14 dicembre 2022

Carabinieri smantellano rete di spaccio attiva nella bassa. 6 arresti, 8 ricercati, indagate altre 27 persone

La lotta per spartirsi gli spazi era particolarmente cruenta, i campi di mais, i boschi golenali del Po erano luoghi da proteggere a qualunque costo e ogni “sgarro” veniva punito duramente.

Per questi motivi la mattina del 14 dicembre, nelle province di Milano, Lecco, Treviso e L’Aquila e negli istituti penitenziari di Milano e Cremona, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Cremona hanno eseguito una misura cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari di Cremona, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 14 cittadini nordafricani, tutti con precedenti penali e di polizia a carico e due dei quali già reclusi. In sei sono stati rintracciati e arrestati e sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate e rapina aggravata. Altri otto sono in corso di localizzazione perché senza fissa dimora o perché nel frattempo rientrati nel paese di origine. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Cremona hanno già attivato le procedura di ricerca anche all’estero. Nel complesso l’attività di indagine ha permesso di identificare e di indagare in stato di libertà anche altre 27 persone dedite allo spaccio, tutte nordafricane, nonché di segnalare all’autorità amministrativa 70 acquirenti. 

L’indagine, convenzionalmente chiamata “Maishish”, (dalla crasi delle parole mais – i campi luogo abituale di spaccio e hashish  - la sostanza più venduta) costituisce l’esito di un articolato percorso investigativo condotto del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cremona che ha consentito di verificare la perdurante operatività, nel 2021 e nei primi mesi del 2022, di gruppi di spacciatori nelle campagne e nelle aree boschive della provincia e di acquisire un grave quadro indiziario condiviso dal GIP nella sua ordinanza restrittiva. L’indagine ha preso avvio a seguito di una violenta aggressione avvenuta il 4 maggio 2021 nelle campagne di Ferie di San Bassano (CR) e Crotta d’Adda (CR) quando un cittadino straniero era rimasto vittima di violente percosse e di rapina compiuti da una decina di connazionali per motivi inerenti il controllo del traffico di sostanze stupefacenti e delle piazze di San Bassano e Crotta d’Adda. Quel giorno i militari erano stati informati della presenza di un uomo ferito nei pressi di una cascina.  L’uomo era stato trovato dopo una battuta di ricerca tra la vegetazione lungo la sponda del fiume Adda in fin di vita dopo essere stato ferito con un martello e con pugni su varie parti del corpo riportando la frattura di un arto, ferite varie e un trauma cranico. Gli aggressori si erano anche impossessati del suo telefono cellulare e del suo portafoglio.

La sera del 20 giugno 2021, a Crotta d’Adda, un cittadino straniero, dopo ad essere stato minacciato con una pistola e con un coltello da alcuni connazionali, aveva cercato la salvezza gettandosi da un ponte nelle acque del sottostante fiume riuscendo a scappare agli aggressori con cui, poco prima, aveva partecipato alle attività di spaccio di droga. L’aggressione era avvenuta perché, dopo avere venduto cocaina ed eroina per quattro giorni consecutivi, alla sua richiesta di tornare alla base della banda a Milano, era stato accusato di volerli derubare.

Il 16 ottobre 2021 altri due cittadini stranieri erano stati vittima di violente percosse e rapine da parte di alcuni connazionali nei comuni di Spinadesco e di Crotta d’Adda. Anche queste aggressioni trovavano il loro movente in questioni legate al fiorente traffico illecito di stupefacenti in quelle località. Quel giorno una donna di Grumello Cremonese aveva  trovato un uomo accasciato a terra davanti alla porta della sua abitazione che chiedeva aiuto dopo essere stato sequestrato e picchiato da connazionali e di essere riuscito a scappare da una cascina abbandonata. L’uomo, nella circostanza aveva riferito ai militari, subito accorsi, che all’interno di una cascina della località Fornace di Grumello si trovava un altro connazionale ferito nel pestaggio. I carabinieri hanno effettuato un controllo nella cascina abbandonata e hanno trovato un uomo con numerose ferite in varie parti del corpo. Una ricostruzione del fatti ha consentito di verificare che i due erano stati accusati di avere rubato una parte dello stupefacente ai suoi “datori di lavoro” e per questo motivo erano stati “puniti” e derubati di telefono, soldi e documenti. Entrambi erano stati colpiti con pugni calci, bastonate, addirittura con un crick da autovettura e avevano ferite di arma da taglio al volto e al corpo, rottura delle ossa nasali e dello zigomo. Uno di loro ha riportato anche un ematoma subdurale.

Le indagini conseguenti ai tre fatti, che hanno comportato impegnativi sforzi di mimetizzazione e infiltrazione nelle campagne per monitorare le zone di spaccio al fine di riprendere le continue cessioni ai clienti, hanno consentito di:

- delineare con precisione l’esistenza di due gruppi, composti da soggetti nordafricani, dediti allo spaccio di droga nelle zone campestri della provincia di Cremona e in conflitto tra loro per assicurarsi il controllo delle attività di spaccio;

- di individuare uno degli autori delle tre aggressioni a scopo di rapina aggravata dall’uso di armi. Quest’ultimo, un 34enne, era il capo di uno dei gruppi, personaggio di indole spiccatamente violenta, pronto a risolvere i problemi all’interno del suo gruppo e nei confronti del gruppo avversario con metodi brutali e drastici.

L’attività di indagine è proseguita per mesi attraverso l’identificazione di numerosi soggetti acquirenti di stupefacenti facendo emergere un quadro di continue cessioni di dosi di sostanze stupefacenti di vario tipo in varie località rurali della provincia.

La mattina del 14 dicembre i militari di Cremona, supportati dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Milano, Lecco, Treviso e L’Aquila hanno dato avvio all’operazione e hanno agito in forze, riuscendo a rintracciarne sei nelle abitazioni a loro in uso o nelle carceri in cui erano reclusi, arrestandoli e accompagnandoli presso gli istituti di pena di Milano, Lecco, Treviso e Avezzano. Nell’abitazione di uno di loro sono state trovate la somma di oltre 8.000 euro ritenuto provento dell’illecita attività di spaccio e diverse dosi di cocaina.


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