Che fine faranno i dipendenti di Reindustria? La Uil: ad oggi solo parole
Prende posizione la Uil di Cremona su mandato dei dipendenti della società in house Reindustria. I soci si erano impegnati a riassorbire i dipendenti all'annuncio della chiusura della società cosa ad oggi non ancora avvenuta. Ecco la presa di posizione della UILTuCS - UIL Cremona.
"Come UILTuCS - UIL Cremona, a seguito del mandato ricevuto dai dipendenti della società in house REI Reindustria Innovazione, riteniamo doveroso intervenire per smentire le informazioni infondate circolate sulla stampa locale, che stanno distorcendo la realtà dei fatti e la percezione dei cittadini. Dietro la facciata istituzionale di una liquidazione "ordinata", si nasconde una crisi aziendale aperta consapevolmente dai soci e gestita senza tener conto delle delle professionalità coinvolte e delle comunicazioni effettuate.
I fatti parlano chiaro: i dipendenti sono stati informati della decisione di liquidare la società a dicembre 2025 soltanto il giorno precedente l’annuncio pubblico. In quell’occasione, i Soci si erano impegnati formalmente a riassorbire il personale. Ad oggi, quella promessa è rimasta lettera morta.
In particolare, ci stupiscono e preoccupano le dichiarazioni attribuite al Presidente Marco Bressanelli, secondo cui "7 dipendenti sono già stati ricollocati".
Una tale affermazione, che ci si augura frutto di un clamoroso fraintendimento giornalistico, rappresenta una grave distorsione della realtà. In Italia siamo purtroppo abituati a una dinamica comunicativa ormai ricorrente: si annuncia una soluzione e, solo per il fatto di averla annunciata, si pretende che quella soluzione venga percepita come già realizzata. Ma non funziona così. Una cosa è dichiarare pubblicamente di volersi fare carico di un problema; altra cosa, molto diversa, è assumersi concretamente la responsabilità di risolverlo.
La verità è ben diversa: degli 11 (non 12!) dipendenti iniziali, una collaborazione a termine non è stata rinnovata e ben cinque dipendenti — tra cui il Direttore Generale — hanno già rassegnato le dimissioni. È fondamentale sottolineare che nessuno di questi lavoratori è stato oggetto di procedure di ricollocamento o riassorbimento strutturate dai Soci. Chi se n'è andato lo ha fatto per “autodifesa”, trovando autonomamente una nuova occupazione, non certo grazie a un piano strutturato dei Soci, i quali non hanno approvato alcuna misura di tutela.
Mentre le procedure della liquidazione volontaria procedono, nessuna risposta reale è mai giunta dai Soci sulla gestione del personale. Le soluzioni proposte dal CdA, dimostratosi sensibile finora alla sorte dei dipendenti, sono state ignorate dal Comitato di Controllo Analogo, nonostante la solida situazione patrimoniale dell'azienda.
Reindustria, infatti, non è un'azienda in dissesto finanziario, ma di una realtà con risorse sufficienti per affrontare una transizione etica e responsabile.
I dipendenti rimasti sono ancora in attesa di risposte chiare.
I soci — tra cui Comune di Cremona, Comune di Crema, Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia e Consorzio.it — hanno la responsabilità politica, giuridica e istituzionale di una crisi che loro stessi hanno innescato.
Non è accettabile che soggetti pubblici "si lavino le mani" delle conseguenze sociali di tali scelte. L'attuale inerzia non mette a rischio solo il futuro dei lavoratori, ma espone anche la società a gravi rischi finanziari, inclusa la possibile revoca di finanziamenti europei.
Senza una gestione adeguata nei confronti del personale e una chiara definizione delle responsabilità operative, non sarà possibile procedere a una liquidazione ordinata. L'attuale stallo si traduce in un elevato rischio per il patrimonio stesso della società e degli enti pubblici soci, ricadendo inevitabilmente sulle risorse del territorio che essi dovrebbero rappresentare e proteggere.
Come organizzazione sindacale chiederemo un incontro urgente con i Soci di Reindustria Innovazione per definire un piano concreto di ricollocamento o, in subordine, un adeguato ristoro economico per i lavoratori, nel rispetto delle professionalità maturate e della responsabilità sociale che un ente pubblico dovrebbe sempre dimostrare. È tempo di passare dalle parole ai fatti e di garantire un futuro dignitoso a chi ha contribuito per anni al progresso del territorio".
p. UILTuCS Cremona Marco Tencati
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