Scuola primaria del Boschetto: "Investimenti ingenti, ma tante criticità sul futuro". Chiara Capelletti deposita un'interrogazione. "Assenza di pragmaticità nella scelta di investimenti"
La Scuola Primaria del Boschetto, torna al centro del dibattito politico, dopo l'ultima interrogazione di Forza Italia (a firma di Ghidini e Carassai) sulle barriere architettoniche ancora presenti dopo l'ìimportante intervento di ristrutturazione, a cui era arrivata la risposta "si provvederà entro fine mandato"; le traversie poi sono proseguite nei giorni scorsi con l'allarme iscrizioni, che non sarebbero in numero sufficiente per far partire una classe prima. Oggi è Chiara Capelletti, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, che prende la parola e lo fa depositando un'interrogazione nel merito delle problematiche riferite alla primaria in oggetto.
"La Scuola Primaria del Quartiere Boschetto, oggetto di un investimento PNRR di circa 1,6-1,8 milioni di euro, presenta diverse criticità non ancora risolte, a fronte di lavori di riqualificazione terminati nella primavera del 2025. L’edificio ha visto interventi su efficientamento energetico, rifacimento di bagni e tetto e nuovi spazi mensa, ma resta, dal mio punto di vista, incompleto: la mancata installazione dell’ascensore impedisce ancora l’accesso al primo piano ai disabili.
In un contesto in cui l’abbattimento delle barriere architettoniche dovrebbe essere una priorità, a maggior ragione in edifici pubblici, lo stabile continua a presentare limiti strutturali. E questa non è una polemica: è un dato di realtà, è un dato oggettivo constatato al termine di interventi costosi di riqualificazione.
A rendere la situazione ancora più complessa, emerge ora un problema relativo al futuro della scuola: per l’anno scolastico 2026/2027, si sta rischiando di non raggiungere il numero minimo di iscrizioni previsto dalla normativa vigente per attivare almeno una classe prima. Se questo dovesse verificarsi, la sopravvivenza della Scuola Primaria del Boschetto sarebbe a rischio, rappresentando una nefasta notizia per l’intero quartiere. Se i lavori presso la scuola rientrano in una logica più ampia di riqualificazione del quartiere stesso, che ha visto anche il rinnovo del centro civico, il futuro della primaria rimane un nodo centrale dell’azione amministrativa, politica e territoriale.
Alla luce di queste incertezze, ho depositato un’interrogazione chiedendo al Sindaco e all’Assessore competente di avere chiarimenti su alcuni punti chiave: quali analisi e valutazioni siano state effettuate prima di candidare il progetto di riqualificazione dell’edificio; quale sia il trend delle iscrizioni negli ultimi dieci anni e se questi dati siano stati considerati come possibili segnali di allarme; e quali azioni l’amministrazione intenda intraprendere di fronte al pericolo concreto di non riuscire ad attivare nemmeno una classe prima. La Scuola Primaria del Quartiere Boschetto resta un presidio educativo importante per il quartiere, e la vicenda sarà seguita con attenzione, non con l’intento di mettere in cattiva luce la scuola stessa, ma proprio per la speranza che vengano trovate soluzioni concrete per garantirne sia l’accessibilità sia il futuro.
Questa vicenda conferma però alcune mie critiche verso il modus operandi della giunta che evidenzia una scarsa lucidità alla guida della città e un’assenza di pragmaticità nella scelta di investimenti, venduti come successi ma che allo stato attuale sono “piccole cattedrali nel deserto”. Faccio alcuni esempi per rinfrescare la memoria: campetto da basket a Parco Sartori, definito riqualificato ma ancora con il fondo non adeguato e tribunette laterali assenti; skatepark al Parco al Po che non serve ad alcuna associazione sportiva; oasi felina realizzata e totalmente inutilizzata; rotatoria di Largo Moreni che di fatto è diventata un’operazione di restyling ma totalmente inefficace per la fluidità degli spostamenti. E poi c’è il mega progetto “Giovani in centro” che dovrebbe “dare la cifra” a questa Amministrazione: alla luce del metodo utilizzato su interventi più ridotti per costi e dimensioni, siamo sicuri sulla sua sostenibilità gestionale e funzionale una volta che saranno terminati i lavori di recupero? Sono state fatte analisi e approfondimenti corretti e proiezioni a medio lungo termine attinenti alla realtà?
Se sui i primi abbiamo certezza di una visione fragile, su quest’ultimo mantengo ancora il beneficio del dubbio nella speranza di essere smentita".
Chiara Capelletti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti