemica con l’Amministrazione comunale ma riteniamo essere un nostro diritto quello di chiedere che la sicurezza e l’incolumità nostra, e della collettività, sia tutelata". I titolari del “Corvo viaggiatore” lo scorso 31 gennaio hanno anche partecipato all’incontro  pubblico ad hoc convocato dall’Amministrazione comunale al quale erano intervenuti il sindaco Antonietta Premoli, l’architetto Federico Bianchessi (che si è occupato  della predisposizione del progetto di massima per il risanamento conservativo ed il ripristino del portale del “Corvo”) e l’ingegner Portesani. In quella sede è stato spiegato che l’intervento previsto si compone di quattro lotti. Il primo è quello più importante e riguarda la messa in sicurezza dell’androne tramite la sistemazione della copertura, la rimozione dei detriti accumulati sul sottostante impalcato e la posa in opera di presidi anti volatile. Ma, dopo nove mesi, ancora nulla si è visto e per chi vive a ridosso della struttura le paure aumentano e sono legittime. A riguardo il sindaco Antonietta Premoli ha tenuto a far sapere che la sistemazione, i restauro e la valorizzazione del portale sono e restano tra le priorità dell’Amministrazione ma, tuttavia, si deve fare i conti non solo con le esigenze di bilancio ma anche con i tempi della burocrazia che, notoriamente, ovunque, sono piuttosto complessi ed includono anche i permessi ed i nulla osta degli altri Enti coinvolti. Il sindaco ha anche ricordato, come già fatto a suo tempo che, come confermato dai tecnici esperti in materia, non esistono ad oggi problemi tali da poter provocare o minacciare crolli del portale e che la situazione dell’edificio è costantemente monitorata ed il sogno è e continua ad essere, progetto alla mano, quello di creare uno spazio museale dedicato alla cultura del Po e alla falegnameria, anche attraverso il recupero dei locali accessori anche nella porzione a tutta altezza verso l’argine maestro, realizzando pure opere per il superamento delle barriere architettoniche.  Valorizzando e salvando così un bene che è tra i simboli delle terre del Po.   Doveroso anche ricordare che se è vero che la cascina interna è di proprietà privata, è altrettanto vero che il portale, con lo splendido timpano curvilineo suggellato da un lungo pinnacolo in cima al quale spicca quello che molti ritengono essere un corvo, è di proprietà comunale. Per quanto riguarda la statua, detta del corvo, che per decenni è rimasta sulla cuspide del portale della cascina ed è, da sempre, simbolo tanto della corte quanto del luogo, in pochi sanno che l’originale, da almeno quarant’anni non si trova più sulla sommità del portale ma è conservata, “ferita” nella sala consiliare del municipio. Fu probabilmente colpita da un fulmine o forse abbattuta da raffiche di vento e presenta ancora oggi, come si può facilmente notare, numerosi fori causati da proiettili. C’è chi sostiene che a colpire la statua siano stati cacciatori che la usavano come bersaglio e chi, invece, ritiene che si tratti di “lasciti” della seconda guerra mondiale. In ogni caso quello in questione non è un corvo ma un rapace che tiene tra gli artigli un volatile più piccolo ed ha le ali spiegate a rappresentarne la cattura. Potrebbe trattarsi di un avvoltoio, già simbolo della famiglia Silva, ma su questo restano forti dubbi anche a fronte del fatto che la famiglia in questione non è mai stata proprietaria della tenuta, acquistata dal marchese Vincenzo Stanga con gli averi della sostanza Silva. L’appellativo di “corvo” è probabilmente dovuto all’annerimento della statua e dal fatto che le cornacchie sono molto diffuse in pianura. Una storia, anche questa, che andava doverosamente spiegata, con la speranza che il maestoso portale, possa tornare presto in sicurezza e al suo antico ed originario splendore.

Eremita del Po

Paolo Panni


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