14 maggio 2026

Bach filologico e "tedesco" per l'integrale selle sonate e partite per violino solo in Santa Maria Maddalena

E’ bella. Intelligente. L'idea di proporre l'integrale delle Partite e Sonate di Johann Sebastian Bach per violino solo. Lo è perchè sono sei composizioni di altissimo spessore musicale, forme strutturali del genere violinistico barocco. Lo è perché la proposta è spalmata su tre serate e permette all'ascoltatore di assimilare con la dovuta attenzione la complessa architettura costruttiva bachiana. Lo è perchè il tutto accade a Cremona, patria del violino e non ultimo perché l'evento è correlato da una interrelazione tra l'esecutore, lo strumento utilizzato e il liutaio che lo ha costruito. Rapporto fondamentale ai tempi dell'epoca d'oro della liuteria classica cremonese. Un tema che fu centrale proprio per l'affermarsi degli strumenti che nascevano nelle botteghe dei grandi liutai del passato. Di tutto questo va dato merito a Magma APS che, con la collaborazione del Touring Club e la Diocesi di Cremona, ha  reso possibile questo importante e suggestivo evento nella chiesa di santa Maria Maddalena. Per altro luogo di culto cittadino collocato in un quartiere che fu popolato, per tutto il Cinquecento da un gran numero di botteghe artigiane e custode delle icone di strumenti antenati del violino: ribeca e viella.

Il  violinista austriaco Gregor Reinberg, è stato, con il Maestro liutaio  Martin Horvat che  ha costruito a Cremona il violino suonato, il grande protagonista  dell'evento. 

L'apertura del trittico è stata riservata alla Sonata  e alla Partita numero uno. 

Reinberg ha scelto un’interpretazione quasi filologica. Suono pulito. Essenziale. Matematico. Ridotto ai minimi termini il vibrato. Stile scevro da accentature use in una lettura romantica della partitura bachiana. Affascinante, al proposito, la fuga della Sonata in sol maggiore. Tema noto. Notissimo nel corpo bachiano perché utilizzato anche in composizioni organistiche. Proprio qui è emerso un interessante trattamento sonoro del complesso polifonismo utilizzato nel trattamento delle voci. Brillante per la scelta dell’uso dello stacco del tempo il Presto finale. Con un equilibrata resa dei piani e dei forti. 

Medesimo discorso di chiarezza sonora è valso per il movimento Corrente della Partita in Si minore. Qui con un fraseggio sicuramente più intenso , meno legato a rigidità interpretative. 

Si replica con la sonata e la partita numero due venerdì 16 e si chiude sabato 17 con la sonata e la partita numero tre. 

Cremona ha gradito il doppio omaggio a liuteria e al Kantor di Lipsia.

Roberto Fiorentini


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