24 marzo 2026

Buon compleanno Cremonese: sono 123! E la piazza Sant'Angelo si veste di grigiorosso

"Passano gli anni ma la fiamma non muore, auguri USC nostro eterno amore" c'era scritto sullo striscione appeso al Palazzo dell'Arte nella serata di festa per il compleanno della Unione Sporrtiva Cremonese. Un clima di festa, con i tifosi rinfrancati dalla vittoria a Parma che rilancia le possibilità di salvezza. Tante bandiere, sciarpe, striscioni e cori di circa duecento persone che hanno voluto essere lì, dove la Cremonese è nata 123 anni fa. A guidare la festa è stato Tommaso Giorgi, del Crart, tifoso grigiorosso, che ha ringraziato per la presenza e che ha dato il via alla piccola cerimonia alla quale hanno partecipato, sotto il gagliardetto della Cremonese, Baschirotto e Vandeputte insieme a un paio di giocatori della primavera. Baschirotto ha raccontato del privilegio, dell'onore e dell'emozione nel vestire la maglia grigiorossa e di appartenere alla sua storia. Poi ha letto i primi due capitoli dell'atto di fondazione della USC a cui è seguita la lettura da parte anche di Vandeputte, di un rappresentante delle giovanili grigiorosse, di un vecchio tifoso e di una giovane supporter della Cremonese dell'elenco dei 41 soci che hanno fondato lì all'osteria "La Varesina" l'USC. Poi via libera ai cori dei tifosi e allo sventolare delle bandiere. Poi le foto di rito sotto la targa. Con i tifosi anche alcune vecchie glorie grigiorosse: Montorfano, Viganò, Garzilli e Rizzardi.
 
Il 24 marzo 1903 nasceva la Cremonese all'osteria-trattoria "La Varesina" situata in piazza Sant'Angelo ma ormai scomparsa. I colori sono il bianco-lilla, il simbolo sociale è il litro di vino. Nasce dall'Unione di diverse società: il Club Atletico "Nino", la società del lItro, il Club Ciclistico e un'altra società dello stesso nome di quello prescelto (Unione Sportiva Cremonese) che era nello sport dal 1900.
Il primo presidente è Emilio Faia, sarto di professione. Tra i fondatori anche Renzo Mignotti, Alceste Bartoletti, Giulio Sartori. L'attività iniziale è quella di una polisportiva, corsa, ciclismo, scherma, nuoto, bocce e infine "gioco del pallone", come allora veniva chiamato il calcio.
Alla presidenza Faia succede Stroppa e poi, dal 1912, Peppino Piva. Il calcio appassiona la città e la provincia, così la Cremonese organizza il suo primo torneo, il "Trofeo Città di Cremona". Il calcio prende sempre più piede in città specialmente tra gli allievi di ragioneria. Tante le partite amichevoli e i tornei a cui partecipa la Cremonese tra cui il secondo "Trofeo Città di Cremona" e, in trasferta a Parma, il "Torneo delle Celebrazioni Verdiane"
Ma il giorno storico per la Cremonese è il 22 novembre 1913 quando la dirigenza iscrive la squadra al campionato di Promozione, la serie B dell'epoca.
In città si giocava al calcio ovunque su campi improvvisati: in piazza Castello, in piazza d'Armi, al campo inglese vicino al Cavo Cerca - più o meno dove ci sono gli attuali distinti - in piazza San Tomaso, l'attuale piazza Lodi. Ma alla Cremonese serviva un campo vero, appositamente costruito per il campionato. Nacque così nei pressi della cappelletta di San Rocco, all'altezza dell'attuale scuola media Anna Frank ma tra via Genala e via Giordano. Per i cremonesi di allora era "el càamp del ciaveghèt". Era stranamente nero, senza un filo d'erba. Qui la Cremonese, dieci anni dopo la sua fondazione, giocò la sua prima partita ufficiale contro l' Ausonia Pro Gorla. L'incontro porta la data del 28 dicembre 1913 e la Cremonese vinse 6 a 1.


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