18 aprile 2026

Compie 360 anni la splendida chiesa della Beata Vergine di Caravaggio di Gabbioneta

Trecentosessanta anni fa veniva riedificata la bella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio di Gabbioneta. Un oratorio che, da oltre quattro secoli, rappresenta un’oasi di pace e di spiritualità nella campagna cremonese e, soprattutto, un luogo di silenzio visto anche che è attiguo al cimitero del paese. Il sacro edificio, una delle tante “perle” della campagna cremonese, venne edificato nel 1666 (360 anni fa) anche se la sua storia inizia esattamente il 13 agosto 1624 con l’erezione nel campo della “Maestà” di proprietà dei nobili fratelli Evangelista e Cesare Canobbio, di una edicola voluta per esaudire un voto a suo tempo fatto alla Madonna di Caravaggio. Nel 1673, gli atti della visita del vescovo monsignor Pietro Isimbardi (carmelitano di origine pavese che resse la diocesi di Cremona dal 1670 al 1675), denotano una dettagliata descrizione della “Ecclesia Simplex BMV de Caravaggio Campestris” riedificata nel 1666. L’altare maggiore in marmi policromi, con la balaustra anch’essa in marmo, purtroppo privati di una voluta a causa di un furto sacrilego, reca l’immagine della Beata Vergine di Caravaggio dipinta ad affresco. Sul finire del XVIII secolo, appena fuori dalla chiesa, fu eretto l’attiguo cimitero e da quel momento l’oratorio mariano assunse la funzione di cappella mortuaria della nobile famiglia dei Pallavicino. Fatto, questo, testimoniato anche da varie lapidi interne ed esterne collocate sulle pareti. Altre lapidi fanno invece memoria dei sacerdoti che, nel tempo, hanno guidato la parrocchia, in particolare don Giuseppe Cabrini, don Giuseppe Giacomo Brighenti e don Giovanni Donati. Infine, sulla volta della chiesa, spiccano stucchi di gusto naturalistico e pregevoli riquadri ad affresco dedicati all’Annunciazione e all’Assunzione di Maria.

Eremita del Po

Paolo Panni


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