22 novembre 2025

Carcere di Cremona: sovraffollamento al massimo storico (+150%). 609 detenuti per una capienza regolamentare di 394 posti. Extracomunitario il 65% del totale dei reclusi, dato più alto della Lombardia

Una delegazione congiunta di Forza Italia - rappresentata dal consigliere regionale Giulio Gallera, Andrea Carassai, Gabriele Gallina, Luca Ghidini – e del Partito Radicale – rappresentato da Sergio Ravelli e Maria Teresa Molaschi – ha visitato venerdì pomeriggio la Casa Circondariale di Cà del Ferro. I numeri impietosi che sono stati rilevati nel corso della visita parlano da soli. Ecco il testo del comunicato inviato da Sergio Ravelli (Partito Radicale)

"- il totale delle persone recluse è di 609 che costituisce il record storico per il carcere di Cremona. Se si considera che i posti regolamentari sono 394, abbiamo registrato il più alto indice di sovraffollamento di sempre, pari al 150%.

- gli extracomunitari detenuti sono 383, pari al 63% del totale. Percentualmente è il dato più alto di tutta la Lombardia.

- circa 180 detenuti sono tossicodipendenti e/o affetti da patologie psichiatriche e disturbi comportamentali.

Questi dati sono alla base dell'aggravamento delle criticità storiche del carcere di Cremona, che si possono ricondurre a 3 ambiti: la Sanità, la Sicurezza, il Lavoro.

Per quanto riguarda la Sanità: appare evidente come un numero così alto di detenuti tossicodipendenti e di malati psichiatrici (spesso affetti da entrambe le patologie e in gran parte riferite a detenuti extracomunitari) rende problematico il lavoro di medici, psicologi e psichiatri che operano nella struttura carceraria. E' altresì evidente che questi soggetti non dovrebbero stare in carcere, i tossicodipendenti dovrebbero stare nelle comunità di recupero e i malati psichiatrici nelle strutture sanitarie per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). Ma ahimè, le comunità di recupero sono poche e le REMS ancora meno.

Per quanto riguarda la Sicurezza: dalle tante denunce provenienti dai rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria emerge che la sicurezza degli operatori carcerari è messa costantemente a rischio dal sovraffollamento, dalla vetustà della struttura carceraria e dalle gravi patologie sanitarie presenti.

Per quanto riguarda il Lavoro: fatto salvo le attività lavorative legate al funzionamento della struttura carceraria, le occasioni di lavoro - sia all'interno delle mure che all'esterno (detenuti in semilibertà) sono pochissime. Ciò rende l'obiettivo del reinserimento dei detenuti una chimera.

A tale riguardo va rilevato che l'imprenditoria locale ha mostrato in questi anni poca sensibilità e disponibilità ad accogliere ex detenuti.

Ovviamente le criticità del carcere di Cremona sono le stesse di quasi tutte le strutture penitenziarie italiane.

Considerazione finale. Non sta a me indicare in questa occasione le possibili soluzioni, anche politiche, per far fronte alla crisi del sistema carcerario italiano. Posso solo aggiungere che la Giustizia del nostro paese, anche nella sua appendice carceraria, abbisogna di una vera e propria riforma radicale".

Sergio Ravelli

consigliere generale del Partito Radicale

 


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commenti


marco

23 novembre 2025 07:05

Ed ecco che con il " non sta me indicare le possibili soluzioni anche politiche per fare fronte a questa situazione' i radicali si lavano le mani e producono il niente se non le classiche denunce per porre l'attenzione sulla situazione esplosiva che poi cadono nel vuoto.
Qui i veri eroi sono le guardie carcerarie poche e mal pagate, oramai in balia della situazione.
Anche le comunità per minori sono strapiene come le REMS.
Potrebbe essere attuabile il rimpatrio obbligatorio come indesiderabili sul territorio nazionale finita di scontare la pena detentiva per gli extracomunitari che hanno compiuto atti criminali?
Farlo prima è difficile perché nelle loro nazioni potrebbero non essere garantiti gli stessi trattamenti civili che hanno nelle nostre.
Ma almeno cominceremmo ad averne meno in circolazione nel dopo.


Chicca

23 novembre 2025 08:43

Bravo Marco condivido!

Gianluca

23 novembre 2025 14:04

Rimpatrio del 65% dei detenuti extracomunitari e ritorniamo immediatamente nei limiti di capienza. Nei loro paesi d’origine non è garantito lo stesso trattamento civile come da noi? Pazienza, facevano a meno di delinquere.

Michele de Crecchio

24 novembre 2025 01:29

Sarò (solo in parte, credo) fuori tema, ma questa segnalazione mi colpisce personalmente, anche perché, proprio recentemente. sulla stampa nazionale è stata data notizia della scomparsa dell'ingegner Borini, torinese, titolare ed ultimo titolare dell'omonima impresa di costruzioni (derivata dalle Officine Savigliano che, all'epoca del ministro soresinese Genala, aveva costruito il vecchio ponte sul Po, a quadruplice funzione: stradale, tramviaria e ferroviaria). Tale ponte, pur malandato ed in parte demolito, ancora oggi garantisce buona parte dei collegamenti stradali tra la nostra città e il territorio piacentino.
Nei primi anni ottanta del novecento, proprio grazie alla collaborazione con tale illuminato imprenditore, il Comune di Cremona riuscì a realizzare, pur tra molte difficoltà, ben due opere che molto contribuirono ad aggiornarne la dotazione di servizi di interesse territoriale: la nuova Caserma dei Vigili del Fuoco e, in particolare, il nuovo Carcere Circondariale. Quest'ultimo, in particolare, era allora ancora ospitato nello storico edificio di via Jacini, edificio che oggi, ottimamente riqualificato dall' ufficio tecnico comunale (arch. Carletti), è occupato dagli uffici della Procura della Repubblica. Allora ogni cella di reclusione ospitava non meno di sei persone e disponeva di un solo rudimentale servizio igienico.
Ero allora assessore comunale all'urbanistica e, per le questioni di mia competenza , (localizzazione dei nuovi edifici ed approvazione dei relativi progetti) trovai nella persona dell'ing. Borini, un interlocutore sempre cortese, corretto ed intelligente.