11 febbraio 2026

Caravaggio, sono iniziati i lavori di restauro dell'organo monumentale del Santuario di Santa Maria del Fonte, uno dei più importanti a livello nazionale. Gli interventi dureranno tre anni

Al via i lavori di restauro del Grande Organo della basilica del Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio (provincia di Bergamo ma diocesi di Cremona). Sono iniziati gli interventi sul monumentale strumento, riconosciuto tra i più importanti nel patrimonio organario lombardo e nazionale: l'organo infatti con le sue 6.100 canne, distribuite in più corpi sonori collocati all’interno della grande cassa monumentale e in altri spazi del santuario, risulta uno dei più grandi e prestigiosi del Nord Italia, strumento imponente e di straordinaria bellezza.

Il progetto di restauro di questo organo quindi richiede interventi altamente specializzati e di grande professionalità; il costo previsto per i lavori ammonta a 567.200 euro, dei quali 510.000 euro sono destinati ai lavori veri e propri di restauro ed i restanti 57.200 euro ai costi accessori, (dall’installazione dei ponteggi, rifacimento impianti elettrici, interventi di risanamento e restauro della cella organaria e della sala mantici). Per far fronte alla spesa, interverrà la Conferenza Episcopale Italiana con un contributo economico attraverso i fondi dell’8xmille destinati al restauro organi a canne storici, con più di 70 anni o dichiarati di particolare interesse culturale.

Ma il contributo Cei servirà a garantire l'avvio dei lavori che, per essere portati a termine, avranno bisogno del contributo dei parrocchiani; per tale motivo è stata avviata una raccolta fondi denominata “6000 note per il Santuario. Ridai voce all’organo della Basilica”, che si rivolge a fedeli e pellegrini per coinvolgerli nell'opera di restauro diventando così parte "donatori del Santuario" (tutti coloro che effettueranno una donazione pari o superiore a 50 euro).

Per portare a termine l'opera è previsto che serviaranno circa tre anni di lavori, suddivisi in 3 lotti funzionali: il primo lotto (2026/2027) riguarderà le fasi preliminari che vanno dallo smontaggio dell'organo al censimento delle canne e quindi al loro restauro, così come sarà restaurata la manticeria e la cassa del Recitativo espressivo. Il secondo lotto (2027/2028) si occuperà degli aspetti meccanici ed elettronici, il restauro dei somieri e della consolle Balbiani,  il rifacimento completo dell’impianto elettronico su entrambe le consolle e l’implementazione di un nuovo sistema di trasmissione elettronico con il relativo cablaggio dei centralini. Infine, il terzo lotto (2028/2029) completerà l’intervento con il montaggio generale dell’organo, seguito dalle delicate operazioni di intonazione e accordatura, fondamentali per restituire allo strumento la piena funzionalità e qualità sonora.

Al termine dei lavori, l’organo potrà tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo liturgico e concertistico, restituendo al Santuario un patrimonio sonoro di straordinario valore.

Sul piano storico e artistico, l'organo del Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio, allo stato attuale, venne realizzato da Balbiani Vegezzi Bossi nel 1955, frutto di una stratificazione di interventi che attraversa quasi tre secoli di storia organaria.

Le sue origini risalgono al 1742, quando Giuseppe e Andrea Luigi Serassi realizzarono lo strumento originale insieme alla monumentale cassa lignea che ancora oggi lo custodisce. Passano quarant'anni e siamo nel 1781, quando Giuseppe Serassi amplia lo strumento ed in seguito nel 1835 i Fratelli Serassi aggiungono una seconda tastiera e portano l’organo a 54 registri, dotandolo degli accessori caratteristici dell’epoca: Timballi, Banda turca, Rollante e Campanelli.

Il 1906 è l'anno della svolta radicale: Carlo Vegezzi-Bossi di Torino trasforma completamente l’organo, sostituendo la trasmissione meccanica con quella pneumatica tubolare e portandolo a tre tastiere con una pedaliera estesa a 27 note. Vent’anni dopo, nel 1926, la Fabbriceria del Santuario affida a Giovanni Tamburini di Crema un’ulteriore risistemazione. Con una scelta molto audace, l’intero organo Positivo fu spostato sulla cantoria di fronte, per migliorarne l’accessibilità e l’espansione sonora. Tamburini costruì anche un corpo d’organo “Solo” nella cupola, dotato di tre registri ad alta pressione.

L’ultima grande riforma risale al 1955, quando i Fratelli Balbiani Vegezzi Bossi di Milano riportarono il Positivo nella cassa monumentale, installando una nuova consolle a 4 manuali. Sono aggiunti anche un Coro Viole a 6 file e le campane tubolari, ampliando notevolmente le possibilità foniche dello strumento, che oggi però risulta essere estremamente compresso all’interno della cassa originale.

Foto dal drone di Francesco Sessa Ventura

 

Michela Garatti


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