Cristina Cappellini: “L’addio a Bossi l’ultima vera Pontida. Salvini dovrebbe lasciare a un leader che sappia unire”
“Brevi considerazioni a margine delle esequie di Umberto Bossi oggi a Pontida.
La prima: la profonda spaccatura esistente nel mondo leghista è venuta oggi allo scoperto ed è ormai sotto gli occhi di tutti. I cori particolarmente accesi erano sì rivolti a Bossi (per ricordare gli anni ruggenti) ma sono stati anche uno sfogo (si potrebbe dire incontrollato, ma reale) contro la leadership di Salvini, contestato esplicitamente da una parte di leghisti presenti. Invece che stringersi intorno alla bara del fondatore, la Lega è apparsa oggi come un partito alla resa dei conti, tra vecchia e nuova guardia. Quasi due partiti a contendersi le spoglie del “Líder Máximo”.
La seconda: se Salvini non cederà il timone a qualcuno che sappia davvero tutelare l’eredità di Bossi, rimettendo insieme i cocci e ridando dignità al partito, finirà per essere condannato all’irrilevanza politica e per rafforzare il nuovo partito di matrice bossiana “Patto per il Nord”, (che sta arruolando un rilevante numero di militanti delusi, ex parlamentari ed ex amministratori locali).
La terza: il passaggio del feretro di Umberto Bossi lungo il pratone di Pontida, tra due ali di folla inneggiante al “Capo”, è stata una grandissima dimostrazione di affetto, una di quelle pagine della storia riservate ai grandi leader. Il che dimostra che, nonostante l’assenza duratura di Bossi dalla scena politica, la sua base non solo non l’ha dimenticato, ma ha dimostrato nei suoi confronti un cuore pulsante e una riconoscenza davvero commoventi.
Tanto che quella di oggi, a mio parere, si potrebbe definire l’ultima vera Pontida.
Ai posteri l’ardua sentenza”…
Cosi’ postò via social Cristina Cappellini, ex assessore alla cultura della Lombardia con Maroni governatore, scrittrice e poetessa di Soncino.
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