Terni festeggia il patrono San Valentino con il PanTorrone, nato dal gemellaggio gastronomico tra il panpepato di Terni e il torrone di Cremona
Un dolce gemellaggio tra Terni e Cremona che, sul piano gastronomico, prende il nome di PanTorrone, ossia un dolce unico che unisce due prodotti di eccellenza e fortemente identitari per le due città: da un lato il panpepato Igp di Terni e dall'altro il torrone cremonese. E siccome questo dolce "sperimentale" è piaciuto (e sembra anche parecchio), ora il capoluogo umbro lo ha eletto a dolce di San Valentino, che oltre che essere il santo degli innamorati, è pure il patrono della città.
Ma come nasce questo PanTorrone, già ribattezzato "Il dono degli innamorati"? L'incontro che fa scattare la scintilla tra i due prodotti tipici avviene circa 4 anni fa, dopo l'acquisizione da parte del Gruppo Arvedi dell'Acciaieria AST di Terni: in quell'occasione le due città si avvicinano e con loro anche il via vai si intensifica, con giornalisti e manager che viaggiano tra le due città. Qui a Cremona, i ternani assaggiano e gustano il torrone artigianale di Massimo Rivoltini, che a sua volta ha il piacere di scoprire meglio il panpepato di Terni e siccome da cosa nasce cosa, ecco l'idea del dolce che fonde eccellenze e tipicità e che unisce le distanze. L'idea è quindi quella di provare a creare un prodotto che fonda la tradizione cremonese del torrone, con i Fratelli Rivoltini che diventano custodi di questa storica ricetta, e i maestri pasticceri ternani, tra cui Diego Petrelli della pasticceria Evy, rappresentante dei Produttori del Pampepato Igp di Terni. E l'idea piace così tanto che a Terni si inizia a guardare alla Festa del Torrone di Cremona, promuovendo una kermesse "gemella", sempre a novembre, che si chiama “Sweet pampepato”, la festa del pampepato IGP.
Andiamo nel dettaglio della ricetta di questo dolce che fonde tradizioni e sapori: si tratta di uno "zuccotto" (ossia una torta a forma di cupola) di panpepato, con le sue caratteristiche note forti di pepe, cioccolato fondente e caffè, che vengono però smorzati dalle dolci note di vaniglia e miele di uno strato di torrone che lo riveste e che a sua volta è di nuovo ricoperto da un altro sottile strato di panpepato. Insomma, una goduria per il palato e per l'anima, un vero e proprio "dono degli innamorati", che coniuga amabilmente sapori e consistenze contrastanti e unisce tradizioni dolciarie secolari di territori tra loro lontani e diversi.
Ma si sa che a tavola tutto torna, il buon cibo diventa linguaggio universale attraverso il quale le differenze si cancellano e le distanze si annullano e dunque il PanTorrone va in questa direzione di dolce "fusion"; per ora però il progetto, nato appunto 4 anni fa, rimane un esperimento, nel senso che è stato presentato -ed apprezzato- alla festa del Torrone di Cremona e verrà di nuovo proposto il prossimo 15 febbraio a Terni, all'interno del Circolo Lavoratori Terni, con uno show cooking che metterà all'opera i pasticceri ternani e quelli cremonesi.
Nei giorni scorsi, nella biblioteca del Clt – Arvedi Ast, il progetto è stato presentato e promosso dal Clt appunto e da Confartigianato Imprese Terni, come espressione della valorizzazione delle eccellenze locali attraverso un gemellaggio che ora tocca anche la sfera gastronomica, dopo il gemellaggio "d'acciaio" che già unisce le due città.
Purtroppo il golosissimo dolce non si trova ancora in vendita nè a Cremona e nemmeno a Terni, per ora. Ma non è da escludere che presto il PanTorrone possa comparire anche in qualche negozio dedicato o in qualche pasticceria delle due città. Per ora, chi lo ha assaggiato alla Festa del Torrone, si è detto molto soddisfatto...
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