23 gennaio 2022

Documenti segreti: tedeschi contro il sequestro delle radio deciso dal Prefetto di Cremona. Ma applausi a una banca che controllava i conti correnti

L'OSS, ovvero l'Office of Strategic Service, sapeva già tutto, anche dei fiammiferi. Il Servizio segreto statunitense, antesignano della odierna CIA, intercettava, decifrava e trascriveva quasi in tempo reale tutti messaggi che, durante la Seconda guerra mondiale, rimbalzavano tra le radio di Berlino, Roma e poi Salò e Cremona.

Gli operatori italiani o tedeschi erano inconsapevoli del fatto che i loro colleghi statunitensi distanti migliaia di chilometri, spesso muniti soltanto di cuffie e block notes, erano in grado di decifrare ogni singola cosa, del resto i tecnici d'oltreoceano avevano imparato il mestiere da quel Cicco Simonetta, crittografo e cittadino cremonese del XV secolo, più conosciuto e portato come esempio nella sede della CIA che neanche in città.

L'OSS era interessato a tutto ma, soprattutto, a quale fosse l'umore della popolazione italiana mentre perché, mentre gli uomini dei generali Patton e Clarke risalivano la penisola combattendo paese per paese, ogni cittadino italiano poteva diventare il migliore alleato o il peggiore avversario a seconda di come procedeva la vita quotidiana in Italia. Verso la fine del 1943 la situazione bellica italiana era tutt'altro che rosea, secondo il Comando Tedesco in Italia mancavano molti beni di prima necessità come nel resto d'Europa ma, in parole povere, mancava soprattutto la voglia di combattere. Il punto di svolta dal quale quella sussurrata ipotesi che aleggiava nei corridoi nazisti si trasformerà in certezza, secondo i tedeschi, fu l'assemblea del Partito Repubblicano Fascista al Castelvecchio di Verona tenuta il 14 novembre 1943 dove i nazisti presenti notarono, al di la della propaganda di regime, un forte disinteressamento della popolazione ai contenuti proposti dai gerarchi. Il problema degli approvvigionamenti di masserizie e materie prime era ormai drammatico, in un paese dove si deve combattere la fame e il freddo diventa difficile andare a combattere gli anglo-americani che regalavano cioccolata e chewing gum ai ragazzini dei paesi liberati.

Per ovviare alla penuria alimentare e combattere la diffusione incontrollata delle informazioni passate via etere dagli alleati, i tedeschi scriveranno a Berlino valutando negativamente la scelta dal Prefetto di Cremona il quale, ben sapendo che la guerra è fatta da armi ma anche da propaganda, aveva deciso il sequestro di tutte le radio lasciando gli apparecchi riceventi solo ai cremonesi di “provata fede fascista”. La scelta non fu di certo illuminata secondo gli osservatori di Hitler presenti a Verona; se oltre al cibo, al coprifuoco, al riscaldamento, al razionamento delle sigarette e alla assenza dei fiammiferi togli ai cittadini anche la possibilità di ascoltare musica o le informazioni sulla guerra dai cremonesi non potrai aspettarti di certo una grande risposta in termini di combattività contro le truppe di Patton. La proposta non era da considerare applicabile nel resto d'Italia, secondo le intercettazioni archiviate dall'OSS i tedeschi volevano puntare di più sull'approvvigionamento alimentare più che tappare la voce alle radio alleate, in pratica senza pane non si combatte senza radio, forse.

Nei rapporti del Comando Tedesco in Italia verso la Cancelleria del Reich nel 1944 spunta una idea, sviluppata sempre all'ombra del Torrazzo, che probabilmente aveva interessato molto di più i vertici dell'OSS e i gerarchi di Berlino. Senza economia non vi sono guerre e durante una guerra l'economia deve adattarsi alle necessità spesso restrittive in materia finanziaria. Se molti generi di prima necessità mancano o sono razionati da sempre, durante ogni guerra, viene a formarsi un mercato parallelo che sfugge al controllo delle autorità. Il mercato nero di molti prodotti era fiorente in tutta Europa, coloro che venivano scoperti a rivendere prodotti sottobanco spesso a prezzi esorbitanti rischiavano il carcere o pene severissime ma, regolamenti a parte, da sempre in guerra molti perdevano quasi tutto e pochi guadagnavano cifre enormi. Le enormi limitazioni finanziarie sviluppate del periodo bellico mettevano a dura prova anche il sistema bancario che, ovviamente, soffriva dei ridotti volumi di depositi e di denaro circolante che la guerra imponeva. Dalla città di Cremona del 1944 i tedeschi capirono una cosa fondamentale che riferirono a Berlino; invece di spendere tempo e risorse alla ricerca delle persone attive sul mercato nero, tra l'altro ormai diffusissimo, perché non facciamo come nella città del Torrazzo dove una banca cittadina aveva creato conti correnti dove il denaro poteva essere prelevato o versato solo tramite contanti? Era uno strumento di controllo perfetto per identificare i correntisti che, generando flussi anomali di contati, potevano al momento giusto essere segnalati come attivi nel mercato nero ma, soprattutto, era il mezzo ideale per dare fiato al sistema bancario provato dalle vicende della guerra. La scelta cremonese per aumentare i depositi bancari e indirettamente scovare i fautori del mercato nero piaceva anche all'OSS il quale, fin da subito, aveva capito semplicemente ascoltando lo scambio di relazioni tra Salò e Berlino, come evitare che un cittadino cremonese o italiano, stremato da anni di restrizioni, poteva diventare un perfetto alleato più che un temibile nemico.

(Si ringrazia P.M. per le traduzioni dei documenti dal tedesco)

Marco Bragazzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Roberto Regonelli

23 gennaio 2022 21:11

Documenti interessantissimi. Sei un topo di Biblioteca Mario!